3 Novembre 2021

MEMORIA CO.BTI Commissione Affari Costituzionali – Senato della Repubblica


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Decreto Legge n. 139/2021 Disposizioni urgenti per l’accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, nonché per l’organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali Ddl 2409/S

 

Gentile Presidente e Gentili Senatori,

il Comitato Bus Turistici Italiani è il primo raggruppamento di aziende del settore in Italia, formatosi in conseguenza della emergenza epidemiologica dovuta al diffondersi del Covid-19, che attualmente rappresenta oltre 200 imprese, con provenienza capillare da ogni regione del Paese con un parco vetture superiore a 3000 mezzi, di cui il 60% green, con oltre 3.500 dipendenti.

Co.BTI è nato per rappresentare nelle sedi istituzionali e parlamentari, in modo efficiente ed efficace, le esigenze di un comparto importante per l’economia e per il turismo italiano.

Si tratta infatti di un settore che ogni anno fa muovere milioni di persone, nel nostro Paese e verso l’estero. Tradotto in numeri, significa più di 6.000 imprese, 25mila posti di lavoro, altrettanti bus che viaggiano sulle strade ed autostrade italiane, che genera 2,5 miliardi annui di fatturato, 1,7 miliardi di chilometri percorsi ogni anno, 450 milioni di litri di carburante consumato nonché 100 milioni di euro di ticket bus versati direttamente ai Comuni.

Nel corso della crisi conseguente alla diffusione del Covid-19 abbiamo dato voce alle richieste e alle istanze delle nostre imprese, duramente colpite dal blocco delle attività. Anche grazie al nostro intervento, Parlamento e Governo hanno riconosciuto il nostro ruolo all’interno del settore del turismo e dell’economia nazionale, predisponendo i richiesti ristori e norme di sostegno.

Con la ripresa dell’attività dopo il sostanziale fermo del periodo più nero del Covid, abbiamo accolto con grande favore l’introduzione del Green pass e l’introduzione del suo obbligo sui mezzi di trasporto di persone (dl 111/2021) tra cui i bus turistici caratterizzati da un ambiente sicuro e controllato.

Da subito, abbiamo però rilevato l’incongruenza delle disposizioni delle Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel trasporto pubblico, che hanno previsto l’innalzamento della capienza dall’50 fino massimo all’80% nei mezzi di trasporto persone.

Un parametro che si applica a qualsiasi tipologia di trasporti che hanno caratteristiche differenti sia per modalità di viaggio (esempio fermate) sia per consistenza dei posti disponibili.

Il bus turistico non fa fermate, i posti vengono assegnati su prenotazione e dall’inizio della corsa fino al suo termine i viaggiatori restano gli stessi e sono, pertanto, facilmente mappabili.

E’, altresì, intuitivo che o si decide di riempire il mezzo al 50% (che equivale a metà della capienza) ma riempirlo all’80% (40 posti su 50 totali) decidendo i posti da lasciare liberi è anche di difficile attuazione considerando che le persone che salgono a bordo spesso sono familiari, conviventi, colleghi.

Inoltre, la decisione che ci ha lasciato più meravigliati è che il parametro scelto dell’80% si applica anche ai mezzi di trasporto dove si viaggia senza green pass!

Ci siamo pertanto chiesti e domandato al legislatore quale valenza avesse questo importante strumento per la ripresa in sicurezza delle attività economiche e la socialità delle persone e se l’80% sia un limite rilevato scientificamente e come sia possibile che venga applicato indistintamente.

Questo limite incomprensibile ha comportato molte difficoltà al settore, proprio nel momento della ripartenza nella stagione estiva del turismo per il nostro Paese.

Il provvedimento in esame, considerata l’attuale situazione che vede ormai da tempo tutto il territorio nazionale in “zona bianca”, prevede in presenza di Green pass il riempimento massimo per l’accesso agli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e simili.

Riteniamo che sia parimenti ed assolutamente necessario giungere al superamento del limite di capienza attualmente fissato per gli autobus turistici, permettendo il riempimento al 100%.

D’altronde, il limite di capienza non è neanche ritenuta una misura utile contro la diffusione della pandemia da Covid-19, da diversi esperti. Nell’ambito delle audizioni parlamentari al DL n. 127/2021 “estensione certificazione verde COVID-19 e rafforzamento screening” (A.S. 2394), il Prof. Carlo Signorelli, Ordinario di Igiene e Sanità Pubblica, sostiene, ad esempio, che le capienze ridotte hanno minore utilità per diminuire i rischi di trasmissione del SARS-CoV-2 in caso di occupanti tutti in possesso del Green pass. In particolare, le previste occupazioni del 80% in presenza di postazioni fisse (come poltroncine degli stadi, sedili degli autobus e dei treni) sono di attuazione difficile e molto discrezionale nonché di scarsa utilità, fatto salvo che si riduce il numero totale dei presenti. Ma quest’ultimo problema dipende dalle diverse situazioni logistiche e può trovare soluzioni alternative di protezione (mascherine, distanziamento, accessi dilazionati).

In conclusione, per ovviare a tale situazione, si chiede (vedi proposta in allegato) che l’accesso a bordo degli autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente, ad esclusione di quelli impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale, sia consentito esclusivamente ai soggetti muniti di Green Pass, come già previsto nella norma vigente, e che la capienza consentita sia pari a quella massima di riempimento.

Ringraziamo per l’attenzione dedicata ai Bus turistici.