23 Novembre 2021
Nota di AN.BTI Legge di Bilancio 2022
Gentile Presidente e Gentili Senatori,
l’Associazione Bus Turistici Italiani (AN.BTI) è il primo raggruppamento di aziende del settore in Italia, formatosi in conseguenza della emergenza epidemiologica dovuta al diffondersi del Covid-19, che attualmente rappresenta oltre 200 imprese, con provenienza capillare da ogni regione del Paese con un parco vetture superiore a 3000 mezzi, di cui il 60% green, con oltre 3.500 dipendenti.
L’originario Comitato, trasformatosi in Associazione, è nato per rappresentare nelle sedi istituzionali e parlamentari le esigenze di un comparto importante per l’economia e per il turismo italiano.
Si tratta infatti di un settore che ogni anno fa muovere milioni di persone, nel nostro Paese e verso l’estero. Tradotto in numeri, significa più di 6.000 imprese, 25mila posti di lavoro, altrettanti bus che viaggiano sulle strade ed autostrade italiane, che genera 2,5 miliardi annui di fatturato, 1,7 miliardi di chilometri percorsi ogni anno, 450 milioni di litri di carburante consumato nonché 100 milioni di euro di ticket bus versati direttamente ai Comuni.
Nel corso della crisi conseguente alla diffusione del Covid-19 abbiamo dato voce alle richieste e istanze delle nostre imprese duramente colpite dal blocco delle attività che è stato pressoché totale nel settore turistico.
Anche grazie all’intervento svolto, Parlamento e Governo hanno riconosciuto il nostro ruolo all’interno del settore del turismo e dell’economia nazionale, predisponendo i necessari ristori e norme di sostegno.
Ci troviamo ora in una nuova fase: il Paese sta ripartendo e noi vogliamo ripartire insieme a tutto il comparto del turismo che da sempre rappresenta il punto di forza della nostra economia e il 13% del PIL.
Per sostenere questa ripresa, occorrono, nell’attuale manovra economica, interventi concreti per dare la stessa possibilità a tutti i settori dell’economia italiana di crescere qualitativamente nel rispetto dell’ambiente, di dare lavoro, di essere più competitivi a livello europeo.
Per promuovere l’ammodernamento del settore, attraverso l’utilizzo di veicoli di trasporto sempre più green, tenendo conto della sostenibilità ambientale e dell’efficienza del servizio di trasporto dei viaggiatori, da tempo abbiamo chiesto che venga riconosciuto un effettivo sostegno statale, già previsto per altri comparti produttivi del Paese, che supporti le imprese a fronte di forti esborsi economici per il rinnovo del parco circolante. Tutto ciò contribuirebbe a migliorare la qualità dell’offerta turistica, la sicurezza e il rispetto dell’ambiente.
Si tenga conto che, nel medio periodo, il settore dei bus turistici non potrà fruire dell’avvento dell’elettrico nei motori perché, come è ormai acclarato, le grandi aziende costruttrici non sono in possesso della tecnologia in grado di supportare la lunga e lunghissima percorrenza.
Così come abbiamo sottolineato in precedenti occasioni occorre, inoltre, sostenere il comparto dopo quasi due anni di fermo con una misura che aiuti a ridurre la concorrenza con gli altri Paesi europei: la riduzione delle accise sul gasolio usato a fini commerciali.
Non staremo ancora a ricordare che il nostro Paese a differenza degli altri Stati europei a più alta vocazione turistica, quali Spagna e Francia, ha escluso il settore passeggeri, definito occasionale, dalle aliquote agevolate, determinando una forte disparità anche nella concorrenza con le imprese europee.
Abbiamo illustrato queste nostre proposte anche in sede di discussione parlamentare della proposta di Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, chiedendo di includere anche il settore dei bus turistici fra quelli che possono essere una leva di sviluppo e di crescita economica del sistema Italia nel contesto nazionale ed internazionale.
Così, nei pareri finali del Parlamento, è stato inserito un opportuno punto in cui si impegna il Governo a prevedere un adeguato investimento per il rinnovo della flotta del settore dei bus turistici, anche nell’ottica di utilizzarli a supporto del TPL e del trasporto scolastico, e la richiesta di allineamento dell’imposizione delle accise sul gasolio commerciale usato come propellente per autoveicoli delle categorie M2 e M3 per il trasporto occasionale di passeggeri ai regimi di tassazione dei principali Stati europei.
Infine, vorrei evidenziare un’altra rilevante problematica per il settore, rappresentata dalla carenza del personale addetto alla guida dei bus turistici, del nostro “personale viaggiante”, di cui da tempo denunciamo la mancanza a fronte di una alta offerta che il settore esprime.
Occorre rivedere la normativa prevista nel contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento, attualmente non incentivante, per attirare la forza lavoro ed inserire clausole contrattuali flessibili per una adeguata turnazione/stagionalità specifica per il settore. Bisogna individuare nuovi strumenti per creare una osmosi fra inoccupati/disoccupati, aiutando sia i lavoratori che le imprese interessate.
Sono ad esempio necessari decisi interventi per sostenere l’elevato costo di accesso alla professione, in particolare per quanto riguarda le spese per il conseguimento della patente e delle abilitazioni professionali per la guida dei nostri veicoli.
Legge di Bilancio 2022
La Legge di Bilancio 2022 contiene misure di rilievo anche per il nostro settore come il rifinanziamento della “Nuova Sabatini” che prevede stanziamenti pari a 240 milioni per ciascuno degli anni 2022 e 2023, 120 milioni per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026, 60 milioni per l’anno 2027, nonché la proroga al 2027 del Fondo di garanzia PMI, con un incremento complessivo di ulteriori 3 miliardi.
Le nostre imprese potranno quindi continuare ad usufruire di tali fondi, necessari per rafforzare il loro sistema produttivo e competitivo con le altre imprese nel mercato internazionale.
Inoltre, la manovra finanziaria prevede diversi interventi per il turismo, comparto strategico del nostro Paese, e di cui ribadiamo, costituiamo le “ruote”: non si può pensare ad una offerta turistica senza la componente che noi rappresentiamo. E considerando che il turismo è il fiore all’occhiello del Paese, siamo fiduciosi che negli obiettivi di una nuova dimensione del turismo integrato e sostenibile rientri, come abbiamo a gran voce richiesto, il nostro settore che va aiutato a rialzarsi ed a qualificarsi sia economicamente che tecnologicamente.
In particolare, l’articolo 120 del provvedimento in esame istituisce il Fondo Unico nazionale per il turismo di parte corrente con una dotazione di 120 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 e 40 milioni per l’anno 2024.
Dalla relazione illustrativa emerge che tali fondi sono finalizzati da una parte, a sostenere gli operatori del turismo, tra cui le imprese di trasporto turistico, viste le conseguenze che l’emergenza Covid continuerà ad avere inevitabilmente sui comparti produttivi, e dall’altra a promuovere e rendere ancora più attrattivo il turismo in Italia, sostenendo la ripresa dei flussi turistici, anche verso determinate aree culturali e piccoli centri come i borghi.
Valutiamo questa previsione non solo assolutamente positiva, ma direi innovativa: per la prima volta viene riconosciuta l’importanza del trasporto turistico, che è una delle eccellenze italiane e collegata al suo comparto di riferimento.
Dall’altra parte, rileviamo che la valorizzazione dei luoghi culturali, storici, ambientali, di cui il bel Paese è ricco, dovrebbe prevedere una visione integrata con un trasporto dedicato, puntando, oltre che agli insediamenti delle attività produttive ed alberghiere, anche ad una partnership con le imprese del trasporto turistico che, con appositi mezzi, a ciò dedicati, potrebbero contribuire alle finalità di un nuovo turismo integrato e sostenibile.
Ciò potrebbe essere realizzato con apposite convenzioni con i comuni interessati per inserire quei luoghi, attraverso un trasporto organizzato e collettivo, nel circuito turistico.
Passando alle altre misure, purtroppo, nel provvedimento non ravvisiamo alcuna disposizione che, come già previsto per altri comparti, preveda il rinnovo del parco circolante delle imprese operanti, in base alla legge n. 218 del 2003, nel trasporto di persone.
E su queste scelte ci interroghiamo: il trasporto nel turismo muove milioni di persone ed ha una valenza economica per lo Stato. Come mai si pensa ad esempio al TPL o all’autotrasporto e il resto viene ignorato?
Per il rilancio del settore e l’ammodernamento tecnologico dei nostri veicoli sono necessarie misure specifiche, attraverso investimenti in mezzi di ultima generazione, in modo da colmare l’attuale carenza. Bisogna, inoltre, considerare che nell’immediato futuro, i bus turistici non potranno passare all’elettrico per la mancanza della adeguata tecnologia sulle batterie, che non consente di coprire il lungo o anche il lunghissimo raggio dei nostri viaggi. Ma possiamo essere sempre più green fino ai massimi livelli consentiti dai motori Euro 6 classe E.
Inoltre, nel disegno di legge vengono previste misure per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas, considerando l’impatto che questi rialzi hanno sulle famiglie e le imprese.
Sono però aumentati anche i prezzi dei carburanti da trazione che ci colpiscono due volte!
Come imprese che utilizzano veicoli che subiscono il rincaro del gasolio, il cui costo, secondo i dati del Codacons, nel corso del mese di ottobre, è aumentato del 24.3%, in più rispetto allo stesso periodo del 2020.
Ma anche e soprattutto perché, a differenza di altri comparti che si occupano di trasporto, il trasporto collettivo occasionale di persone è stato escluso dalle aliquote agevolate previste dal dlgs n. 26 del 2007 che, nel recepire la Direttiva 2003/96/CE, ha operato questo discrimine, non presente negli altri Stati membri.
In questo senso, crediamo sia opportuno un riequilibrio attraverso il riconoscimento da parte dello Stato di una agevolazione per la tassazione del gasolio commerciale, utilizzato come carburante dai nostri veicoli, in modo che quanto fatto introitare in questi 14 anni possa essere restituito, almeno transitoriamente, a sostegno della ripresa post Covid e quale forma di aiuto alle imprese dei bus turistici, che rispetto ad altri comparti non hanno mai goduto di bonus fiscali o altri sgravi.
A questo riguardo ricordiamo come sia stato accolto dal Governo anche uno specifico ordine del giorno n. 9/3132-AR/6 al Decreto Legge n. 73 del 2021 (cosiddetto “Sostegni bis”).
Infine, nella parte dedicata al Lavoro e alle politiche sociali, la Legge di Bilancio 2022 prevede il rifinanziamento del reddito di cittadinanza e del Fondo sociale occupazione e formazione. Dispone, inoltre, una serie di misure per gli ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria. Altresì si prevedono una serie di disposizioni in tema di Formazione professionale, politiche attive del lavoro e promozione dell’occupazione.
In questo contesto, il comparto dei bus turistici potrebbe favorire l’occupazione e rappresentare un’opportunità di formazione professionale per migliaia di giovani, inoccupati e disoccupati, dando loro una concreta possibilità per entrare o rientrare nel mercato del lavoro.
Mancano al comparto, in base a un sondaggio da noi effettuato tra le imprese associate, circa 7.500 autisti a fronte di una domanda molto scarsa.
Considerando il costo per il conseguimento della patente di guida livello D, necessaria per guidare i nostri mezzi, e delle abilitazioni professionali, sarebbe fortemente auspicabile il riconoscimento di un incentivo per convogliare la forza lavoro verso il settore.
Ricordiamo, in questo senso, che nell’ambito dell’esame di conversione in legge del Decreto Legge n. 121 del 2021, sono stati accolti dal Governo, sia alla Camera che al Senato, due specifici ordini del giorno (i nn: 9/3278-AR/64 e G/2437/8/8).
PROPOSTE PER IL RILANCIO DEL SETTORE
1) RINNOVO VEICOLI DESTINATI AL TRASPORTO TURISTICO
Oltre ai danni conseguenti all’attuale crisi sanitaria, le imprese del settore subiscono l’ingentissima perdita di valore patrimoniale- economico dei beni strumentali impiegati nel corso del tempo. I mezzi registrano mediamente una svalutazione annua del 20% per il primo anno e dal secondo circa del 15%. Tale svalutazione comporta un problema enorme alla scadenza del leasing e/o del riscatto, quando l’importo da versare sarà più alto del valore del mezzo stesso.
Riteniamo quindi fondamentale che il tema del rinnovo del parco veicolare venga affrontato urgentemente perché l’ammodernamento costante della nostra flotta merita attenzione e non può essere sostenuto, dati gli ingenti costi, solamente dagli operatori.
Si propone quindi di istituire un credito d’imposta per le imprese esercenti il trasporto turistico di persone mediante autobus ai sensi della legge 11 agosto 2003, n. 218, finalizzato al rinnovo del parco veicolare dei mezzi con classi di emissione da euro 0 ad euro IV, per l’acquisto di veicoli M2 e M3 con tecnologia euro VI.
Questo costituirebbe un primo segnale di attenzione e sostegno per avviare una politica di rinnovo del parco circolante in attesa di possibili ed auspicabili misure economiche dai fondi del PNRR.
2) ALLINEAMENTO E RIDUZIONE ACCISE SUL GASOLIO COMMERCIALE
È assolutamente necessario che l’Italia si uniformi agli altri Paesi europei per rendere il proprio turismo concorrenziale, attraverso la riduzione del costo del carburante. Soprattutto a quelli di maggiore attrazione turistica, come, ad esempio, la Spagna che prevede un importo di 379 euro per ettolitro (+21% di iva) e la Francia, ove si è stabilito un importo di 376,80 euro (+20% di iva). Tali Stati, inoltre, riconoscono rimborsi per i rifornimenti effettuati sul proprio territorio nazionale da parte di operatori avente la sede legale in un diverso Stato membro. Il nostro Paese fissa invece a 403,22 euro per ettolitro (+ 22% di Iva) il costo complessivo del gasolio commerciale usato come propellente!
Riteniamo quindi fondamentale che si proceda alla riduzione dell’imposta come previsto per gli altri settori del trasporto e l’allineamento con gli altri partner europei, almeno transitoriamente per i prossimi 2 anni, che favorirebbe anche l’impiego di veicoli a basso impatto ambientale, in linea con le politiche in tal senso perseguite dal Governo, applicandosi al solo gasolio consumato da autobus di classe ambientale Euro V e VI.
Mentre si stanno cercando soluzioni e stanziando risorse a fronte dell’aumento dei prezzi dei prodotti energetici per aiutare le famiglie e i settori produttivi, crediamo sia quanto mai opportuno riallineare chi parte svantaggiato all’origine e che solo dopo potrà beneficiare al pari degli altri degli opportuni aiuti.
3) SOSTEGNO PER ACCESSO ALLA PROFESSIONE DI AUTISTA DI BUS TURISTICI
Da tempo il settore dei bus turistici evidenzia una grave mancanza di personale addetto alla guida dei nostri veicoli.
La ripresa della nostra attività, dopo i danni subiti in conseguenza della crisi sanitaria, ha aggravato tale carenza di autisti per il comparto, che non si riesce a colmare a causa di un’offerta di lavoro molto bassa.
A questo riguardo, al fine di fornire un quadro del fabbisogno di autisti, l’Associazione Bus Turistici Italiani ha effettuato un sondaggio tra le aziende iscritte che ha portato all’evidenza, per 100 imprese, la necessità di 252 autisti da ricercare. Proiettando tale risultato per le 6.000 imprese del territorio nazionale e 30.000 bus in circolazione, si attesta la necessità nazionale di circa 7.500 lavoratori che il comparto potrebbe assumere.
Si propone, per attirare ed agevolare nell’immediato, in attesa di politiche sul lavoro più specifiche per il settore, di prevedere per i giovani under 35 e per coloro che attualmente percepiscono il reddito di cittadinanza ovvero ammortizzatori sociali, un rimborso del 50 per cento delle spese sostenute e documentate per il conseguimento della patente e delle abilitazioni professionali per la guida di veicoli destinati all’attività di trasporto di persone mediante autobus. Tali spese ammontano a circa 4.000 euro per soggetto.
Il legislatore è peraltro intervenuto recentemente per sostenere in tal senso il settore dell’autotrasporto merci per c/terzi ed è opportuno, parimenti, supportare gli aspiranti autisti del trasporto turistico, non svantaggiando questo settore, come anche evidenziato in un ordine del giorno accolto alla Camera nell’ambito dell’esame del decreto legge n. 121 del 2021 (cosiddetto “Infrastrutture e trasporti”).
In conclusione l’approvazione di tali misure, fondamentali nell’immediato per la piena ripresa delle nostre attività, avrebbe diversi effetti positivi sia sul piano tecnologico e green, sul piano della concorrenza con gli altri operatori esteri e, infine, sul piano del lavoro con benefiche ricadute sull’occupazione.
Ringraziamo per l’attenzione dedicata ai Bus turistici.