8 Ottobre 2021

MEMORIA CO.BTI COMMISSIONE BILANCIO (NADEF 2021)


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Il Comitato Bus Turistici Italiani – Confimi è il primo raggruppamento di aziende del settore in Italia, formatosi in conseguenza della emergenza epidemiologica dovuta al diffondersi del Covid-19, che attualmente rappresenta oltre 200 imprese, con provenienza capillare da ogni regione del Paese con un parco vetture superiore a 3000 mezzi, di cui il 60% green, con oltre 3.500 dipendenti.

Una realtà nuova che abbiamo voluto creare per rappresentare nelle sedi istituzionali e parlamentari le esigenze di un settore importante per l’economia del turismo in Italia, che fa muovere ogni anno milioni di persone dentro e fuori i confini nazionali.

Un settore che, tradotto in numeri, significa più di 6.000 imprese, 25mila posti di lavoro, altrettanti bus che viaggiano sulle strade ed autostrade italiane, che genera 2,5 miliardi annui di fatturato, 1,7 miliardi di chilometri percorsi ogni anno, 450 milioni di litri di carburante consumato nonché 100 milioni di euro di ticket bus versati direttamente ai Comuni.

Possiamo dire, con soddisfazione, che nel corso della crisi pandemica siamo riusciti a dare voce alle imprese duramente colpite dal blocco delle attività, che è stato pressoché totale nel settore turistico, e ringraziamo il Parlamento ed il Governo che, seppure con ritardo rispetto ad altri comparti, hanno riconosciuto il grido di aiuto e predisposto i richiesti ristori e norme di sostegno. Ora la crisi pandemica si sta allentando: il Paese sta ripartendo e il turismo, che da sempre rappresenta il punto di forza della nostra economia e il 13% del PIL, ha visto finalmente una ripresa.

Occorre ora consolidare questa ripresa con azioni concrete che diano possibilità a tutti i settori dell’economia di crescere qualitativamente nel rispetto dell’ambiente, per dare lavoro, per essere sempre più competitivi a livello europeo.

Fin dall’inizio della sua attività, il Comitato si è fatto promotore della necessità di un ammodernamento del settore con l’utilizzo di mezzi di trasporto sempre più green che tenga contro della sostenibilità ambientale e dell’efficienza del servizio di trasporto per gli utilizzatori. Perché tutto questo si traduce in una migliore qualità dell’offerta turistica, maggiore sicurezza e rispetto dell’ambiente. Come abbiamo rilevato e chiesto al decisore legislativo, per arrivare a questo obiettivo occorre un effettivo sostegno statale, già riconosciuto ad altri comparti produttivi del Paese, che sostenga le imprese a fronte di forti esborsi economici per il rinnovo del parco circolante.

Si tenga conto che nel medio periodo il settore dei bus turistici non potrà fruire dell’avvento dell’elettrico nei motori perché come è ormai acclarato le grandi aziende costruttrici non sono in possesso della tecnologia in grado di supportare la lunga e lunghissima percorrenza.

Nelle more degli interventi previsti occorre però svecchiare il parco circolante, per portarlo ai livelli più alti del green che oggi è rappresentato dalla categoria Euro 6 E.

Così come abbiamo evidenziato più volte, occorre inoltre sostenere il comparto dopo quasi due anni di fermo con una misura che aiuti a ridurre la concorrenza con gli altri Paesi europei: la riduzione delle accise sul gasolio usato a fini commerciali. Non staremo ancora a ricordare che il nostro Paese a differenza degli altri Stati europei a più alta vocazione turistica, quali Spagna e Francia, ha escluso il settore passeggeri definito occasionale dalle aliquote agevolate, determinando una forte disparità anche nella concorrenza con le imprese europee.

Crediamo che quanto fatto introitare in questi 14 anni possa essere restituito, almeno transitoriamente, a sostegno della ripresa post Covid e quale forma di aiuto alle imprese dei bus turistici, che rispetto ad altri comparti non hanno mai goduto di bonus fiscali o altri sgravi.

Già in sede di discussione parlamentare della proposta di Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, abbiamo presentato queste nostre esigenze alle istituzioni, chiedendo di includere il settore dei bus turistici fra quelli che possono essere una leva di sviluppo e di crescita economica del sistema Italia nel contesto internazionale.

Così nei pareri finali del Parlamento, è stato inserito un opportuno punto per cui si impegna il Governo a prevedere un adeguato investimento per il rinnovo della flotta del settore dei bus turistici, anche nell’ottica di utilizzarli a supporto del TPL e del trasporto scolastico, e la richiesta di allineamento dell’imposizione delle accise sul gasolio commerciale usato come propellente per autoveicoli delle categorie M2 e M3 per il trasporto occasionale di passeggeri ai regimi di tassazione dei principali Stati europei.

A corredo di questi aspetti una notazione particolare merita il Piano “Fit for 55” che si inserisce nel solco del Green new deal: dal rinnovo mezzi alle accise sui prodotti petroliferi ed elettrici, si traccia un percorso per la riduzione di CO2 da qui al 2030 che interessa il trasporto su gomma.

A questo riguardo è fondamentale che ci sia una visione chiara di ciò che è fattibile e di quello che potrebbe esserlo alla luce delle tecnologie applicabili ai vari mezzi. Non tutto il trasporto su gomma ha le stesse caratteristiche e nessuno deve essere penalizzato da scelte che pur condivisibili nella filosofia di fondo hanno al momento indubbi limiti di applicazione.

Desidero infine portare alla Vostra attenzione un’altra rilevante problematica rappresentata dalla carenza del personale addetto alla guida dei bus turistici, del nostro “personale viaggiante”, di cui da tempo denunciamo la mancanza a fronte di una alta offerta che il settore esprime.

Occorre rivedere la normativa prevista nel contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento, attualmente non incentivante per attirare la forza lavoro, ed inserire clausole contrattuali flessibili per una adeguata turnazione/stagionalità specifica per il settore. Bisogna individuare nuovi strumenti per creare una osmosi fra inoccupati/disoccupati, aiutando sia i lavoratori che le imprese interessate.

Per concludere, prima di passare ad illustrare le proposte per la manovra economica, vorrei sottolineare che, come Comitato, bus turistici ribadiamo la nostra forte appartenenza al comparto del turismo di cui siamo le ruote: non si può pensare ad una offerta turistica senza la componente che noi rappresentiamo.

Così come non si può immaginare un futuro del Paese in cui non siano ricomprese, in una crescita armonica, tutte le categorie produttive e sarebbe miope pensare di sostenerne alcune e lasciarne indietro altre.

 

NADEF

Nell’analisi della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NADEF 2021) rileviamo gli accenti posti sul rilancio dell’economia per il prossimo triennio che vede in campo i finanziamenti del PNRR per la crescita degli investimenti, il prolungamento delle misure di rilievo economico e sociale, tra cui gli incentivi all’efficientamento energetico degli edifici e agli investimenti innovativi. Le risorse di bilancio verranno crescentemente indirizzate verso gli investimenti e le spese per ricerca, innovazione ed istruzione.

Nel paragrafo dedicato ai Trasporti la prospettiva delineata sono gli investimenti per potenziare ferrovie, rinnovo treni, acquisto nuovo materiale rotabile e acquisto di autobus ecologici per il trasporto urbano e suburbano.

Vengono citati gli incrementi del Fondo trasporti, per garantire l’erogazione dei servizi aggiuntivi programmati di trasporto pubblico locale e regionale, pari a 450 milioni per il 2021, che ha visto coinvolti anche le nostre imprese che hanno affiancato il TPL in questo difficile periodo.

Appare, purtroppo, di tutta evidenza che il settore dei trasporti su gomma di persone non rientra nella politica del rinnovo green del parco mezzi.

Però si parla di mobilità sostenibile, di mezzi elettrici o ad idrogeno su cui puntare nel prossimo futuro.

Su questo ci interroghiamo e chiediamo alla politica: un Paese ad alta vocazione turistica che voglia espandere la sua economia e puntare ad un effettivo ammodernamento ed innovazione dei suoi settori produttivi, perché dovrebbe puntare i suoi obiettivi solo sul rinnovamento dei mezzi di trasporto pubblico e gli immobili, alberghi, case ad alto rendimento energetico e tenere fuori il trasporto turistico?

Ribadiamo, quindi, la necessità che questa carenza venga colmata ed anche il settore dei bus turistici in attesa dell’elettrico, quando la tecnologia lo renderà possibile, venga sorretto negli investimenti in mezzi di ultima generazione perché non solo il TPL deve essere ammodernato ma tutto il trasporto di un Paese che si definisce moderno.

Un passaggio desidero riservarlo al mercato del lavoro nel nostro settore che risulta asfittico da parte della domanda a fronte di una offerta delle imprese molto alta.

A questo riguardo in tema di politiche attive del lavoro considerati i temi della cassa integrazione, ammortizzatori sociali e il reinserimento dei lavoratori trattati nel Documento economico–finanziario e le possibilità che i vari settori potrebbero offrire per l’inserimento di disoccupati ma anche di giovani inoccupati, occorrerebbero delle politiche mirate per rendere attrattivi i lavori, curare la formazione, prevedere strumenti flessibili, rivedere i CCNL di riferimento. In questo periodo di crisi per il lavoro e le aziende del nostro Paese, il comparto dei bus turistici, che registra la grave mancanza di personale di guida potrebbe dare occupazione a migliaia di giovani, inoccupati e disoccupati. Per questo sono necessari decisi interventi per sostenere l’elevato costo di accesso alla professione (patente e certificato di qualifica conducente) e incentivare la formazione professionale del nostro “personale viaggiante”.

 

PROPOSTE PER IL RILANCIO DEL SETTORE

1) RINNOVO VEICOLI DESTINATI AL TRASPORTO TURISTICO

Oltre ai danni conseguenti all’attuale crisi sanitaria, le imprese del settore subiscono l’ingentissima perdita di valore patrimoniale-economico dei beni strumentali impiegati nel corso del tempo. I mezzi registrano mediamente una svalutazione annua del 20% per il primo anno e dal secondo circa del 15%. Tale svalutazione comporta un problema enorme alla scadenza del leasing e/o del riscatto, quando l’importo da versare sarà più alto del valore del mezzo stesso.

Riteniamo quindi fondamentale che il tema del rinnovo del parco veicolare venga affrontato urgentemente perché l’ammodernamento costante della nostra flotta merita attenzione e non può essere sostenuto, dati gli ingenti costi, solamente dagli operatori. A questo proposito abbiamo sottolineato nelle varie sedi istituzionali, dove abbiamo portato la nostra voce, che nell’immediato futuro i nostri bus non potranno passare all’elettrico per la mancanza della adeguata tecnologia sulle batterie che non consente di coprire il lungo o anche il lunghissimo raggio dei loro viaggi. Ma possiamo essere sempre più green fino ai massimi livelli consentiti dai motori Euro VI classe E.

Si propone quindi di istituire un credito d’imposta per le imprese esercenti il trasporto turistico di persone mediante autobus coperti ai sensi della legge 11 agosto 2003, n. 218, finalizzato al rinnovo del parco veicolare dei mezzi con classi di emissione da euro 0 ad euro IV, per l’acquisto di veicoli M2 e M3 con tecnologia euro VI

2) ALLINEAMENTO E RIDUZIONE ACCISE SUL GASOLIO COMMERCIALE

È assolutamente necessario che l’Italia si uniformi agli altri Paesi europei per rendere il proprio turismo concorrenziale, attraverso la riduzione del costo del carburante. Soprattutto a quelli di maggiore attrazione turistica, come, ad esempio, la Spagna che prevede un importo di 379 euro per ettolitro (+21% di iva) e la Francia, ove si è stabilito un importo di 376,80 euro (+20% di iva). Tali Stati, inoltre, riconoscono rimborsi per i rifornimenti effettuati sul proprio territorio nazionale da parte di operatori avente la sede legale in un diverso Stato membro. Il nostro Paese fissa invece a 403,22 euro per ettolitro (+ 22% di Iva) il costo complessivo del gasolio commerciale usato come propellente!

Riteniamo quindi fondamentale che si proceda alla riduzione dell’imposta e l’allineamento con gli altri partner europei, attraverso una agevolazione transitoria per i prossimi 2 anni che favorirebbe anche l’impiego di veicoli a basso impatto ambientale, in linea con le politiche in tal senso perseguite dal Governo, applicandosi al solo gasolio consumato da autobus di classe ambientale Euro V e VI.

 

CONCLUSIONI

L’approvazione di tali misure consentirebbe, da una parte, una svolta tecnologica e green per tutte le imprese del comparto e, dall’altra, rappresenterebbe un fondamentale ristoro per i servizi di noleggio autobus con conducente, considerato che il settore sarà caratterizzato, nei prossimi anni, da una sempre più forte concorrenza e le aziende italiane devono essere messe, tutte nessuna esclusa, in condizione di competere sul mercato nazionale ed internazionale, affinché il nostro Paese anche nei trasporti si contraddistingua e si ponga ai più alti livelli dell’offerta turistica.

 

Ringraziamo per l’attenzione dedicata ai Bus turistici.

Riccardo Verona

 

Consulta anche:

PARERE APPROVATO DALLA 8 COMMISSIONE

PARERE APPROVATO DALLA 13 COMMISSIONE

RISOLUZIONE ALLA NOTA DI AGGIORNAMENTO DEL DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2021