4 Febbraio 2021

Audizione sulla proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza


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CAMERA DEI DEPUTATI

IX COMMISSIONE (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni)

Audizione sulla proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza

Gentile Presidente e Gentili Onorevoli

desidero preliminarmente ringraziarVi per l’invito all’audizione odierna sui contenuti del Piano di Ripresa e Resilienza di cui tutti conosciamo le importanti finalità perseguite per il rilancio e il sostegno del Paese, per dare una “svolta” alla situazione economica a seguito della pandemia.

Rappresenta, pertanto, una grande occasione che interessa tutti, cittadini, imprese, comparti produttivi, perché sulle sue scelte si “ gioca” il nostro futuro.

Il costo economico che è stato sopportato è tale che ogni settore anche il più piccolo e specialistico riteniamo debba essere ascoltato perché esprima il suo punto di vista e possa evidenziare le sue proposte per non soccombere alla grave crisi tuttora in atto.

Siamo, pertanto, grati di questa opportunità che avete concesso al nostro Comitato che rappresenta circa 200 imprese, 3000 mezzi e 3500 dipendenti all’interno di un comparto che con 6.000 aziende, 25.000 bus, oltre 25.000 posti di lavoro ed un fatturato di 2,5 miliardi di euro, rientra a pieno titolo nella filiera del turismo essendo le “RUOTE “ di questo comparto strategico per il Paese e che ha più di tutti gli altri subito gli effetti della pandemia.

Da una attenta lettura del Piano, pur constatando che il turismo rispetto a precedenti versioni del testo ha avuto aggiunte ulteriori risorse e riacquistato una valenza maggiore nei progetti da presentare in Europa, cosi come sono state ulteriormente affinati alcuni passaggi connessi al rinnovo delle flotte circolanti nei progetti sul trasporto pubblico sostenibile, rileviamo che il settore dei bus turistici è escluso da ogni progetto futuro.

Nel PNRR viene evidenziato il miglioramento del sistema turistico attraverso la sua modernizzazione con il potenziamento, tra l’altro, dei servizi turistici strategici per promuovere la capacità attrattiva del nostro bel Paese. Riteniamo che il settore dei bus turistici rientri tra questi obiettivi e ne sia una componente essenziale perché si può rendere attrattivo un borgo, riqualificare una periferia, rigenerare un territorio ed anche migliorare la qualità di una struttura ricettiva, ma credo che il comfort e la sicurezza di come si raggiunge quel borgo, quel luogo, quel territorio faccia parte della stessa “visione” , non secondaria ad altre scelte. Ma anzi si deve accompagnare e potenziare in una strategia complessiva, per un disegno unico di scelte.

Anche il rinnovo green delle flotte viaggianti, su cui mi soffermerò in seguito, che rientrano nei progetti del PNRR per infrastrutture moderne ed efficienti non ci vede ricompresi nella nostra specificità: perché si può scrivere che verranno aiutate le imprese PMI a rinnovare il parco mezzi ad esempio, con veicoli ibridi/elettrici, ma quali ambiti di percorrenza questo disegno potrà ricomprendere? E’ evidente che occorreranno diversificazioni perché con la odierna tecnologia non è consentito coprire lunghe distanze servendosi di siffatti motori. E i bus turistici coprono distanze di lungo e anche lunghissimo raggio.

Prima di passare ad illustrare le nostre proposte e priorità vorrei sottolineare che questo settore dimenticato se non ignorato, ha per contro grandi potenzialità proprio perché muove un turismo non solo nazionale ma anche internazionale ed occorre che sia inserito nei progetti per la ripresa del Paese perché quando la ripresa arriverà ogni singolo settore dovrà trovarsi preparato per affrontare una concorrenza che sarà agguerrita. Ed anche perché nulla sarà come per il passato: anche nel trasporto le grandi agenzie di travelling premieranno i Paesi più all’avanguardia in tema di sicurezza, comfort, mobilità green.

• Rinnovo della flotta dei bus turistici

Il PNRR prevede progetti per il rinnovo e ammodernamento tecnologico dei Tpl, del trasporto merci, di scuola bus, di veicoli privati. E questo per restare sui mezzi che si muovono su gomma. Purtroppo non una parola è riservata ai mezzi usati dei bus turistici.

I bus turistici sono il mezzo di trasporto più utilizzato non solo per il turismo nelle città ma anche, se non soprattutto, il mezzo elettivo per raggiungere i piccoli borghi e le periferie urbane.

Nel piano del turismo vengono destinate risorse per la valorizzazione di questi luoghi che sono belli ed interessanti da riscoprire e portare all’attenzione del grande turismo ma non sono serviti da mezzi di trasporto. Si pensi, ad esempio, a luoghi come Matera, San Gimignano, Volterra, Castell’Arquato, Civita di Bagnoregio, Bobbio e numerosi molteplici altri.

Se è appurato che moltissime località non possono essere raggiunte con reti di trasporto dirette e mirate, è di fondamentale importanza incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici come il bus turistico, che rappresenta la scelta ottimale sia in termini di efficienza ma anche per le ricadute ambientali che questa determina.

Inoltre l’esperienza del Covid 19 modificherà anche Il modo di viaggiare determinando un cambiamento radicale che si ripercuoterà negli anni futuri. Le esigenze cambieranno, sia perché l’effetto Covid sarà difficile da eliminare nel modo di vivere delle persone e nel modo di concepire la mobilità, ma anche perché dovremo necessariamente attrezzarci in modo strutturale per consolidare un sistema di trasporti sicuro e a prova di qualsiasi ulteriore “sorpresa” pandemica.

I nuovi autobus dovranno avere allestimenti con sistemi di sicurezza e sanificazione, sedili più distanziati tra loro, dispenser di gel igienizzante, corridoi per le entrate e le uscite, ma anche sistemi tecnologici di intrattenimento per i passeggeri: tutto questo permetterebbe ai passeggeri di percepire non solo una sicurezza se non superiore almeno pari a quella degli altri Paesi, con comfort ulteriori rispetto al presente per poter competere a livello internazionale.

Perché di questo ripetiamo si sta parlando: la concorrenza dei sistemi di trasporto nel turismo sarà fortissima e vincerà chi saprà attrezzarsi e offrire servizi di eccellenza.

E tutto questo potrà realizzarsi se anche il nostro settore potrà avere incentivi per migliorare le proprie performance ed essere all’avanguardia nel mercato internazionale.

Le aziende si troveranno in notevole difficoltà se lasciate sole, ad effettuare questi ingenti investimenti , considerando che la pandemia ancora in atto non ha consentito di coprire gli investimenti degli anni passati, e che gli importi dei bus nuovi variano ora da 300 a 500 mila euro, ma con gli allestimenti sopra descritti le cifre aumenteranno notevolmente.

Si chiede, pertanto, di prevedere uno stanziamento adeguato anche per il rinnovo della flotta del settore dei bus turistici ecologici e tecnologicamente avanzati in grado di soddisfare il turismo nazionale ed internazionale, con ritorni in termine di immagine, richiamo verso il nostro Paese e aumento dei posti di lavoro. Ma di questo beneficerà anche l’ambiente.

Evidenziamo, infatti, che nei prossimi anni lo sviluppo dei motori diesel che si attagliano ai nostri tipi di autobus prevede il passaggio obbligatorio agli Euro VI lettera E.

Sottolineiamo, che al momento la tecnologia ibrida/ elettrica di cui si scrive nel PNRR per il rinnovo dei veicoli non è applicabile al nostro settore come testimoniano grandi marche costruttrici per una serie di motivazioni ossia le lunghe se non lunghissime percorrenze, masse a pieno carico elevate, batterie a ioni di litio con resa kilometrica insufficiente per tipologia di servizio. E solo nuove tecnologie che consentiranno maggiori autonomie permetteranno lo sviluppo di questi prodotti innovativi.

E’ opportuno, quindi, che ci sia il finanziamento , come peraltro il PNRR prevede, della ricerca in questo senso per le case costruttrici così come la proattività nella realizzazione di infrastrutture in tutto il Paese contribuirà ad un cambio epocale che non è fissabile ad una data imminente.

• Mobilità sostenibile

Nella linea del PNRR per il Trasporto pubblico locale vengono previsti vari progetti anche sulla mobilità sostenibile con interventi integrati a beneficio di particolari aree e per decongestionare il traffico.

Proponiamo, al riguardo, che una flotta di veicoli bus turistici a breve raggio che potrebbe eventualmente rientrare nel programma di rinnovo dei mezzi ibridi/elettrici delle PMI, possa essere finanziata affinché fornisca un supporto al TPL in determinate percentuali per decongestionare il traffico urbano.

Questo potrebbe essere, come sta avvenendo ora in tempo di Covid, un valido esperimento di sinergia pubblico- privato su cui invitiamo gli Enti preposti a ragionare per dare un futuro vivibile alle nostre città, sicurezza ai cittadini, mobilità efficiente come si addice ad un Paese moderno.

Per tutti i motivi sopra indicati riteniamo che i bus turistici svolgono servizi che hanno un impatto sulla collettività, ed è, quindi, fortemente ingiusto e anticoncorrenziale che il settore sia stato escluso dallo sgravio delle accise sul gasolio, come previsto per altri settori.

Questo crea una difformità di trattamento con altri settori di trasporto passeggeri, ma anche e soprattutto per la competizione internazionale perché in quasi tutta Europa le aziende di autobus da turismo godono di tale sgravio. E Paesi, quali la Francia e la Spagna che hanno fatto del turismo un polo di eccellenza, consentono lo sgravio delle accise anche alle imprese di bus turistici che transitano e si riforniscono nel loro territorio.

Invitiamo il legislatore, sia il Governo che il Parlamento, ad intervenire al più presto per eliminare questa grave iniquità generata con la scelta operata con il d.lgs 26/2007 sulla tassazione dei prodotti energetici, che è oserei dire antistorica visti gli ingenti investimenti che facciamo e, dobbiamo fare, per adeguare il nostro parco macchine a motori sempre più green, a differenza di altri settori che godono dell’accisa ridotta a fronte di un parco auto spesso vetusto nonchè inquinante,

• Incentivazione per il lavoro nei bus turistici

Il PNRR prevede nei programmi la formazione che ritroviamo in molte missioni ed anche e non solo nel turismo.

Sono anni che nel nostro settore viene a mancare un ricambio generazionale del personale viaggiante, con un conseguente aumento dell’età media dei conducenti. A questo riguardo vorremmo proporre per incentivare a svolgere il lavoro di autista dei bus turistici, un programma di istruzione tramite corsi specifici professionalizzanti.

Dobbiamo investire in professionalità, in formazione . dobbiamo puntare l’attenzione su una maggiore sicurezza, sia per i passeggeri che per tutti gli altri veicoli circolanti.

Pensiamo ad una patente di guida “ad hoc” con corsi specifici per i giovani verso questo lavoro, svolti da personale qualificato per esperienza lavorativa nel settore e accompagnato anche da programmi integrativi di formazione , specialmente per le destinazioni estere.

Il vantaggio si ripercuoterà su tutto il settore: l’attrazione dei giovani accompagnato da una retribuzione rapportata al livello di preparazione conseguito contribuiranno ad innalzare il tasso di occupazione.

Il problema relativo agli autisti riguarda tutta l’Europa e se si arriverà ad istituire una patente di guida apposita, l’Italia diverrebbe di esempio per tutto il continente.

In conclusione auspico che non accada, cosi come è accaduto purtroppo nei dl Ristori, che un settore resti misconosciuto e rimanga ai margini, perché credo che l’obiettivo del PNRR sia quello di dare a tutti la stessa dignità nel progettare il futuro e di includere tutti i settori produttivi in una unica visione di sistema Paese.

Il Presidente

Riccardo Verona