19 Novembre 2020
ECDP: Mappa comune europea al 19/11/2020
Al seguente link è consultabile la mappa pubblicata dall’ECDP (Centro Europeo per la Prevenzione delle Malattie), aggiornata al 19/11/2020:
Cogliamo l’occasione per segnalare le ultime disposizioni attuate da alcuni Paesi, UE ed extra-UE, in merito alla prevenzione della diffusione del Covid-19.
AUSTRIA
In Austria sono ancora in vigore le regole per gli ingressi dall’estero stabilite dal 31 ottobre.
Le liste di Paesi a rischio o con situazione COVID-19 “stabile” sono oggetto di periodici aggiornamenti da parte delle autorità locali, pertanto si raccomanda vivamente di verificare sempre anche il sito ufficiale del Ministero della Salute austriaco cliccando a questo link: https://www.sozialministerium.at/en/Coronavirus/Coronavirus—Information-available-for-download.html
A fronte di un progressivo, nuovo peggioramento della situazione epidemiologica in Austria, le Autorità hanno deciso inoltre per un inasprimento delle misure interne di contenimento, che rimarranno in vigore dal 17 novembre al 6 dicembre.
Queste le più significative:
– si possono avere contatti solo con i piu’ stretti parenti o persone che rappresentano riferimenti importanti;
– oltre che per recarsi al lavoro, l’abitazione puo’ essere lasciata solo per provvedere alle necessita’ inderogabili della vita quotidiana, come l’acquisto di generi alimentari e di medicinali, l’assistenza alle persone bisognose o l’attivita’ fisica;
– sono consentite le attivita’ lavorative fatte salve le specifiche disposizioni per il commercio. Lo smart working deve essere agevolato in ogni possibile circostanza cosi’ come il ricorso al part-time nel quadro della salvaguardia del maggior numero possibile di posti di lavoro;
– rimangono aperti solo gli esercizi commerciali ritenuti indispensabili (alimentari, farmacie, banche, uffici postali etc.) con una limitazione dell’orario di apertura dalle ore 6 alle 19;
– le scuole rimarranno aperte, senza svolgere attivita’ didattica, solo per assistere i minori che altrimenti sarebbero lasciati soli.
BELGIO
Con l’evolversi del quadro epidemiologico, sono state progressivamente reintrodotte alcune misure restrittive a livello federale: fino al 13 dicembre è stata disposta la chiusura di bar e ristoranti su tutto il territorio e di tutti i negozi e le attività non essenziali, insieme al divieto di circolazione tra le ore 24 e le ore 5 del mattino.
I viaggi per turismo da/verso il Belgio sono nuovamente autorizzati a partire dallo scorso 15 giugno per viaggiatori in provenienza dai Paesi UE, dell’area Schengen e del Regno Unito, sono tuttavia fortemente sconsigliati i viaggi verso le “zone rosse” dell’area “UE+”.
A partire dal 1 agosto, chiunque entri in Belgio dall’estero è tenuto 48 ore prima dell’arrivo a riempire un formulario on line (reperibile a questo link: https://travel.info-coronavirus.be/fr/public-health-passenger-locator-form), tranne nel caso di entrate per via terrestre per soggiorni in Belgio (o a seguito di soggiorni all’estero) di durata inferiore alle 48 ore.
A partire dal 23 ottobre e fino a nuovo avviso, i viaggiatori in arrivo in Belgio che abbiano soggiornato nei Paesi extra-UE/Schengen e nelle zone indicate dal Belgio come “rosse” all’interno dell’Europa, saranno tenuti ad effettuare un test solo in caso di sintomi; potrà al contrario essere obbligatorio osservare un periodo di 10 giorni di quarantena se dal test di auto-valutazione incluso nel formulario on line emergerà la tenuta di un comportamento ad alto rischio, nel qual caso l’obbligo sarà notificato da un sms.
Per controllare gli aggiornamenti sulle restrizioni all’accesso in Belgio, si può controllare a questo link https://diplomatie.belgium.be/fr la una cartina dell’Europa a colori, predisposta dal governo belga, in costante aggiornamento. Per quanto riguarda l’Italia, a partire dal 4 novembre sono state inserite nella lista delle zone “rosse” tutte le regioni.
FRANCIA
A partire dal 30 ottobre e fino al 01/12/2020, in tutto il territorio francese si applica un nuovo lockdown.Si potrà uscire di casa solo per motivi di lavoro, scuola, motivi di salute, per fare la spesa in prossimità della propria abitazione, oppure per una passeggiata per un massimo di un’ora al giorno ed entro 1 km dalla propria abitazione.
Per quanto riguarda le frontiere, resteranno aperte quelle all’interno dello spazio europeo, mentre sono chiuse le frontiere esterne, salvo per il rimpatrio dei cittadini francesi.
PAESI BASSI
I Paesi Bassi hanno riaperto i propri confini per viaggi da/verso alcuni Paesi. In ragione della diminuzione dei casi nelle ultime due settimane, sono state allentate le misure restrittive stabilite lo scorso 4 novembre. Tali misure restano in vigore dal 18 novembre, fino a fine mese.
Gli arrivi da Paesi non UE e non Schengen sono tuttora soggetti a controlli all’ingresso. Le autorità locali adottano un sistema di colori per definire le aree di maggiore rischio (indicate in arancione) o minore rischio (in giallo). I viaggiatori che entrano nei Paesi Bassi da aree ad alto rischio sono tenute ad auto-isolarsi per 10 giorni. L’elenco delle aree a rischio, di cui ad oggi fa parte anche l’Italia, viene aggiornato periodicamente ed è disponibile cliccando a questo link: https://www.government.nl/topics/coronavirus-covid-19/tackling-new-coronavirus-in-the-netherlands/travel-and-holidays/self-quarantine
SVIZZERA
Le persone che entrano in Svizzera dopo aver soggiornato in uno Stato o in una regione con rischio elevato di contagio devono mettersi in quarantena. Gli Stati e le regioni interessati sono definiti in un elenco che viene aggiornato costantemente in base alla situazione epidemiologica. Il nuovo elenco stabilito sulla base dei dati dell’ECDC (vedi link iniziale) entrerà in vigore dal 23 novembre e prevede:
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la rimozione dall’elenco di Armenia, Belgio, Regione Alta Francia, Regione Isola di Francia
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L’aggiunta all’elenco di Lussemburgo e Montenegro
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Le regioni di confine con la Svizzera – tra cui l’Italia – possono essere escluse dall’elenco nonostante la loro incidenza soddisfi i criteri di inclusione, poiché esiste uno stretto scambio economico, sociale e culturale.
Come sempre consigliamo di contattarci per maggiori dettagli in merito alle misure in essere nei vari Paesi prima di intraprendere servizi all’estero.