24 Febbraio 2021

Governo: Comitato Bus Turistici Italiani scrive a Mario draghi, il settore versa ancora in gravi condizioni


Condividi sui social

Il presidente del Comitato Bus Turistici Italiani Riccardo Verona ha firmato una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Draghi. Il comparto, di fatto azzerato dall’inizio della pandemia, chiede ristori effettivi in vista del prossimo decreto

           

 Il Comitato Bus Turistici Italiani ha scritto al Presidente del Consiglio Mario Draghi. Una lettera in cui, fra le varie tematiche esposte, si pone l’accento sulla “grave situazione in cui versa il comparto” e “sulle aspettative riguardo le scelte politiche ed economiche su cui si gioca il futuro di migliaia di imprese e dei loro lavoratori”.

Il settore del trasporto collettivo con autobus-servizi pubblici non di linea e servizi pubblici di linea non sovvenzionati, si ricorda nella lettera, “nel suo complesso conta 6.000 imprese, 25.000 posto di lavoro, 2,5 miliardi di fatturato annuo per il solo settore noleggio, ed è stato uno dei più fortemente colpiti dall’emergenza ancora in corso”, emergenza che “ha determinato il blocco integrale delle attività, trattandosi di un settore connesso alla filiera del turismo, che è stato il primo a fermarsi e sarà l’ultimo a ripartire”.

Il Comitato, nato nel marzo del 2020 per fronteggiare le problematiche derivanti dalla diffusione del virus Covid-19, attualmente raggruppa oltre 200 imprese provenienti da ogni regione d’Italia,  3.000  mezzi, di cui il 60% green, ed oltre 3.500 dipendenti. Nella lettera si porta l’attenzione sulla “necessità di interventi urgenti, considerando la pesante perdita di fatturato subìta, pari a oltre 2 miliardi di euro, e la miriade di oneri economici ed amministrativi (canoni locazioni, Imu su immobili strumentali, oneri per la sicurezza)”.

Sul fronte del turismo, il Comitato sottolinea e auspica “una soluzione che ricomprenda il settore in una visione unitaria, in grado di offrire il sostegno necessario, così come avvenuto per altre categorie produttive, per poter superare l’attuale crisi e prepararsi ad affrontare adeguatamente l’agguerrita competizione internazionale per il periodo post pandemico” perché, di fatto, i bus sono “‘ruote’ di questo rilevante e strategico comparto”.

In allegato alla lettera, le proposte al Governo da parte del Comitato Bus Turistici Italiani in vista del prossimo decreto Ristori-quinquies. Fra i vari punti, la necessità di previsione di un ristoro effettivo delle ingenti perdite subite dalle imprese del comparto durante il primo anno della pandemia: è necessario, per il Comitato, un rimborso economico del 25 per cento del fatturato, ovvero una previsione di spesa di 500 milioni.