17 Agosto 2020

Incentivi per gli investimenti nelle PMI


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In attesa dei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate che renderanno operativi gli incentivi del Decreto Rilancio e attuati da MEF e MISE per la capitalizzazione delle PMI, segnaliamo le due agevolazioni previste dall’articolo 26 del Decreto Rilancio.

Credito d’imposta per la capitalizzazione delle piccole e medie imprese danneggiate dal Covid-19L’agevolazione riguarda gli investitori che partecipano all’aumento di capitale: a questi è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 20% della somma investita nell’aumento di capitale, nel limite massimo di due milioni di euro, con partecipazione da possedere almeno fino al 31 dicembre 2023.

L’impresa deve avere forma giuridica di società di capitali o cooperativa, sede legale nel territorio italiano, ricavi annui tra i 5 ed i 50 milioni di euro e con un calo del fatturato nei mesi di marzo e aprile scorsi non inferiore al 33% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Per l’impresa stessa, invece, viene prevista un’agevolazione ulteriore, un credito pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto, fino alla concorrenza del 30% dell’aumento di capitale.
Distribuzione di riserve prima del 1 gennaio 2024 comporta la decadenza del beneficio.

Fondo patrimonio PMI

Questa seconda agevolazione permette al Fondo patrimonio PMI di sottoscrivere obbligazioni o altri titolo di debito con imprese con fatturato superiore a 10 milioni di euro che effettuano un aumento di capitale di almeno 250 mila euro.
Il fondo – la cui dotazione è di 4 miliardi di euro – sarà gestito da Invitalia ed il finanziamento deve essere mirato a investimenti, costo del personale o capitale circolante.

Come specificato dal Ministro dell’Economia Gualtieri queste misure sono destinate a imprese che investono sul proprio rilancio e che hanno particolare attenzione verso l’innovazione e l’ambiente.