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È stato pubblicato sul sito istituzionale del Ministero dei Beni e le attività culturali e per il Turismo il decreto che prevederà ristori per le aziende che gestiscono servizi di trasporto con gli open bus.

Il provvedimento individua come beneficiari delle risorse le “imprese, non soggette a obblighi di servizio pubblico, autorizzate ai sensi del decreto legislativo 19 novembre 1997, n.422 e delle relative leggi regionali di attuazione, esercenti, in via esclusiva o prevalente, le attività riferite al codice ATECO 493100 anche mediante autobus scoperti“.
Le imprese sopra elencate devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
– sede legale in Italia;
– partita iva di data anteriore al 23 febbraio 2020 associata al codice Ateco 493100, quale attività esercitata in via esclusiva o prevalente anche mediante autobus scoperti;
– autorizzazione allo svolgimento dell’attività di trasporto ai sensi del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 e delle relative leggi regionali di attuazione;
– essere in regola con gli obblighi in materia previdenziale, fiscale, assicurativa
– non trovarsi già in difficoltà, ai sensi del Regolamento (UE) n. 651/2014, alla data del 31 dicembre 2019, salvo che si tratti microimprese o piccole imprese, ai sensi dell’allegato I al Regolamento (UE) n. 651/2014, purché non soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non destinatarie di aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione.

Il testo ufficiale è disponibile al seguente link: https://media.beniculturali.it/mibac/files/boards/be78e33bc8ca0c99bff70aa174035096/DECRETI/DM%20565%204%20dicembre%202020%20Fondo%20art%20182%20comma%201%20DL%2034-2020%20Ristoro%20bus%20scoperti-signed.pdf

Il decreto è al momento al vaglio delle autorità di controllo del Ministero, in attesa della pubblicazione dell’avviso.

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