9 Maggio 2023
TURISMO: AN.BTI CONFCOMMERCIO, MANCANO 6.700 CONDUCENTI BUS
Roma, 9 mag. – In Italia mancano 6.700 conducenti di bus turistici, pari al 40% del fabbisogno in Europa (circa 17 mila totali). Lo rivela l’indagine di An.Bti, l’Associazione Nazionale BUS Turistici Italiani aderente a Confcommercio, realizzata in collaborazione con Isfort, dal titolo “Le ruote del turismo: il settore dei BUS turistici in Italia”, che mostra la necessita’ di trovare soluzioni per ovviare alla carenza del personale e di dare sostegni al settore nell’attuale fase di incertezza. Secondo lo studio, il settore dei BUS turistici e, piu’ in generale, del noleggio di autoBUS con conducente ha registrato negli ultimi anni un peso economico e sociale crescente con una funzione che supera strettamente quella del trasporto e che e’ sempre piu’ strategica per l’offerta turistica del Paese. Nel turismo le attivita’ connesse ai trasporti rappresentano l’1% delle imprese, ma ben il 10% degli addetti, il 18% del fatturato e il 21% del valore aggiunto generato dal settore. E l’ultimo miglio degli spostamenti turistici e’ assicurato in via esclusiva dai pullman gran turismo in tutti i segmenti della filiera. Inoltre, in Italia la quota del trasporto turistico su autobus e’ superiore alla media europea (8% contro il 6%). Il comparto, colpito fortemente dalla pandemia con una flessione del fatturato di oltre il 50% nel periodo 2020-21, sta vivendo – sottolinea l’indagine – una profonda trasformazione ed e’ oggi sostanzialmente piu’ snello (numero di imprese quasi dimezzato e riduzione del 10% del parco mezzi), ma anche piu’ solido (crescita della dimensione media delle imprese e del numero medio di veicoli) e piu’ efficiente e sostenibile (oltre la meta’ del parco veicoli e’ di ultima generazione e con ridotte emissione nocive). Peraltro, il trasporto passeggeri tramite BUS si colloca a meta’ strada (80 grammi di CO2 per passeggero/Km) tra i livelli emissivi dell’automobile (143 grammi di CO2 per passeggero/Km) e del treno (33 grammi di CO2 per passeggero/Km), ed e’ nettamente al di sotto di quelli dell’aereo (160 grammi di CO2 per passeggero/Km), mentre e’ anche a minore rischio di incidenti su strada (in Europa solo il 3% dei decessi su strada e’ avvenuto durante viaggi in autobus). Le imprese di noleggio autoBUS con conducente Sono 3.404 (-42% rispetto al 2017). Piu’ di un terzo sono al Settentrione (17,9% nel Nord Est e 19,8% nel Nord Ovest), mentre la flessione maggiore (oltre il 10% sul 2017) si e’ registrata al Sud (Isole escluse). Il Lazio e’ la regione con il numero piu’ elevato di imprese del settore (397), seguito da Lombardia (389), Campania (372) e Sicilia (362), mentre a livello provinciale a guidare la classifica e’ Roma (270), con Napoli (159) e Milano (116) a ruota. Inoltre, tra il 2017 e il 2022 il numero medio dei mezzi per azienda e’ cresciuto del 52% (passato da 4 a 6) e il numero medio degli addetti e’ quasi raddoppiato (passato da 6 a 11). La distribuzione territoriale dei BUS da noleggio segue in linea generale quella delle imprese. In termini relativi, la flotta e’ maggiore al Centro-Nord (56,9%) anche se il Mezzogiorno (Sud e Isole) non e’ molto distante. Secondo l’analisi di An.Bti, la fase piu’ critica per i BUS turistici sembra ormai alle spalle, ma il futuro e’ ancora ricco di incognite. Per sostenere e rilanciare la ripresa del settore servono, infatti, figure chiave come gli autisti. Per l’Associazione, occorre incentivare l’ingresso di giovani e stranieri, abbassando le soglie di accesso, sia in termini di costi che di eta’, e ampliando i canali formativi. Ed e’ anche necessario valorizzare la figura dell’autista che oltre alla guida del veicolo oggi richiede ulteriori competenze, come la conoscenza dei luoghi da visitare, la capacita’ di relazionarsi con i passeggeri, l’attitudine ad assistere i turisti, la conoscenza delle lingue. Inoltre, prosegue l’indagine, il fattore incertezza, legato all’inflazione, al conflitto russo ucraino e al costo del carburante (variazione di prezzo anche del 50% tra il 2022 e 2023) mina le fondamenta del turismo organizzato, cioe’ la programmazione di lungo periodo: i costi e le tariffe possono variare di mese in mese. Per questo servono strategie per difendere le imprese da una fluttuazione eccessiva dei prezzi, soprattutto delle materie prime. Infine, la transizione ecologica nel comparto si scontra con l’assenza di soluzioni tecnologiche per i mezzi di trasporto gran turismo in grado di assicurare autonomia e portata. “Il settore dei BUS turistici ha rialzato la testa dopo anni di estrema difficolta’ – afferma Riccardo Verona, Presidente di An.Bti Confcommercio – ma la ripartenza e’ comunque accompagnata da troppe incertezze. Oggi piu’ che mai e’ necessario il sostegno delle Istituzioni perche’ abbiamo bisogno di aiuti innanzitutto per il rinnovo sostenibile dei veicoli, che non puo’ essere sorretto solo dalle nostre imprese. In secondo luogo e’ indispensabile trovare soluzioni per ovviare alla carenza del personale viaggiante e contestualmente procedere al riconoscimento strutturale, al pari di altri comparti, delle agevolazioni sulle accise del carburante”. “È giunto il momento – conclude Verona – di riconoscere l’unicita’, la peculiarita’ e la flessibilita’ del nostro servizio che e’ senza limitazioni di alcun genere, ne’ tantomeno di orari o di percorso. Siamo “Le Ruote del Turismo” e vogliamo continuare ad esserlo con sempre maggiore qualita’ ed efficienza”.