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Le linee guida che il Governo presenterà alla Commissione Europea nei prossimi giorni rappresentano solo l’inizio dell’iter per l’ottenimento dei 209 miliardi – di cui circa 82 a fondo perduto – di euro che la stessa Commissione ha destinato all’Italia nell’ambito del piano di rilancio ” Next Generation Ue”  mirato a fronteggiare la crisi determinata dal coronavirus.

Il Recovery Plan sarà supportato da una serie di riforme, tra cui quella fiscale e quella del lavoro.
Per le tempistiche, sul fronte della riforma fiscale si prevede una legge delega entro la fine dell’anno, con l’emanazione dei primi decreti entro fine 2021, mentre per la riforma del lavoro la legge delega è attesa entro aprile 2021, con i primi decreti entro fine 2021.
Tra le altre riforme si prevedono quelle della Pubblica Amministrazione e quella della Giustizia.

Tra le aree di intervento contenute nel Recovery Plan si segnalano i seguenti obiettivi ritenuti strategici per il Paese da parte del Governo:

-digitalizzazione e innovazione, con digitalizzazione delle PA, identità digitale unica per cittadini e imprese, digitalizzazione di filiere strategiche come turismo, industria e agroalimentare, oltre allo sviluppo di reti 5g;

-transizione ecologica, tra cui passaggio all’elettrico per i trasporti, sviluppo delle economie circolari, efficienza energetica;

-maggiore competitività delle imprese, da raggiungere con programmi in chiave 4.0 e ricerca e sviluppo, export tecnologico e digitale, internazionalizzazione delle imprese;

-salute, con potenziamento delle strutture ospedaliere, digitalizzazione del servizio sanitario;

-inclusione sociale e inclusione territoriale, con introduzione di politiche attive per il lavoro e sostegno all’imprenditoria femminile e a quella giovanile.

Tra gli obiettivi economici figurano quelli di aumento del tasso di occupazione da allinearsi a quello medio europeo (10 punti percentuali di divario), riduzione di divari territoriali in termini di reddito, PIL e occupazione, preparazioni scolastiche mirate ad aumentare diplomati e laureati con contestuale lotta all’abbandono scolastico e all’inattività giovanile.

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