15 Ottobre 2020

Viaggiare Informati: aggiornamento disposizioni al 15/10/2020


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Vi segnaliamo le ultime disposizioni attuate da diversi Paesi, UE ed Extra-UE, in merito alla prevenzione della diffusione del Covid-19.

BELGIO
Con l’evolversi del quadro epidemiologico, sono state progressivamente reintrodotte alcune misure restrittive a livello federale, incentrate principalmente sulla riduzione del numero di persone con le quali è possibile avere contatti ravvicinati o comunque frequentare nell’ambito privato. Misure più restrittive sono state adottate a partire dall’8 ottobre per la durata di un mese nella Regione di Bruxelles-Capitale, in particolare con la chiusura di bar e caffetterie.
I viaggi per turismo da/verso il Belgio sono nuovamente autorizzati a partire dallo scorso 15 giugno per viaggiatori in provenienza dai Paesi UE, dell’area Schengen e del Regno Unito.
Sono tuttavia fortemente sconsigliati i viaggi verso le “zone rosse” dell’area “UE+” (v. oltre nel testo).
A partire dal 1 agosto, chiunque entri in Belgio dall’estero è tenuto 48 ore prima dell’arrivo a riempire un formulario on line, tranne nel caso di entrate per via terrestre per soggiorni in Belgio (o a seguito di soggiorni all’estero) di durata inferiore alle 48 ore.
Il Governo belga ha adottato una cartina dell’Europa a colori in costante aggiornamento, nella quale le regioni dei diversi Paesi vengono categorizzate a seconda del rischio epidemiologico e sono indicate le eventuali restrizioni all’accesso in provenienza dal Belgio verso quegli stessi Paesi e le eventuali misure di precauzione da adottare al rientro in Belgio. Test e quarantena sono obbligatori per chi avesse soggiornato nei Paesi extra-UE/Schengen e nelle zone indicate dal Belgio come “rosse” all’interno dell’Europa, a meno che un punteggio basso ottenuto nel test di auto-valutazione incluso nel formulario on line non certifichi un basso fattore di rischio: in questo caso non si riceverà il sms con il codice necessario per effettuare gratuitamente il test e non vi sarà obbligo di quarantena.
Per quanto riguarda l’Italia, tutte le regioni ad esclusione di Marche e Calabria sono state inserite nella lista delle zone “arancioni”, con riferimento alle quali è consigliata una prudenza rafforzata ed in provenienza dalle quali sono raccomandati l’effettuazione di un test e la quarantena (non obbligatori, come nel caso delle zone “rosse”). La lista delle “zone arancioni” è disponibile sull’apposita pagina del https://diplomatie.belgium.be/fr, dove è possibile reperire anche la lista delle “zone rosse”.
BIELORUSSIA
le Autorità bielorusse hanno introdotto per i passeggeri in arrivo dall’Italia l’obbligo di esibire all’arrivo un test PCR negativo (in inglese, russo o bielorusso) effettuato non oltre 72 ore prima della partenza. Tale obbligo è previsto anche per i viaggiatori provenienti da altri Paesi, secondo un elenco periodicamente soggetto a revisione. Per maggiori informazioni, è possibile consultare la sezione Situazione Sanitaria al seguente link http://www.viaggiaresicuri.it/country/BLR.
Si rammenta che la normativa italiana in vigore prevede il rientro in Italia solo a determinate condizioni. Si raccomanda pertanto di prendere visione della normativa sul sito web www.governo.it e www.esteri.it.
DANIMARCA
A partire dal 27 giugno le Autorità danesi hanno disposto la parziale riapertura delle frontiere, con differenti modalità di ingresso a seconda del Paese di provenienza.  Per più dettagliate informazioni si rimanda al sito Viaggiare Sicuri dove vengono aggiornate settimanalmente le liste dei Paesi nei confronti dei quali vigono o meno restrizioni all’ingresso.
A partire dalla mezzanotte del 17 ottobre non è ammesso l’ingresso di viaggiatori provenienti dall’Italia per motivi turistici. Si potrà entrare nel Paese solo se in possesso di un “valido motivo” come specificato nel sito (in inglese)  Coronasmitte.dk.  Alcuni dei motivi validi previsti sono: lavoro, studio (iscrizione a corsi o test d’ingresso per corsi), partecipazione a procedimenti giudiziari, visite mediche, trasporti di merci, funzioni di diplomatico, proprietà di una casa o barca in Danimarca, etc.
Per aggiornamenti sull’accesso al Paese e la documentazione da presentare è possibile consultare il sito in inglese  https://coronasmitte.dk/en/entry-into-denmark .
Ricordiamo che sono solamente le Autorità danesi di frontiera che decideranno se una motivazione è ritenuta valida per garantire l’ingresso nei confini del proprio Paese.
Il transito attraverso la Danimarca è consentito se è una parte inevitabile dell’itinerario effettuato per “un motivo valido” o per il raggiungimento di una meta turistica fuori dalla Danimarca.
Il transito deve avvenire nel minor tempo possibile. Ciò vale indipendentemente dalla residenza abituale e dal mezzo utilizzato.
FRANCIA
A partire dal 6 ottobre, le autorità francesi hanno dichiarato Parigi zona di massima allerta a causa dell’incremento di casi di Covid-19. Entrano pertanto in vigore nuove restrizioni, che riguardano oltre alla capitale, anche i Comuni limitrofi (c.d. “Petite Couronne”). Le restrizioni ancora in vigore in tutta la Francia riguardano soprattutto l’obbligo dell’uso delle mascherine nei mezzi pubblici, nei luoghi pubblici chiusi e in alcuni luoghi aperti al pubblico (anche se all’aperto). In alcune città, soprattutto in quelle a forte vocazione turistica, sono previste ulteriori restrizioni.
A partire dal 17 ottobre sarà in vigore il coprifuoco dalle 21 alle 6 nelle zone d’allerta massima, con alcune eccezioni per casi particolari che non sono ancora note. Il coprifuoco rimarrà in vigore per almeno per 4 settimane. Nelle zone di allerta massima rientrano le città di Parigi (con i Comuni limitrofi-Petite Couronne), Lione, Lilla, Grenoble, Tolosa, Montpellier, Saint-Etienne e Guadalupa.
Permangono le restrizioni riguardanti i viaggiatori in arrivo in Francia provenienti dai seguenti gruppi di Paesi, a partire dal 1 agosto:
– Da Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti, Panama: devono obbligatoriamente presentare all’imbarco un test per COVID-19, realizzato nelle 72 ore antecedenti la partenza del volo. In mancanza, la compagnia rifiuta l’imbarco.
– Da Turchia, Sudafrica, Algeria, Brasile, India, Israele, Kuwait, Madagascar, Oman, Perù, Qatar e Serbia: ci si può imbarcare anche senza test, in questo caso, però, si viene sottoposti all’arrivo al test (in apposito hangar) e, per chi si ferma in Francia, è necessario sottoporsi all’isolamento. E’ quindi fortemente consigliato dalle autorità locali sottoporsi a test nelle 72 ore antecedenti l’arrivo in Francia.
Le persone provenienti dai paesi dell’Unione Europea, inclusi coloro che provengono dall’Italia (e da Andorra, Islanda, Liechtenstein, Principato di Monaco, Norvegia, San Marino, Svizzera e città del Vaticano), possono entrare in Francia senza restrizioni.
La misura dell’isolamento domiciliare rimane invece in vigore per chi proviene dal Regno Unito, per motivi di reciprocità, ma non si applica a coloro che siano in transito attraverso la Francia, a meno che le persone in transito non presentino sintomi riconducibili al COVID-19. Sono previste anche altre categorie esentate dall’isolamento domiciliare, per le quali si rimanda al comunicato ufficiale del Ministero dell’Interno francese, disponibile al seguente link https://www.interieur.gouv.fr/Actualites/Communiques/Restrictions-de-circulation-et-mise-en-place-de-mesures-sanitaires-aux-frontieres.
GERMANIA

Chiunque si sia recato in un’ “area a rischio” nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Germania dovrà osservare un periodo di quarantena finché non disponga di una prova (PCR) di negatività al Covid 19 (se non ci si sottopone volontariamente al test e questo non viene richiesto, la quarantena dura 14 giorni). Il test può essere effettuato prima della partenza: in tal caso, il tampone deve essere effettuato al massimo 48 ore prima dell’ingresso in Germania in un Paese UE o comunque in un Paese riconosciuto dal Robert Koch Institut come abilitato ad emettere test validi in Germania (per la lista, cliccare qui: https://www.rki.de/DE/Content/InfAZ/N/Neuartiges_Coronavirus/Tests.html ); il risultato deve essere scritto in inglese o in tedesco. In alternativa, il test può essere condotto gratuitamente nel luogo di ingresso in Germania (aeroporto, stazione, porto marittimo, postazioni lungo i principali ingressi autostradali) o essere effettuato in un secondo momento presso un centro abilitato: fino alla ricezione del risultato negativo del tampone, è comunque obbligatorio osservare la quarantena.
La normativa (federale e a livello di Land) prevede una serie di casi di esenzione da tali obblighi, tra cui si segnalano quelli relativi alle persone in mero transito (in Germania o che siano state soltanto in transito nelle aree a rischio), ai trasportatori, ai lavoratori transfrontalieri, ad alcune categorie di lavoratori considerati “essenziali” (ad es. forze dell’ordine), ai funzionari internazionali e ai diplomatici in servizio in Germania.

Le nuove aree a rischio designate da parte del Ministero degli esteri federale (BMG e BMI), consultabili al seguente link https://www.rki.de/DE/Content/InfAZ/N/Neuartiges_Coronavirus/Risikogebiete_neu.html (in tedesco), entreranno in vigore sabato 17 ottobre 2020 a mezzanotte.
Per quanto riguarda l’Italia, le regioni Campania e Liguria sono considerate aree a rischio.
PAESI BASSI
I Paesi Bassi hanno riaperto i propri confini per viaggi da/verso alcuni Paesi. Dopo la rimozione del bando nei confronti dei voli provenienti dall’Italia, la compagnia di bandiera KLM ha gradualmente ripristinato i voli diretti. L’uso della mascherina protettiva è obbligatorio su tutti i voli dal momento dell’imbarco, su tutti i mezzi pubblici olandesi (treni, autobus, tram) e in alcune grandi città. Alla luce dell’incremento dei contagi registrati recentemente, sono state approvate nuove misure che resteranno in vigore almeno per le prossime 3 settimane.
Gli arrivi da Paesi non UE e non Schengen sono tuttora soggetti a controlli all’ingresso. Le autorità locali adottano un sistema di colori per definire le aree di maggiore rischio (indicate in arancione) o minore rischio (in giallo). I viaggiatori che entrano nei Paesi Bassi da aree ad alto rischio sono tenute ad auto-isolarsi per 10 giorni. L’elenco delle aree a rischio, aggiornato periodicamente, è disponibile al seguente link https://www.government.nl/topics/coronavirus-covid-19/tackling-new-coronavirus-in-the-netherlands/travel-and-holidays/self-quarantine.
REGNO UNITO
A tutti viaggiatori in arrivo nel Regno Unito è richiesto un formulario online da compilare prima della partenza, indicando un indirizzo ed un numero telefonico al quale poter essere contattati durante il soggiorno nel Paese; sono esentati solo i viaggiatori in transito nell’area sterile (airside) dell’aeroporto e altre limitate categorie reperibili qui.
Per i viaggiatori in arrivo da Paesi ad alto rischio di contagio, il governo britannico ha introdotto l’obbligo di isolamento cautelare di 14 giorni. Maggiori dettagli sono reperibili sul sito del Governo Britannico https://www.gov.uk/uk-border-control(in inglese)
I viaggiatori in arrivo dall’Italia e da altri Paesi ritenuti a rischio ridotto (lista consultabile al seguente link https://www.gov.uk/guidance/coronavirus-covid-19-travel-corridors) devono compilare il formulario online menzionato sopra, ma sono esentati dalla quarantena, se nei 14 giorni precedenti l’ingresso nel Regno Unito hanno soggiornato in Italia o in altri Paesi compresi nella suddetta lista.
Infine, per viaggi con destinazione finale nel Regno Unito, ma al di fuori dell’Inghilterra, è necessario fare riferimento alle indicazioni diramate dalle regioni autonome del Galles, dell’Irlanda del Nord e della Scozia o dalle autorità delle Isole del Canale (Guernsey e Jersey) e dell’Isola di Man, che possono variare anche significativamente dalle norme inglesi.
REPUBBLICA CECA
A partire dal 15 giugno 2020 sono ripristinate le normali condizioni di ingresso in Repubblica Ceca dall’Italia, pur rimanendo in vigore alcune restrizioni per coloro che nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Repubblica Ceca abbiano passato più di 12 ore in uno dei Paesi NON compresi fra quelli classificati a basso rischio (la lista dei Paesi a basso/alto rischio è consultabile al seguente link https://koronavirus.mzcr.cz/en/list-of-countries-according-to-the-level-of-risk/).
Tutti quelli che provengono da regioni o Paesi “ad alto rischio” (in rosso sulla mappa) sono tenuti a rispettare le disposizioni del Ministero dell’Interno ceco, disponibili in inglese al seguente link https://www.mvcr.cz/mvcren/article/coronavirus-information-of-moi.aspx.
ROMANIA
Dal 7 ottobre sono variate le condizioni di isolamento fiduciario per i viaggiatori in arrivo in Romania. I cittadini che intendano entrare nel Paese in provenienza dai Paesi e territori indicati sul sito dell’ Istituto Nazionale di Sanità Pubblica romeno, aggiornato periodicamente, dovranno osservare 14 giorni di isolamento. Coloro che provengono dalle aree elencate e intendano rimanere in Romania meno di 72 ore possono essere esentati dalla quarantena su presentazione di un test negativo per il SARSCov-2-RT-PCR effettuato al massimo 48 ore prima di entrare in Romania, e se non presentano sintomi di Covid-19.
Le persone in arrivo in Romania dalle zone elencate possono terminare la quarantena dopo 10 giorni, a patto di aver effettuato un test per il SARSCov-2-RT-PCR durante l’ottavo giorno di quarantena, che deve risultare negativo, e di non mostrare sintomi di Covid-19.
Rimangono valide le esenzioni previste dalla normativa precedente in materia, per le quali è possibile consultare la scheda sanitaria a questo link http://www.viaggiaresicuri.it/country/ROU.
Dal 14 ottobre 2020  è stato prorogato di 30 giorni lo stato di allerta in tutto il Paese.
SPAGNA
A far data dal 21 giugno, è consentito l’ingresso in Spagna senza obbligo di isolamento fiduciario e senza necessità di motivare la ragione del viaggio per:
– i cittadini dei Paesi dell’Unione Europea, dello spazio Schengen, di Andorra, Principato di Monaco, Vaticano, San Marino;
– gli stranieri residenti abituali di paesi dell’Unione Europea, dello spazio Schengen, di Andorra, Principato di Monaco, Vaticano, San Marino in transito verso il proprio Paese;
– i titolari di visti di lunga durata emessi da uno stato UE;
– i lavoratori transfrontalieri;
– il personale di equipaggio;
– il personale diplomatico;
– i cittadini di Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay e Cina nel caso in cui non abbiano effettuato soggiorni in altri Paesi;
– I viaggi non imprescindibili da Paesi non UE sono limitati fino al 31 ottobre incluso.
Chiunque arrivi in Spagna dall’estero (anche dall’UE), per via aerea o marittima, è sottoposto a un controllo sanitario prima della sua entrata nel Paese. In particolare: controllo della temperatura corporea, controllo documentale e controllo sullo stato del passeggero. Per quanto concerne il controllo documentale, i passeggeri in arrivo dall’estero (anche da altri Paesi UE) dovranno compilare, prima del viaggio, un “formulario di salute pubblica”, attraverso il sito internet Spain Travel Health o la app Spain Travel Health-SPTH, ottenendo un codice QR da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo in Spagna. In alternativa è possibile compilare il questionario in formato cartaceo fornito dalle compagnie di trasporto.
Misure restrittive sono in vigore nelle località con un’alta incidenza da COVID-19. A Madrid e nei Comuni circostanti, a partire dalle ore 22.00 del 2 ottobre, è limitata l’entrata e l’uscita dalla città se non per ragioni specifiche (per recarsi al lavoro o presso centri didattici, strutture sanitarie, rientrare nel luogo di residenza abituale, per cause di forza maggiore etc.).
Per ulteriori informazioni, anche sulle misure restrittive interne, è consigliabile consultare il sito dell’Ambasciata italiana a Madrid.