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Nella giornata del 13 ottobre gli Stati membri dell’UE hanno adottato una Raccomandazione del Consiglio Europeo su un approccio coordinato alla restrizione della libera circolazione in risposta alla pandemia COVID-19.
In particolare, la Raccomandazione definisce quattro settori chiave in cui gli Stati membri coordineranno i loro sforzi:
1) criteri comuni per gli Stati membri al momento di decidere se introdurre limitazioni ai viaggi
Gli Stati membri terranno conto dei seguenti criteri chiave quando valuteranno di limitare la libera circolazione in risposta alla pandemia di coronavirus:
  • il tasso di notifica (il numero totale di nuovi casi di COVID-19 notificati per 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni a livello regionale)
  • il tasso di positività del test (la percentuale di test positivi tra tutti i test per l’infezione da COVID-19 effettuati durante l’ultima settimana)
  • il tasso di test (il numero di test per l’infezione da COVID-19 per 100.000 abitanti effettuati durante l’ultima settimana)
Gli Stati Membri hanno concordato di condividere gli ultimi dati epidemiologici con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, il quale pubblicherà una cartina dell’Europa (comprendente anche i dati degli Stati associati Schengen), aggiornata settimanalmente, in cui ciascuna regione sarà contrassegnata con un colore diverso a seconda del rischio.
2) un comune sistema di mappatura basato su un codice colore
Le regioni verranno indicate con i colori “verde”, “arancione”, “rosso” e “grigio” (se non sono disponibili informazioni sufficienti).
La nuova mappa sarà disponibile a breve. Tuttavia, in base ai dati pubblicati dall’Ecdc (European Centre for Disease Prevention), si potrebbe già avere un’idea della mappatura iniziale: l’Italia sarebbe a oggi tra i pochi Paesi Ue ad ottenere il codice arancione insieme a Germania, Svezia, Finlandia, Grecia e Portogallo. Il resto degli Stati membri avrebbe un codice rosso, con Olanda, Francia e Spagna a far registrare il più alto tasso di positività dei test tra i grandi Paesi. Al momento, nessuno Stato membro dovrebbe avere il codice grigio.
3) maggiore chiarezza sulle misure applicate ai viaggiatori provenienti da zone a maggior rischio (test e auto-quarantena)
Sulla base della mappa comune, gli Stati membri decideranno quindi se introdurre determinate restrizioni, come la quarantena o i test, sui viaggiatori provenienti da altre aree.
Gli Stati membri hanno convenuto che non ci saranno restrizioni, come la quarantena o i test, per i viaggiatori provenienti da regioni “verdi”.
Gli Stati membri che ritengono necessario introdurre restrizioni alla libera circolazione, sulla base dei propri processi decisionali, potrebbero richiedere alle persone che viaggiano da un’area classificata diversa da “verde” di:
– sottoporsi a quarantena; e / o
– sottoporsi a un test per l’infezione da COVID-19 dopo l’arrivo.
Spetta agli Stati membri decidere quali misure applicare alle persone che si spostano dalle aree a rischio al loro territorio. Ciò significa che alcuni Stati membri non applicheranno alcuna restrizione ai viaggi all’interno dell’UE, mentre altri potrebbero decidere di applicare determinate misure, come la quarantena o il test, ai viaggiatori provenienti dalle zone “arancioni”, “rosse” o “grigie”.
Informazioni su quali Stati membri applicano le misure saranno disponibili sulla piattaforma web “Re-open EU” (https://reopen.europa.eu/it).
I viaggiatori con una funzione o necessità essenziale non saranno tenuti a sottoporsi a quarantena. Nello svolgimento dei propri compiti, ciò si applica a:
– Dipendenti o lavoratori autonomi che esercitano occupazioni critiche, inclusi operatori sanitari, lavoratori frontalieri e distaccati, nonché lavoratori stagionali come indicato nelle Linee guida relative all’esercizio della libera circolazione dei lavoratori durante l’epidemia di COVID-19;
– Lavoratori del settore dei trasporti o prestatori di servizi di trasporto, compresi i conducenti di veicoli merci che trasportano merci ad uso del territorio nonché di mero transito;
– pazienti che viaggiano per motivi medici imperativi;
– alunni, studenti e tirocinanti che viaggiano quotidianamente all’estero;
– persone che viaggiano per motivi familiari o d’affari imperativi (compresi i membri di famiglie transfrontaliere che viaggiano regolarmente);
– diplomatici, personale di organizzazioni internazionali e persone invitate da organizzazioni internazionali la cui presenza fisica è richiesta per il buon funzionamento di queste organizzazioni, personale militare e agenti di polizia, operatori umanitari e personale di protezione civile nell’esercizio delle loro funzioni;
– passeggeri in transito;
– marittimi;
– giornalisti, nell’esercizio delle loro funzioni.
4) fornire informazioni chiare e tempestive al pubblico
Gli Stati membri forniranno dettagli sulle imminenti restrizioni alla libera circolazione o sulla revoca delle restrizioni ai viaggi agli Stati membri e alla Commissione. Queste modifiche verranno pubblicate anche su Re-open EU. Come regola generale, le informazioni sulle nuove misure saranno pubblicate 24 ore prima della loro entrata in vigore.


In ultimo segnaliamo il link da cui è possibile scaricare l’autodichiarazione per il rientro dall’estero – aggiornata al 13/10/2020:
https://www.esteri.it/mae/resource/doc/2020/10/modulo_rientro_da_estero_13_10_20_rev_udc.pdf

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