31 Agosto 2020

Flashnews: Chiusura dei confini per Ucraina e Ungheria


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Alla luce del peggioramento del quadro epidemiologico e al fine di contenere la diffusione dell’epidemia, i governi di Ucraina e Ungheria hanno deciso di re-introdurre le misure di protezione delle frontiere attuate durante la prima ondata di epidemia di coronavirus.

Vediamo quali sono, ad oggi, le disposizioni messe in atto da ciascun Paese.

UCRAINA
A partire dalla mezzanotte del 28 agosto 2020, per un periodo al momento limitato ad un mese (non si esclude un’ulteriore proroga alla scadenza), le Autorità ucraine hanno disposto il divieto generale di ingresso nel Paese a tutti gli stranieri, indipendentemente dal mezzo di trasporto utilizzato.

I divieto di ingresso è valido anche per coloro che provengono dalle cosiddette “zone verdi”, come l’Italia.

Tra le eccezioni vi sono:
– coniugi, figli o genitori di cittadini ucraini;
– titolari di permesso di soggiorno, temporaneo o indeterminato;
– viaggiatori in transito dietro esibizione di prova documentale che si proseguirà il viaggio (l’uscita deve avvenire entro le 48 ore dall’ingresso);
– studenti iscritti a corsi di studio in Ucraina;
– personale in servizio nelle Forze Armate ucraine;
– rifugiati;
– personale delle Rappresentanze diplomatico-consolari e delle Organizzazioni Internazionali;
– membri di delegazioni ufficiali;
– equipaggi e personale viaggiante dei mezzi di trasporto;
– professionisti del settore della cultura invitati da Istituzioni culturali ucraine;
– atleti partecipanti a eventi sportivi e accompagnatori;
– ingressi per trattamenti medici presso strutture sanitarie ucraine;
– lavoratori e tecnici specializzati, invitati da imprese ucraine.

Tutti i cittadini stranieri che entrano in Ucraina, ad eccezione dei rifugiati, del personale militare e del personale delle Rappresentanze diplomatico-consolari e delle Organizzazioni Internazionali, devono essere provvisti di assicurazione sanitaria che preveda esplicitamente la copertura Covid-19.

A tal proposito, riportiamo di seguito alcuni elementi forniti dalle Autorità locali:
–  Il cittadino straniero deve essere in grado di esibire l’assicurazione al suo arrivo nel Paese;
–  La polizza deve essere emessa da una compagnia assicurativa registrata in Ucraina o da una compagnia assicurativa straniera con un Ufficio di rappresentanza in Ucraina o da una compagnia avente un rapporto contrattuale con una compagnia assicurativa – partner in Ucraina;
–  La polizza deve prevedere la copertura dei costi associati al trattamento del COVID-19 ed all’osservazione e deve essere valida per tutta la durata del soggiorno in Ucraina.

Le persone rientranti nelle categorie sopra richiamante e che arrivano da Paesi identificati come “zona rossa” sono inoltre sottoposte all’obbligo di isolamento fiduciario per un periodo di 14 giorni, a meno che non si dimostri di aver trascorso gli ultimi 14 giorni prima dell’ingresso in Ucraina in una “zone verde” oppure si sia in grado di esibire un PCR test con esito negativo effettuato entro le 48 ore precedenti il momento di attraversamento della frontiera.
In alternativa, è possibile sottoporsi a PCR test all’arrivo in Ucraina, nel qual caso l’obbligo di isolamento fiduciario decade in caso di esito negativo del test.

UNGHERIA
La chiusura delle frontiere è stata annunciata a partire dal 1 settembre per periodo limitato di un mese.
Le restrizioni riguardano tutti i cittadini stranieri, che non potranno entrare in Ungheria.

Tra le eccezioni previste vi sono:
– viaggi d’affari di chi abbia società registrate in Ungheria;
– cittadini stranieri residenti nelle zone di confine per motivi di lavoro;
– mero transito lungo i corridoi umanitari autostradali

A meno che non si rientri nelle eccezioni previste, le Autorità raccomandano di evitare tentativi di ingresso in Ungheria a decorrere dal 1 settembre e di rispettare le indicazioni delle autorità locali.

Alla luce delle nuove disposizioni messe in atto da Ucraina e Ungheria, altri Paesi potrebbero decidere, nel breve periodo, di seguire una linea di condotta similare.
Nel caso abbiate in previsione dei servizi all’estero consigliamo pertanto di informarsi sulle disposizioni vigenti quanto più a ridosso della data prevista per la partenza.