29 Giugno 2020
Industria 4.0: novità introdotte dalla Legge di Bilancio e dal Decreto Rilancio
Il Piano nazionale Impresa 4.0 offre alle imprese situate in Italia strumenti per cogliere opportunità nel digitale e nell’innovazione attraverso iniziative, agevolazioni fiscali e finanziamenti al fine di incentivare gli investimenti delle stesse per aumentare la competitività delle imprese stesse.
Tra questi figura l’iperammortamento, una maggiorazione per gli investimenti in beni digitali facenti parte di “Industria 4.0”, introdotta per la prima volta nel 2017.
Una prima novità del 2020 figura nella Legge di Bilancio – precisamente dai commi 184 a 197 – con la quale gli iperammortamenti ed i superammortamenti sono stati trasformati in crediti d’imposta dal 6 al 40 per cento, in base alla tipologia dei beni acquistati , con una rimodulazione del credito d’imposta per ricerca e sviluppo, oltre che a prorogare il credito d’imposta sulla formazione.
Di seguito, i crediti d’imposta per gli investimenti in beni strumentali recentemente riveduti:
-per i macchinari nuovi a cui si applicava precedentemente il superammortamento ora spetta un credito d’imposta del 6% fino ad un massimo di 2 milioni di euro;
-per tutti i macchinari rientranti in chiave Industria 4.0 – quelli a cui veniva applicato l’iperammortamento – e che sono elencati nell’elenco A della Legge 232/2016 spetta il 40% del valore del bene per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro e il 20% del valore del bene per gli investimenti da 2,5 a 10 milioni di euro (l‘aliquota si applica, a scaglioni incrementali, al totale degli investimenti e non al valore del singolo bene acquistato);
-per i software 4.0 (elenco B della Legge 232/2016) si applica il 15% del valore del bene immateriale per gli investimenti fino a 700.000 euro.
Novità rispetto al passato è quella data alle imprese che non dichiarano utili e che possono godere dei medesimi benefici sopracitati. Sono stati introdotti, tuttavia, alcuni adempimenti burocratici, come ad esempio l’obbligo di comunicazione dell’impresa al MISE in caso di godimento di tali benefici/agevolazioni, obbligo di una perizia per i beni acquistati il cui valore sia uguale o maggiore di 300 mila euro (diversamente da quanto prima indicato, ovvero 500 mila euro), oltre che all’espresso riferimento nelle fatture delle disposizioni dei commi da 184 a 197 della Legge di Bilancio 2020.
Il credito è da usarsi esclusivamente in compensazione – 5 quote annuali ovvero 3 per i software – e non concorre al reddito ed alla base imponibile ai fini IRAP.
Naturalmente, per i beni acquistati precedentemente, ai quali sia stato versato acconto al 20% o acquisiti entro le precedenti scadenze si applica la precedente normativa. Il Decreto Rilancio ha prorogato la scadenza al 31/12 prossimo per fruire del superammortamento.