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Ben 76 milioni di perdite solo durante i giorni della Settimana Santa

Oltre 25mila persone non sanno se avranno ancora il loro posto di lavoro

Verso la perdita di 660 milioni di euro di fatturato in un mese dall’inizio del blocco a causa dell’emergenza coronavirus; 76 milioni di euro in meno stimati nella sola Settimana Santa. Sono questi i numeri della crisi del settore dei bus turistici, resi ancor più amari dallo stop totale dell’attività lavorativa durante il periodo delle festività di Pasqua. Il Comitato Bus Turistici Italiani, che coinvolge 25mila addetti attualmente fermi e con un futuro lavorativo tutto da decifrare, è il primo raggruppamento di aziende del settore in Italia. Il Comitato, che rappresenta un segmento di seimila imprese bloccate dalla crisi coronavirus ed un fatturato complessivo di 25 miliardi di euro annui attualmente azzerato, coinvolge circa duecento operatori e lancia un allarme che riguarda non soltanto il proprio comparto, ma anche le casse pubbliche. I comuni, per esempio, perderanno oltre 26 milioni di euro di quota derivante dai ticket bus nel periodo delle gite primaverili, compreso tra il 20 marzo ed il 20 maggio. In queste festività pasquali, le casse comunali delle principali mete turistiche, quali Roma, Venezia, Napoli e Firenze, saranno in previsione svuotate – nella sola Settimana Santa – di oltre 3 milioni di euro relativi a ticket bus che non arriveranno, anche a causa del fatto che il 90% dei servizi di bus turistici è offerto sul territorio nazionale. La previsione di mancato introito dell’Iva per lo Stato sarà di circa 60 milioni di euro, comparando i dati della scorsa stagione, sempre nello stesso periodo 20 marzo-20 maggio. Quasi 7 milioni di euro, infine, la perdita di riscossione dell’Iva da parte dello Stato nella sola Settimana Santa.

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