fbpx
skip to Main Content
info@busturistici.com

Con la circolare n. 22/E del 21 luglio scorso l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti in merito ai requisiti specifici per poter usufruire del contributo a fondo perduto istituito e disciplinato dall’articolo 25 del Decreto Rilancio.
In particolare, sono presenti chiarimenti sugli ambiti soggettivi dell’applicazione della norma, sui requisiti di accesso nonché sui casi particolari (es. operazioni fuori campo IVA), oltre alla restituzione del contributo e le modalità e le tempistiche di richiesta del medesimo in caso di eredi.
Si rammenta che la richiesta del contributo a fondo perduto può essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro il 13 agosto prossimo, mentre esclusivamente per il caso degli eredi, la scadenza è fissata al 24 agosto.

Come sopra citato, la circolare risponde ad una serie di dubbi di carattere interpretativo che eventualmente non erano stati chiariti o trattati dalle precedenti disposizioni, sia di legge che di provvedimenti di prassi.
Nel caso di società in liquidazione volontaria, la circolare chiarisce che le stesse devono essere tali in data successiva al 31 gennaio 2020 e non in data precedente, in quanto “l’attività ordinaria risulta interrotta in ragione di eventi diversi da quelli determinati dall’emergenza epidemiologica” nel caso della liquidazione volontaria antecedente alla data del 31 gennaio.
L’Agenzia delle Entrate chiarisce anche il motivo del diritto da parte delle società in liquidazione volontaria effettuata in data successiva al 31 gennaio: “l’attività delle imprese in fase di liquidazione, anche volontaria, è generalmente finalizzata al realizzo degli asset aziendali, per il soddisfacimento dei debiti vantati dai creditori sociali e per il riparto dell’eventuale residuo attivo tra i soci“.
Per quanto riguarda le imprese con fatturato pari a 0 sia nel mese di aprile 2019 che nel mese di aprile 2020 – nella cui fattispecie rientrano le imprese “stagionali” – l’Agenzia ha chiarito che, non soddisfando il requisito del calo di fatturato, le stesse non hanno diritto al beneficio – sebbene escluda le imprese con attività partita dal primo gennaio 2019, per le quali il beneficio spetta a prescindere.
Infine, viene chiarito anche il caso dell’inizio di una nuova attività a partire da gennaio 2019 e diversa dall’attività principale, mantenendo entrambe: in questo caso, è da prendere in considerazione la somma dei ricavi di ambo le attività.

Tra gli esclusi dal contributo, invece, figurano i consorzi tra imprese, sebbene gli stessi siano riconducibili ai soggetti individuati dall’art. 73 TUIR che hanno diritto al beneficio, l’Agenzia delle Entrate con la circolare specifica che “per ragioni di ordine logico sistematico, non possono fruire del contributo qui in esame in considerazione della peculiare natura di tali soggetti, che si limitano ad operare il ribaltamento dei costi/proventi percepiti alle imprese che ne fanno parte. Queste ultime, infatti, sussistendo gli ulteriori requisiti possono accedere al contributo di cui all’articolo 25 del decreto rilancio evitando la duplicazione del beneficio in capo ai medesimi soggetti“.

Back To Top