29 Ottobre 2020
ECDP: mappa comune europea – aggiornamento al 29/10/2020
Al seguente link è consultabile la mappa pubblicata dall’ECDP (Centro Europeo per la Prevenzione delle Malattie), aggiornata al 29/10/2020:
Cogliamo l’occasione per segnalare le ultime disposizioni attuate da alcuni Paesi, UE ed extra-UE, in merito alla prevenzione della diffusione del Covid-19.
BELGIO
Con l’evolversi del quadro epidemiologico, sono state progressivamente reintrodotte alcune misure restrittive a livello federale. In particolare, a partire dal 19 ottobre e per la durata di un mese è stata disposta la chiusura di bar e ristoranti su tutto il territorio, insieme al divieto di circolazione tra le ore 24 e le ore 5 del mattino; ulteriori misure riguardano principalmente la riduzione del numero di persone con le quali è possibile avere contatti ravvicinati o comunque frequentare nell’ambito privato. Il 24 ottobre Bruxelles-Capitale e la regione della Vallonia hanno adottato ulteriori misure rispetto a quelle adottate a livello federale, in particolare con l’estensione dalle ore 22.00 alle ore 6.00 del divieto di circolazione notturna e l’obbligo di indossare sempre la mascherina.
Fissato a 4 il numero di persone che è possibile frequentare nel rispetto delle precauzioni a casa propria o all’aperto, sempre le stesse per quindici giorni e ad 1 al mese quello delle persone con le quali ogni persona è autorizzata ad avere rapporti ravvicinati al di fuori dei conviventi.
Restano regolarmente aperti gli altri esercizi commerciali ma i negozi notturni chiuderanno alle 22.00, con divieto di vendere alcolici dopo le ore 20.00 e i teatri e i cinema, come i palazzetti dello sport saranno inaccessibili al pubblico. Restano autorizzati anche i piccoli mercati all’aperto, ma saranno vietati i mercatini di Natale. Il telelavoro è obbligatorio quando possibile.
L’utilizzo della mascherina è obbligatorio quando non è possibile rispettare le distanze di sicurezza negli esercizi commerciali ed in molti luoghi aperti al pubblico, nonché nei luoghi pubblici all’aperto ad alta frequentazione (es. le zone commerciali o turistiche) individuate da ogni comune.
Sono attualmente in vigore restrizioni relative al numero di persone ammesse ad eventi organizzati (ad es. gli spettacoli): 200 al chiuso e 400 all’aperto, con l’obbligo di essere seduti e di indossare la mascherina; è stata tuttavia annunciata una progressiva rivalutazione dei pertinenti protocolli relativi ai diversi settori.
I viaggi per turismo da/verso il Belgio sono nuovamente autorizzati a partire dallo scorso 15 giugno per viaggiatori in provenienza dai Paesi UE, dell’area Schengen e del Regno Unito, sono tuttavia fortemente sconsigliati i viaggi verso le “zone rosse” dell’area “UE+” (v. oltre nel testo).
A partire dal 1 agosto, chiunque entri in Belgio dall’estero è tenuto 48 ore prima dell’arrivo a riempire un formulario on line (https://travel.info-coronavirus.be/fr/public-health-passenger-locator-form), tranne nel caso di entrate per via terrestre per soggiorni in Belgio (o a seguito di soggiorni all’estero) di durata inferiore alle 48 ore.
Il Governo belga ha adottato una cartina dell’Europa a colori in costante aggiornamento, nella quale le regioni dei diversi Paesi vengono categorizzate a seconda del rischio epidemiologico e sono indicate le eventuali restrizioni all’accesso in provenienza dal Belgio verso quegli stessi Paesi e le eventuali misure di precauzione da adottare al rientro in Belgio.
A partire dal 23 ottobre e fino al 7 novembre, i viaggiatori in arrivo in Belgio che abbiano soggiornato nei Paesi extra-UE/Schengen e nelle zone indicate dal Belgio come “rosse” all’interno dell’Europa, saranno tenuti ad effettuare un test solo in caso di sintomi; potrà al contrario essere obbligatorio osservare un periodo di 10 giorni di quarantena se dal test di auto-valutazione incluso nel formulario on line emergerà la tenuta di un comportamento ad alto rischio.
Per quanto riguarda l’Italia, sono state inserite nella lista delle zone “rosse” tutte le regioni tranne le Marche, il Molise, la Puglia, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia; inserite nella lista delle zone “arancioni”, con riferimento alle quali è consigliata una prudenza rafforzata ed in provenienza dalle quali l’effettuazione di una quarantena non è obbligatoria.
FRANCIA
Nel discorso tenuto nella serata di ieri 28 ottobre, Il Presidente della Repubblica Macron ha annunciato un confinamento parziale sull’intero territorio nazionale che avrà inizio alla mezzanotte di oggi fino al 1° dicembre almeno, per fare fronte alla crescita esponenziale nella diffusione del virus.
Gli spostamenti saranno limitati unicamente alle seguenti necessità: andare a scuola, esigenze lavorative, visite mediche, assistenza a parenti, fare la spesa o prendere una boccata d’aria in prossimità del proprio domicilio.
Le attestazioni da tenere con sé a giustificazione degli spostamenti verranno pubblicate dal Governo francese a partire dal 30 ottobre.
Si comunica infine che la Festa delle Luci di Lione che quest’anno si sarebbe dovuta svolgere dal 5 al 8 dicembre è stata annullata.
GERMANIA
In ragione dell’aumento dei contagi da Covid 19 nel Paese, la Germania ha stabilito, a partire dal 2 novembre, l’adozione di ulteriori misure restrittive a livello nazionale.
A partire dal 2 novembre e per tutto il resto del mese, chiudono completamente il settore della gastronomia (anche se, come in primavera, resteranno consentiti l’asporto e la consegna a domicilio), l’industria dell’intrattenimento e della cultura (inclusi cinema e teatri); sono vietati gli eventi pubblici; è vietato qualsiasi assembramento di persone appartenenti a più di due nuclei familiari (e comunque non potranno incontrarsi più di 10 persone); le partite dei campionati sportivi di interesse nazionale si svolgono a porte chiuse, è vietato lo sport amatoriale, sono chiuse le palestre e i servizi alla persona (tranne parrucchieri e servizi di fisioterapia, se rispettano le prescritte misure di igiene). I negozi al dettaglio possono rimanere aperti, ma devono garantire il distanziamento, permettendo l’ingresso soltanto di un cliente ogni 10 metri quadri. Viene incentivato lo smart working in tutte le situazioni in cui esso sia possibile.
Sempre a partire dal 2 novembre e per tutto il mese, sono inoltre vietati i pernottamenti per turismo in Germania. Le autorità locali raccomandano anche di rinunciare agli spostamenti non necessari (incluse eventuali visite ai parenti).
Il Ministero della Salute tedesco ha disposto l’introduzione di controlli sanitari obbligatori per tutti coloro che abbiano soggiornato nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Germania in una delle aree considerate “a rischio” dal Robert Koch Institut. La lista delle aree “a rischio” può essere consultata al seguente link https://www.rki.de/DE/Content/InfAZ/N/Neuartiges_Coronavirus/Risikogebiete_neu.html
(il sito è in lingua tedesca, ma con possibilità di scaricare le liste attuali in lingua inglese).
A partire dal 17 ottobre, la Campania e la Liguria sono state inserite nella suddetta lista e, a partire dal 24 ottobre, ne fanno parte anche Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Provincia autonoma di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo e Sardegna. Coloro che nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Germania si sono recati in un’area considerata a rischio hanno l’obbligo di presentare un tampone effettuato non oltre 48 ore prima dell’entrata nel Paese oppure di sottoporsi ad un test al momento dell’ingresso (su richiesta delle Autorità sanitarie locali). Vige inoltre, per chi si sia recato in un’area a rischio, l’obbligo di segnalare il proprio ingresso in Germania: tale obbligo è tuttavia considerato assolto da parte di coloro che hanno compilato il “formulario per lo sbarco” (distribuito a tutti i passeggeri sugli aerei). Fino al momento in cui si ottiene il risultato negativo del tampone, è obbligatorio restare in isolamento domiciliare (e se per qualsiasi motivo non viene effettuato il tampone, è necessario osservare una quarantena di 14 giorni). I casi di esenzione dall’obbligo di tampone (e di quarantena, in attesa del risultato) sono regolati in dettaglio dai singoli Laender: sono comunque normalmente considerati esentati i lavoratori transfrontalieri, i lavoratori considerati “essenziali” per il funzionamento del sistema (tra cui membri delle forze di polizia, personale sanitario, funzionari internazionali e personale diplomatico), gli autotrasportatori, il personale viaggiante e i membri di equipaggi, e, in alcuni casi, le persone che fanno ingresso in Germania per brevi periodi (normalmente, fino a 5 giorni) per motivi di salute o di lavoro e/o quelle che sono state all’estero solo per brevi periodi (nella maggior parte dei casi, 48 ore).
E’ comunque opportuno verificare i casi di esenzione consultando direttamente le ordinanze dei singoli Laender in cui ci si intende recare.
Il Governo federale ha confermato l’intenzione di modificare in futuro tali regole, rendendole più restrittive: a partire dall’8 novembre, tutti coloro che faranno ingresso in Germania da aree considerate a rischio dovranno rispettare in ogni caso 5 giorni di isolamento domiciliare (salvo i casi di esenzione, che saranno identificati nella nuova normativa), e solo una volta trascorso tale periodo potranno effettuare il tampone (ed interrompere la quarantena, in caso di risultato negativo). In assenza di tampone, l’obbligo di quarantena durerà 10 giorni.
PAESI BASSI
I Paesi Bassi hanno riaperto i propri confini per viaggi da/verso alcuni Paesi.
L’uso della mascherina protettiva è obbligatorio su tutti i mezzi pubblici olandesi (treni, autobus, tram) e in alcune grandi città. Alla luce dell’incremento dei contagi registrati recentemente, sono state approvate nuove misure che resteranno in vigore almeno per le prossime 3 settimane.
E’ stato annunciato un “lockdown parziale” che resterà in vigore sino alla diminuzione del numero dei contagi. Restano validi il consiglio di ridurre al minimo gli spostamenti e lavorare da casa se possibile, l’obbligo di distanziamento sociale di 1,5 m, l’invito ad evitare posti affollati ed a lavarsi frequentemente le mani. Qualora una persona accusasse i sintomi da COVID-19, deve rimanere a casa e contattare il servizio sanitario locale (GGD) per farsi testare.
Regole per i luoghi chiusi
– Il lavoro da casa rimarra’ la norma, a meno che cio’ non sia impossibile. Se si verifica un’infezione sul posto di lavoro, il posto di lavoro in questione puo’ essere chiuso per 14 giorni.
– Verra’ introdotto con legge l’obbligo di mascherina non medica per tutti i soggetti al di sopra dei 13 anni nei luoghi chiusi e sui mezzi pubblici nonche’ dalle scuole secondarie in su, solo negli spazi comuni e non in aula.
– Non si possono ospitare piu’ di tre ospiti a casa.
– Negli altri edifici, non piu’ di 4 persone possono formare un gruppo.
– Il numero di persone in una stanza e’ limitato a 30.
– Tutti gli esercizi di ristorazione, salvo i bar e ristoranti degli hotel resteranno chiusi e potranno effettuare solo servizio “take away”. Sono inclusi i cd. “coffee-shop”.
– Al di sopra dei 18 anni, sono ammessi solo sport individuali o con non piu’ di 4 persone e sono bandite le gare. Spogliatoi, mense e docce dei circoli sportivi resteranno chiusi.
– Gli spazi interni con un flusso continuo di visitatori, come gli edifici storici, le biblioteche e i musei, devono funzionare su prenotazione in base alle fasce orarie. Cio’ non si applica ai negozi al dettaglio e ai mercati, che dovranno far rispettare la distanza minima ed evitare il sovraffollamento, pena la chiusura. L’orario massimo di chisura non potra’ andare oltre le 20, salvo i supermercati.
– I professionisti in contatto con la clientela devono chiedere ai loro clienti di fornire i loro recapiti, cosi’ come fanno i ristoranti, i bar e i caffe’.
Regole all’aperto
– I numeri per le attivita’ all’aperto, dove non c’e’ un flusso continuo di persone sono limitati a 4 persone, escludendo nuclei familiari.
– Dove c’e’ un flusso continuo di persone, come negli zoo o nei mercati, si applica un nmero massimo di visitatori per metro quadrato.
– Gli eventi sportivi amatoriali sono sospesi.
Le uniche eccezioni riguardano congressi e manifestazioni autorizzati e eventi sportivi professionali.
Gli arrivi da Paesi non UE e non Schengen sono tuttora soggetti a controlli all’ingresso. Le autorità locali adottano un sistema di colori per definire le aree di maggiore rischio (indicate in arancione) o minore rischio (in giallo). I viaggiatori che entrano nei Paesi Bassi da aree ad alto rischio sono tenute ad auto-isolarsi per 10 giorni. L’elenco delle aree a rischio, aggiornato periodicamente, è disponibile al seguente link https://www.government.nl/topics/coronavirus-covid-19/tackling-new-coronavirus-in-the-netherlands/travel-and-holidays/self-quarantine.
PORTOGALLO
È autorizzato il traffico aereo, esclusivamente per viaggi essenziali, per e dal Portogallo di tutti i voli provenienti e con destinazione verso i Paesi che non fanno parte dell’Unione Europea o che non siano Paesi associati allo spazio Schengen. Il turismo non rientra tra le finalità autorizzate.
Sono considerati viaggi essenziali quelli destinati a consentire il transito, l’ingresso e l’uscita dal Portogallo di:
– Cittadini dell’Unione Europea, di stati associati allo Spazio Schengen e membri delle rispettive famiglie e cittadini di paesi terzi con residenza legale in uno Stato-Membro dell’Unione Europea;
– Cittadini di paesi terzi che viaggino per motivi di lavoro, di studio, di ricongiungimento familiare, per ragioni di salute o umanitarie;
– Sono inoltre autorizzati i voli che promuovono il rientro di cittadini portoghesi o titolari di permesso di soggiorno in Portogallo;
– i voli umanitari;
– i voli destinati a garantire il rientro di cittadini stranieri che si trovino in Portogallo.
Attualmente l’Italia non rientra nella lista dei Paesi considerati ad alto rischio epidemiologico, pertanto i cittadini italiani provenienti dall’Italia non necessitano di un test Covid-19 prima di intraprendere il viaggio e non sono soggetti all’obbligo di quarantena per il solo fatto di entrare nel Paese.
Dal 15 settembre 2020 tutto il Portogallo continentale è considerato in stato di contingenza (un livello di pericolo intermedio tra lo stato d’allerta e quello di calamità, che era già in vigore nel distretto di Lisbona). Le misure adottate puntano in concreto a limitare l’assembramento di persone sia nei locali pubblici (particolarmente in orari notturni) che nei luoghi di lavoro, nei trasporti pubblici e in prossimità delle scuole, potenziando ove possibile il lavoro da remoto, per evitare la crescita esponenziale dei contagi. È inoltre vivamente consigliato l’uso dell’app portoghese di tracciabilità del contagio denominata Stayaway Covid: https://stayawaycovid.pt/.
Sono proibiti gli assembramenti con un numero di persone superiore a 10, tranne nelle aree di ristorazione dei centri commerciali, dove il numero massimo consentito è di 4 persone per ogni gruppo. La stessa regola vale in prossimità delle scuole e per tutti gli stabilimenti situati nel raggio di 300 metri da una scuola, dove per ogni gruppo è consentito un numero massimo di 4 persone. Sono proibiti la vendita e il consumo di alcool in luoghi pubblici dopo le ore 20, l’orario di chiusura dei ristoranti è fissato alle ore 23.00.
Dal 30 ottobre al 3 novembre in tutto il Portogallo continentale saranno proibiti gli spostamenti tra comuni.
Dalla mezzanotte del 23 ottobre sono inoltre in vigore nuove misure speciali di contenimento nei comuni di Felgueiras, Lousada e Paços de Ferreira (situati al nord del Paese, nelle adiacenze di Oporto). In particolare: dovere di permanere nel domicilio e astenersi dal circolare in strade e spazi pubblici, tranne per un insieme di casi autorizzati, tra cui l’acquisto di beni e servizi, lo svolgimento dell’attività professionale, ragioni di salute, assistenza a persone vulnerabili, frequenza scolastica, fruizione di momenti all’aperto, accesso a eventi e luoghi destinati alle attività culturali, pratica di attività fisica all’aperto e per portare a spasso gli animali domestici; i veicoli privati potranno circolare esclusivamente per attività autorizzate (vedi sopra) o per il rifornimento di combustibile; in tutti gli spostamenti dovranno essere rispettate le norme indicate dalle autorità sanitarie e dalle forze dell’ordine, in particolare quelle relative al distanziamento; tutti gli stabilimenti destinati al commercio al dettaglio e alla vendita di servizi, così come quelli inseriti in centri commerciali, chiudono alle ore 22:00h – eccetto farmacie e punti vendita di farmaci non soggetti a prescrizione, studi medici e cliniche e centri veterinari con servizio di pronto soccorso, agenzie funebri, rent-a-car e rent-a-cargo (che possono, ove il loro orario di funzionamento lo consenta, chiudere all’ 1:00 e riaprire alle 6:00 h), le aree di servizio e i punti di rifornimento di combustibile; proibizione di eventi e celebrazioni che implichino un numero superiore a 5 persone, salvo quando appartengano allo stesso nucleo familiare; proibizione di realizzare fiere e mercati; obbligo di adottare il regime di smart-working, a prescindere dal tipo di vincolo lavorativo, in tutti i casi in cui la funzione lo consenta; sospensione delle visite a utenti delle strutture per anziani, unità di terapia intensiva e altri servizi per anziani.
REPUBBLICA CECA
A partire da mercoledì 28 ottobre sarà in vigore un coprifuoco notturno dalle 21.00 alle 04.59, durante il quale la popolazione dovrà restare in casa. Durante il coprifuoco si potrà andare al lavoro e spostarsi per urgenti ragioni di salute, a tutela della proprietà e per portare fuori il cane (in quest’ultimo caso senza allontanarsi oltre 500 metri dal domicilio). Non saranno obbligatori documenti giustificativi, che aiuteranno però in caso di controllo da parte della polizia.
La libera circolazione in Repubblica ceca è limitata alle attività lavorative, agli acquisti, e alle visite a familiari e a strutture sanitarie. Sono autorizzati ad entrare in Repubblica Ceca i soli stranieri che vengono per lavoro, salute, impellenti ragioni familiari, matrimoni e funerali.
Ingressi per turismo e visite agli amici non sono consentiti.
È disposta la chiusura delle attività commerciali ad eccezione dei negozi alimentari, stazioni di benzina, farmacie, negozi per animali, negozi di elettronica di consumo, ottici, edicole, tabaccai, lavanderie. I ristoranti e i locali notturni sono chiusi. Possono tuttavia vendere cibo da asporto. A partire da mercoledì 28 ottobre tutti i negozi dovranno essere chiusi tra le 20.00 e le 05.00. Saranno inoltre chiusi la domenica. Sono previste eccezioni per farmacie, stazioni di benzina e negozi in stazioni di trasporto pubblico.
L’uso delle mascherine è obbligatorio in tutti gli spazi al chiuso e sui mezzi pubblici. La mascherina è inoltre obbligatoria all’aperto, laddove non sia possibile rispettare il distanziamento di due metri tra una persona e l’altra, e nel caso queste non siano congiunti. L’obbligo è in vigore anche in macchina.
Sono vietati gli assembramenti di oltre due persone in luoghi pubblici, ad eccezione dei familiari e dei dipendenti che svolgono un’attività lavorativa per lo stesso datore di lavoro.
È sospesa l’attività didattica in presenza per le università e le scuole di ogni ordine, tranne asili e scuole materne.
Gli Uffici pubblici sono aperti per 2 giorni a settimana per cinque ore.
Sono interrotte le visite ad ospedali, residenze per anziani e altre strutture di assistenza sociale.
Chi è obbligato ad isolarsi può farlo in strutture alberghiere per evitare di esporre i congiunti.
L’ingresso in Repubblica Ceca dall’Italia è consentito solo per ragioni di lavoro, salute, per visite alla famiglia, e per chi è residente nel Paese. Non sono necessari particolari adempimenti amministrativi.
Gli italiani che nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Repubblica Ceca abbiano passato più di 12 ore in uno dei Paesi NON compresi fra quelli classificati a basso rischio (qui la lista dei Paesi a basso rischio: https://koronavirus.mzcr.cz/en/list-of-countries-according-to-the-level-of-risk/) sono tenuti a:
– PRIMA DELL’INGRESSO IN REPUBBLICA CECA: notificare l’ingresso alle Autorità sanitarie ceche compilando questo modulo on-line (https://plf.uzis.cz/), portandone copia con sé durante il soggiorno nel Paese;
– DOPO L’INGRESSO IN REPUBBLICA CECA: Sottoporsi a test tampone entro i 5 giorni successivi all’ingresso in Repubblica Ceca o entrare in Repubblica Ceca con i risultati negativi non più vecchi di 72 ore di un test tampone somministrato in uno Stato Membro dell’UE;
– Indossare mascherina per 10 giorni, a meno di diverse istruzioni da parte delle Autorità sanitarie.
SLOVENIA
Dal 24 ottobre alcune regioni italiane sono state inserite nella lista rossa della Slovenia. Le altre regioni restano in Lista Arancione.
Chi proviene da una regione in Lista Rossa deve fare una quarantena di 10 giorni all’ingresso in Slovenia oppure, presentare un test negativo, fatto in uno dei laboratori riconosciuti dal Governo Sloveno (tutti quelli in Italia sono riconosciuti), non più vecchio di 48 ore.
Le Regioni italiane attualmente inserite nelle lista rossa sono:
Abruzzo, Valle d’Aosta, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto e la Provincia di Bolzano
Per chi proviene, invece, da una regione inserita nella lista arancione (come dagli altri Paesi/Regioni UE– Schengen inseriti in lista arancione) non sono previste particolari restrizioni: non sussiste alcun obbligo di quarantena né di esibizione di un test negativo al Covid-19 all’ingresso in Slovenia.
Tra le eccezioni all’obbligo di isolamento è previsto anche il transito entro 12 ore, a condizione di poter accedere senza problemi al successivo Paese di transito o destinazione.
Dal 27 ottobre sono vietati gli spostamenti tra i Comuni della Slovenia, con alcune eccezioni tra le quali trasportatori e persone in transito verso altri Paesi e verso l’aeroporto di Lubiana, o in rientro presso il proprio domicilio in Slovenia.
SVIZZERA
Attualmente non vi sono restrizioni all’ingresso in Svizzera, né in caso di ingresso dall’Italia né dai Paesi UE e AELS (Islanda, Norvegia e Liechtenstein). È tuttavia in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per coloro che nei dieci giorni prima dell’ingresso in Svizzera abbiano soggiornato in uno Stato o in una regione considerata ad alto rischio di contagio.
Si consiglia, prima di mettersi in viaggio, di consultare l’elenco delle aree ad alto rischio, disponibile sul sito ufficiale dell’Ufficio Federale della Sanità Pubblica (https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-pandemien/aktuelle-ausbrueche-epidemien/novel-cov/empfehlungen-fuer-reisende/quarantaene-einreisende.html#1204858541).
Relativamente all’Italia, a partire dal 12 ottobre, le REGIONI CAMPANIA, SARDEGNA, VENETO si sono aggiunte alla LIGURIA nella lista delle regioni europee considerate ad alto rischio di contagio. Per tutte le persone che provengono da queste Regioni o che vi hanno soggiornato nei precedenti 10 giorni, vige l’obbligo di quarantena all’ingresso in Svizzera. La procedura prevede che le persone sottoposte all’obbligo di quarantena si rechino direttamente al proprio domicilio o altra dimora (es. hotel) una volta arrivati in Svizzera, notificando l’ingresso all’autorità cantonale territorialmente competente e rimanendo ininterrottamente al domicilio scelto per 10 giorni.
In relazione alle misure interne adottate, si segnala in particolare l’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici e, per il Cantone di Basilea Città, anche nei punti vendita, nei centri commerciali e nelle aree comuni delle scuole secondarie post-obbligatorie.
Per le misure adottate dal Paese a livello nazionale al fine di contenere la diffusione del contagio, si raccomanda di consultare la sezione Situazione Sanitaria di questa scheda, e il sito web dell’Ambasciata d’Italia a Berna.
Come sempre consigliamo di contattarci per maggiori dettagli in merito alle misure in essere nei vari Paesi prima di intraprendere servizi all’estero.