26 Novembre 2020
ECDP: mappa comune europea – aggiornamento al 26/11/2020
Al seguente link è consultabile la mappa pubblicata dall’ECDP (Centro Europeo per la Prevenzione delle Malattie), aggiornata al 26/11/2020:
Cogliamo l’occasione per segnalare le ultime disposizioni attuate da alcuni Paesi, UE ed extra-UE, in merito alla prevenzione della diffusione del Covid-19.
GERMANIA
Di fronte al moltiplicarsi dei casi di contagio nell’autunno 2020, le autorità locali hanno disposto l’adozione di misure restrittive a livello nazionale (“lockdown light”). A partire dal 2 novembre e per tutto il resto del mese, chiudono completamente il settore della gastronomia (resteranno consentiti l’asporto e la consegna a domicilio), cinema e teatri; sono vietati gli eventi pubblici; è vietato qualsiasi assembramento di persone appartenenti a più di due nuclei familiari (con un massimo di 10 persone); i campionati sportivi nazionali si svolgono a porte chiuse, è vietato lo sport amatoriale, sono chiuse le palestre. I negozi al dettaglio possono rimanere aperti, ma devono garantire il distanziamento, permettendo l’ingresso soltanto di un cliente ogni 10 metri quadri. Le autorità locali raccomandano fortemente di rinunciare a tutti gli spostamenti non necessari (ivi incluse le visite a parenti); viene incentivato lo smart working in tutte le situazioni in cui esso sia possibile.
Sempre a partire dal 2 novembre e fino almeno al 20 dicembre, sono inoltre vietati i pernottamenti per turismo in Germania. Il Ministero della Salute tedesco ha disposto l’introduzione di controlli sanitari obbligatori per tutti coloro che abbiano soggiornato nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania in una delle aree considerate “a rischio”dal Robert Koch Institut, inclusa l’Italia e diversi altri paesi Europei.
La lista delle aree “a rischio” può essere consultata a questo link:
https://www.rki.de/DE/Content/InfAZ/N/Neuartiges_Coronavirus/Risikogebiete_neu.html
Tutti coloro che nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania si siano recati in aree considerate “a rischio” devono segnalare il proprio ingresso registrandosi online sul portale https://www.einreiseanmeldung.de
Le uniche eccezioni all’obbligo di registrazione riguardano i casi di transito (in area a rischio o in Germania), i casi di ingresso dall’area di frontiera per meno di 24 ore o quelli di ingresso per trasporto di merci o persone.
Tutti coloro che nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania si siano recati in aree a rischio devono inoltre rispettare (datti salvi i casi di esenzione) un periodo di quarantena di 10 giorni. Tale periodo di isolamento potrà essere interrotto in caso di risultato negativo ad un tampone, che potrà tuttavia essere effettuato soltanto a partire dal quinto giorno dopo l’ingresso nel Paese.
LUSSEMBURGO
Alla luce del peggioramento del quadro epidemiologico locale, il Governo lussemburghese ha stabilito una serie di misure più restrittive alla circolazione delle persone, in vigore a partire dal 30 ottobre, tra le quali il coprifuoco nazionale dalle ore 23.00 alle ore 06.00, prorogato fino al 15 dicembre 2020 (ad eccezione degli spostamenti per motivi di lavoro, salute o in caso di rientro dall’estero).
Per contenere la diffusione del virus, le Autorità locali hanno stabilito che, dal 26 novembre al 13 dicembre 2020, chiudono ristoranti, bar, piscine, cinema, teatri e palestre, mentre i negozi rimangono aperti mantenendo l’obbligo della mascherina.
Non sono ammesse piu’ di 4 persone (escluso il nucleo familiare) nelle abitazioni private, ed è obbligatorio l’uso della mascherina, anche all’aperto, nelle interazioni con piu’ di 4 persone; sono vietati gli assembramenti con piu’ di 100 persone, con l’obbligo della mascherina nelle riunioni all’aperto o in ambiente chiuso se il pubblico e’ composto da 10 a 100 persone.
Le frontiere terrestri sono aperte. L’autoisolamento non è obbligatorio, ma consigliato nel caso in cui si sia entrati in contatto con persone positive nel proprio Paese di origine. Il Ministero della Salute lussemburghese aggiorna in tempo reale la lista delle zone di esposizione al rischio, consultabile dal seguente link: http://sante.public.lu/fr/prevention/coronavirus-00/index.html
MONTENEGRO
Tenuto conto dell’attuale situazione epidemiologica, su tutto il territorio nazionale è stato dichiarato lo stato di epidemia. Sono in vigore, fino all’8 dicembre, salvo proroghe, nuove misure di contenimento, tra le quali si segnala un coprifuoco dalle 19.00 alle 5:00, con alcune eccezioni (motivi di lavoro, esigenze sanitarie, ragioni umanitarie).
Per l’ingresso rimane in vigore il sistema basato su liste di Paesi, raggruppati alla luce delle rispettive situazioni epidemiologiche nazionali.
La “lista verde” comprende i Paesi da cui si può entrare in Montenegro senza particolari restrizioni, tra cui tutti i Paesi UE, inclusa l’Italia, purché’ i viaggiatori provenienti da questi Paesi siano in essi residenti o vi abbiano soggiornato per almeno 15 giorni prima dell’ingresso; nei 15 giorni prima dell’ingresso in Montenegro non abbiano soggiornato in uno dei Paesi al di fuori della “lista verde”; non abbiano viaggiato ne’ soggiornato in Paesi non in “lista verde” se non per il mero transito.
La “lista gialla” comprende i Paesi i cui residenti possono entrare in Montenegro presentando un test PCR (il cosiddetto “tampone“) negativo effettuato da non più di 72 ore o, in alternativa, un test sierologico ELISA con IgG positive, o un test sierologico ELISA con IgM negative, anche in questi casi effettuati da un massimo di 72 ore. L’obbligo di presentare il test non riguarda i bambini fino a 5 anni di età.
Sono inseriti nella “lista gialla” i seguenti Stati: Albania, Australia, Bosnia Erzegovina, Israele, Kosovo, Libano, Macedonia del Nord, Serbia, Seychelles, Singapore e Stati Uniti d’America.
Per coloro che risiedono in Paesi non inseriti nella “lista verde” o nella “lista gialla” non è consentito l’ingresso in Montenegro, a meno che non dimostrino (tramite timbri sul passaporto) di aver trascorso i 15 giorni che precedono l’ingresso in uno dei Paesi della “lista verde”. In questo caso, la persona può entrare in Montenegro senza particolari procedure. Se dai timbri sul passaporto si evince che la persona ha trascorso gli ultimi 15 giorni in uno dei Paesi della lista gialla, può entrare alle stesse condizioni dei residenti nei Paesi della “lista gialla” (si veda il punto 2).
Per maggiori dettagli sulla composizione delle liste, aggiornate regolarmente dalle autorità montenegrine, e sulle altre misure si rimanda al sito del Governo del Montenegro al seguente indirizzo: http://www.gov.me/en/homepage/measures_and_recommendations/.
REPUBBLICA CECA
Lo stato di emergenza, in vigore dal 5 ottobre, è prorogato fino al 12 dicembre. Tuttavia, le misure restrittive sono allentate a partire dal 23 novembre, poiché la Repubblica Ceca passa dal quinto al quarto livello di rischio in base al nuovo Sistema anti-epidemico (PES) entrato in vigore il 13 novembre.
A partire da lunedì 23 novembre il coprifuoco notturno è in vigore dalle 23.00 alle 04.59, durante il quale la popolazione deve restare in casa.
Sempre a partire dal 23 novembre sono modificate alcune misure relative alla libera circolazione delle persone: è possibile partecipare a funzioni religiose fino ad un massimo di 20 persone, e sono permesse passeggiate nel verde ed incontri fino ad un massimo di 6 persone.
L‘uso delle mascherine è obbligatorio in tutti gli spazi al chiuso e sui mezzi pubblici. La mascherina è inoltre obbligatoria all’aperto, laddove non sia possibile rispettare il distanziamento di due metri tra una persona e l’altra, e nel caso queste non siano congiunti. L’obbligo è in vigore anche in macchina.
A decorrere dal 9 novembre l‘ingresso in Repubblica Ceca è regolato da specifiche condizioni, in base al Paese di provenienza: la mappa dei Paesi è consultabile qui: https://koronavirus.mzcr.cz/seznam-zemi-podle-miry-rizika-nakazy/
-Paesi basso rischio (verde): i passeggeri provenienti da questi Paesi NON hanno l’obbligo di compilare il modulo di dichiarazione online o sottoporsi ad un test PCR/quarantena.
-Paesi medio rischio (arancio): gli stranieri che entrano nel Paese per motivi di lavoro o studio devono presentare un test PCR negativo sul luogo di lavoro o di studio.
– Paesi alto rischio (rosso), tra i quali è ricompresa anche l’Italia: tutti i cittadini che nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Repubblica Ceca abbiano passato più di 12 ore in uno dei Paesi ad alto rischio sono tenuti a notificare l’ingresso alle Autorità sanitarie ceche PRIMA DELL’INGRESSO, compilando questo modulo online: https://plf.uzis.cz/, e inviare il risultato del tampone (test PCR) all’ufficio di igiene regionale ( https://koronavirus.mzcr.cz/dulezite-kontakty-odkazy) DOPO L’ARRIVO.
Eccezioni all’obbligo di compilazione del modulo e invio del risultato del test PCR sono previste nel caso di:
– soggiorno nel Paese ad alto rischio inferiore alle 12 ore negli ultimi 14 giorni
– lavoratori transfrontalieri, alunni e studenti (solo Paesi limitrofi)
– viaggi urgenti per motivi di salute, famiglia, affari e lavoro per un periodo di tempo non superiore a 12 ore
– transito fino a 12 ore attraverso la Repubblica Ceca.
La tabella riepilogativa delle condizioni di ingresso è scaricabile al seguente link:
https://ambpraga.esteri.it/ambasciata_praga/resource/doc/2020/11/conditi…
Ingressi per turismo e visite agli amici non sono consentiti. L’ingresso in Repubblica Ceca dall’Italia è consentito solo per ragioni di lavoro, salute, per visite alla famiglia, e per chi è residente nel Paese. Non sono necessari particolari adempimenti amministrativi.
Come sempre consigliamo di contattarci per maggiori dettagli in merito alle misure in essere nei vari Paesi prima di intraprendere servizi all’estero.