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La circolare numero 300/A/4780/20/111/20/03 diffusa il 7 luglio 2020 dalla Direzione Centrale per la Polizia Stradale del Ministero dell‘Interno chiarisce alcuni aspetti che riguardano le cosiddette micro-interruzioni della guida per soli pochi minuti.
Queste brevi interruzioni non si possono considerare veri periodi di riposo dalla guida perché essi devono avere una durata di almeno 45 minuti da effettuarsi ininterrottamente dopo massimo quattro ore e mezza di guida continuativa.
L’alternativa è quella di effettuare due periodi di riposo di 15 e 30 minuti (e non viceversa) ma entro il termine delle 4 ore e mezza di guida.
Non possono neppure rientrare nei periodi di riposo giornaliero o settimanale, tenendo in considerazione anche quanto espresso dalla Commissione Europea nel 2011, che vietava agli Stati membri di sommare i periodi di guida precedenti e successivi ad un riposo irregolare, quando la durata di quest‘ultimo fosse comunque di almeno sette ore.

Di conseguenza, per la registrazione delle microinterruzioni, non è possibile azionare il dispositivo di commutazione sotto il simbolo “lettino”.
Per quanto riguarda, invece, l‘utilizzo dei simboli “altre attività” e “tempi di disponibilità”, secondo quanto previsto dalla direttiva 2002/15 all‘art.3, si presuppone che il conducente qualora attivi questi simboli sia a disposizione del datore di lavoro, non potendo godere, di conseguenza, del proprio tempo libero. Se il conducente dispone liberamente del suo tempo libero durante le micro-interruzioni, esse non si possono considerare come tempi di disponibilità e quindi non si possono usare tali simboli. La circolare spiega che nel caso di tempo liberamente disponile, se l’autista inserisce il simbolo lettino durante le micro-interruzioni non dovrà essere sanzionato  solo presumendo che nei periodi in questione era in disponibilità e non poteva disporre liberamente del suo tempo. Questi periodi quindi non potranno nemmeno essere considerati come parte dell‘orario di lavoro.

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