20 Agosto 2021
Decreto Delocalizzazioni, emanazione dopo la pausa estiva
Un provvedimento in corso di emanazione, denominato “Decreto Delocalizzazioni” introdurrà novità importanti per arginare le cessazioni o trasferimenti all’estero di attività non considerate in stato di crisi o di insolvenza.
L’obiettivo del provvedimento riguarderà principalmente la tutela dei lavoratori: tra le norme della bozza, infatti, sono previsti obblighi di comunicazione istituzionale, piani per la salvaguardia occupazionale, obblighi di adeguata informazione ai lavoratori coinvolti e analisi di progetti di riconversione e saranno indirizzati principalmente a medio-grandi imprese e, nello specifico, riguardo soprattutto a quelle imprese che hanno beneficiato di agevolazioni pubbliche nel recente passato.
Il provvedimento non riguarderà, in linea di massima, le imprese, sebbene non vi sia ancora un’indicazione definitiva circa il limite dimensionale delle stesse: tra le diverse ipotesi si parla anche di un minimo di 50 dipendenti (in termini ULA).
Fonti del Ministero dello Sviluppo Economico hanno a tal proposito dichiarato che “chi non è in crisi e vuole tagliare può farlo, ma dovrà seguire un percorso ordinato, che coinvolga le parti sociali e favorisca l‘arrivo di nuovi imprenditori“.
In questo caso, una delocalizzazione comporterebbe una serie di obblighi comunicazionali, in particolare al Ministero del Lavoro, al Mise, all’ANPAL, alle Regioni e ai sindacati.
Così verrebbe consentito il diritto di allerta per i lavoratori coinvolti con un arco temporale semestrale di anticipo con cui sono contenute motivazioni e personale coinvolto.
A quel punto, entro 30 giorni l’impresa nomina un advisor che rappresenti la stessa nelle trattative con le istituzioni e le parti sociali; entro i successivi 90 giorni si presenterà un piano delle mitigazioni delle ricadute occupazionali ed economiche derivanti dalla delocalizzazione.
Tale piano dovrà riguardare una serie di elementi, tra cui azioni finalizzate alla salvaguardia dei livelli occupazionali, interventi per la gestione degli esuberi, con conseguenti interventi per ricollocare le risorse umane, anche in altre aziende, progetti di riconversione del sito produttivo.
A quel punto, il piano verrà discusso e analizzato da una struttura di crisi d’impresa che coinvolgerà principalmente Regione, ANPAL e sindacati.
In caso di mancato invio di tale piano, o in assenza di rispetto delle regole e delle tempistiche, l’impresa verrà inserita in una blacklist che prevedrà sanzioni e divieto di accesso a contributi e finanziamenti pubblici nel giro di 5 anni.
In attesa del testo ufficiale del Decreto Delocalizzazioni rimaniamo a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti.