24 Settembre 2020
Coperture sanitarie: il Covid cambia volto alla sanità integrativa
Fra le tendenze messe in moto in Italia dalla pandemia di Covid 19 che sta cambiando il volto della sanità integrativa risulta come sia in aumento la richiesta di coperture assicurative capaci di garantire accessibilità anche verso nuove prestazioni come test e tamponi, insieme al trend che vede in aumento l’assistenza da remoto
Il contesto è quello di un paese in cui il sistema sanitario nazionale si ritrova sempre più in difficoltà nel rispondere ai bisogni dei cittadini in termini di cure e di attesa per l’accesso alle prestazioni. Non a caso l’Italia è ai primi posti in Europa per la spesa sanitaria privata che, come evidenzia un rapporto della Commissione europea, è pari al 23,5% di quella sanitaria totale contro il 16% degli altri stati membri.
Nonostante questo la sanità integrativa stenta ancora a decollare pienamente in Italia, anche perché diffusa in maniera disomogenea tra le diverse categorie di lavoratori. Ad esempio, è fortemente presente tra quelli dipendenti e nel settore delle libere professioni grazie alle casse di previdenza. Mentre per i lavoratori atipici o con occupazioni discontinue è invece meno diffusa perché non esistono aggregatori collettivi, come fondi contrattuali o enti di previdenza di riferimento”. Attualmente sono circa 13 milioni gli italiani con una copertura sanitaria integrativa che potrebbero raggiungere i 40 milioni se si riuscisse a estenderla a tutto il mondo del lavoro. Un obiettivo che potrebbe essere raggiunto introducendo degli incentivi fiscali anche per coloro, come autonomi e atipici, studenti e casalinghe, che non hanno un rapporto di lavoro stabile che assorba anche le tutele di welfare e scelgono la sanità integrativa.
Intanto la pandemia ha portato il settore a doversi confrontare con nuove esigenze. A cominciare da una maggior attenzione degli italiani verso la salute e verso servizi sanitari più accessibili e capaci di intervenire laddove non sia possibile ottenere determinate prestazioni dal servizio sanitario nazionale.
A crescere è inoltre il tema della domiciliazione delle cure, considerato che negli ultimi mesi gli italiani hanno sperimentato il valore aggiunto della diagnosi da remoto resa possibile dalla digitalizzazione. Con una richiesta in aumento di servizi che spaziano dalle consulenze specialistiche alla possibilità di inviare i propri parametri a dei centri di controllo ottenendo assistenza anche quando il medico di base non è disponibile o non si può uscire di casa