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In un’ottica di semplificazione dell’iter degli adempimenti burocratici l’Agenzia delle Entrate, nella persona del Direttore Ernesto Maria Ruffini ha presentato una proposta di riforma fiscale per le partite IVA.
Ciò è dovuto dal fatto che piccole imprese e partite IVA si trovano spesso in difficoltà a versare le imposte in acconto dell’anno in corso e di saldo dei redditi dell’anno precedente, di fatto creando confusione e rapporto non propriamente facile tra fisco e contribuente.

A partire dal 1 gennaio 2021 si potrebbe infatti passare ad una liquidazione IVA mensile sui ricavi effettivamente realizzati, andando pertanto incontro alle esigenze dei contribuenti, data anche la situazione attuale di emergenza.
Tale soluzione riguarderebbe una platea di circa 4 milioni di contribuenti, composta da autonomi, partite IVA e professionisti, che attualmente versano una parte delle tasse in anticipo senza sapere quanto realmente incasseranno in futuro.
La proposta del Direttore delle Entrate prevede infatti un passaggio per le persone fisiche titolari di partite IVA e per le società di persone ad un sistema di tassazione per cassa rispetto al sistema attuale per competenza, in modo da calcolare mese per mese un netto e calcolare sullo stesso le relative imposte.

Ulteriore ipotesi di Ruffini sarebbe quella di applicare tale sistema per gradi, coinvolgendo prima le imprese più piccole, che hanno contabilità semplificata, per poi estendere lo stesso ai forfettari ed infine a professionisti, autonomi e soggetti con contabilità ordinaria.
Lo stesso Direttore ha spiegato che è meglio avere un flusso costante che un picco di entrate.

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