10 Giugno 2026

Assemblea Confcommercio: impegno e passione al servizio dell’Italia


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Assemblea Confcommercio: impegno e passione al servizio dell’Italia

Nella relazione all’Assemblea annuale di Confcommercio, il presidente ha tracciato un quadro dell’economia italiana e internazionale, affrontando i temi della crescita, del lavoro, della crisi demografica, della competitività europea e del ruolo strategico delle imprese nei territori.

Con la relazione del presidente Carlo Sangalli (link pdf alla versione integrale), si è aperta l’assemblea annuale di Confcommercio che si è tenuta a Roma all’Auditorium della Conciliazione. Il presidente ha fatto un quadro complessivo dello scenario economico italiano ed internazionale con un pensiero rivolto alla crisi attuali che colpiscono pesantemente le nostre imprese. Sangalli è però partito dall’identità e dalla missione della Confederazione.

“Confcommercio è una storia di popolo, diffusa in tutto il Paese e profondamente intrecciata con la storia dell’Italia. Le nostre imprese – ha detto Sangalli -danno forma alla vita quotidiana delle persone, animano le città, sostengono i territori e creano comunità e lavoro di qualità”. Sangalli ha ricordato che il terziario di mercato rappresenta oggi il principale motore dell’economia italiana, contribuendo per oltre la metà del valore aggiunto nazionale e creando quasi quattro milioni di posti di lavoro negli ultimi trent’anni”. “Il Made in Italy si può copiare. Il Sense of Italy, no. Sul prodotto si possono mettere i dazi, sull’italianità no“.

Il presidente ha sottolineato come commercio, turismo, cultura e servizi costituiscano un patrimonio unico che rende l’Italia riconoscibile e competitiva nel mondo. Guardando al contesto internazionale, Sangalli ha osservato che guerre, tensioni geopolitiche e dazi stanno ridisegnando gli equilibri economici globali, ma ha evidenziato anche alcuni elementi di tenuta dell’economia italiana. “C’è sempre la possibilità che le cose vadano male, ma raccontarci peggio di come siamo è un danno per tutti. La fiducia è un valore anche economico“.

Secondo Sangalli, occupazione, consumi e turismo mostrano segnali positivi, mentre proprio il turismo continua a rappresentare una delle principali risorse del Paese, aggiornando costantemente i propri record. Il presidente ha poi richiamato l’attenzione su alcune criticità strutturali. “Viviamo una grave crisi demografica“. Ha evidenziato il calo della natalità, la riduzione del numero di giovani e il ritardo dell’Italia nella partecipazione femminile al mercato del lavoro, sostenendo che senza un maggiore coinvolgimento delle donne e senza nuove opportunità per i giovani sarà difficile sostenere crescita e innovazione.

Sul fronte economico, Sangalli ha denunciato l’eccesso di burocrazia e pressione fiscale. “Nel nostro Paese viviamo in una fiscocrazia: troppe tasse e troppa burocrazia frenano imprese, investimenti e crescita“. Ha quindi apprezzato il rigore del Governo nella gestione dei conti pubblici e ha chiesto di proseguire sulla strada della semplificazione fiscale, della certezza del diritto e della riduzione del carico tributario, in particolare per il ceto medio. Parlando dell’Europa, il presidente ha ribadito la necessità di un ruolo più forte e unitario dell’Unione. “Il mondo è troppo grande perché l’Europa non giochi un ruolo da protagonista, ma è anche troppo piccolo per nascondersi“.

Sangalli ha richiamato il valore della pace, della diplomazia internazionale e della costruzione di una vera Europa politica capace di parlare con una sola voce sui grandi temi economici e strategici. “Dall’Europa la settimana scorsa è arrivato, poi, un altro importante riconoscimento al nostro Paese legato ai costi energetici. L’energia rimane in generale una priorità anche per il nostro settore, con un’attenzione particolare al tema del nucleare che resta un passaggio decisivo. In tema di reti, pensiamo all’estrema difficoltà delle nostre imprese dei trasporti sui valichi alpini, sulla riforma del sistema portuale e sui costi degli Ets così penalizzanti per le autostrade del mare”.

Per Sangalli, “solo nella prospettiva europea, è possibile affrontare l’accelerazione delle grandi transizioni. Quella ambientale con il cambiamento climatico. Quella digitale, con l’intelligenza artificiale che sta trasformando in modo profondo il nostro essere cittadini e imprenditori. Nella sua prima enciclica, Papa Leone XIV sostiene che è indispensabile che l’impiego dell’Intelligenza Artificiale sia accompagnato da criteri chiari e controlli effettivi, ispirati alla partecipazione e alla sussidiarietà. Le comunità e i corpi intermedi non possono essere ridotti a destinatari di decisioni prese altroveL’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il nostro essere cittadini e imprenditori e richiede un grande investimento nelle competenze“.

Il presidente ha difeso il ruolo dei corpi intermedi e delle associazioni di rappresentanza. “I corpi intermedi costruiscono ponti, creano collegamenti e aiutano a fronteggiare, giorno dopo giorno, piccole e grandi difficoltà“.

Rivolgendosi al tema del lavoro, Sangalli ha ribadito la centralità della contrattazione e della qualità dell’occupazione. “Il lavoro, la qualità del lavoro, è il fondamento della nostra Repubblica ed è il senso ultimo del nostro essere e fare rappresentanza.  Il sistema contrattuale di Confcommercio, complessivamente, interessa circa 5 milioni di lavoratori.  Ciò significa una cosa molto semplice: quando parliamo di qualità del lavoro nel terziario e nel turismo, parliamo di milioni di persone con un consolidato e innovativo sistema di welfare, purtroppo sotto attacco del dumping contrattuale che riduce la qualità dell’occupazione e ne frena la crescita“. “Quando il lavoro si svaluta, si indebolisce tutto il sistema economico e ci perdiamo tutti! Su questa priorità abbiamo condiviso l’impegno strategico con le parti sociali “comparativamente più rappresentative” e con il CNEL del Presidente Brunetta il riordino dell’Archivio Nazionale dei contratti. Riconosciamo al Governo di aver lavorato su questo tema con visione e tenacia per promuovere equità e trasparenza”.

Nella parte finale dell’intervento ha richiamato il ruolo delle imprese nelle città e nei territori. La Confcommercio è la rappresentanza economica nelle città, o meglio, delle città. “Le nostre imprese sono volto e anima dei territori, garanti di pluralismo imprenditoriale, presidi insostituibili di sicurezza e contrasto al degrado. Per questo promuoviamo una visione strategica e coordinata che consideri le nostre imprese nelle città come bene comune”. “Ecco perché il lavoro sull’agenda urbana europea e sulla nuova politica di coesione è fondamentale; un impegno che si deve tradurre in una coerente agenda urbana nazionale, sostenuta da una governance dedicata. Certo, le città sono in continua trasformazione, talvolta senza un disegno organico, e con rischi contrapposti”.

Sangalli ha lanciato l’allarme per la chiusura di migliaia di attività commerciali e ha chiesto regole più eque e una strategia nazionale per la rigenerazione urbana. “Da un lato, basti pensare alla desertificazione imprenditoriale, con la drammatica chiusura di oltre 156mila esercizi commerciali negli ultimi 13 anni. Dall’altro lato, emergono fenomeni di sfruttamento intensivo delle città come l’affitto breve indiscriminato che penalizza le imprese dell’accoglienza e l’equilibrio dei tempi e dei luoghi delle comunità. Per reagire, è fondamentale livellare il campo da gioco: regole chiare, stabili, eque. A proposito, ci preoccupa la legge delega sull’artigianato così come è impostata. Stesso mercato, stesse regole; rimanendo, comunque, sempre disponibili al confronto”.

Concludendo, il presidente ha ribadito la missione di Confcommercio: “Per usare le parole del Presidente Mattarella alla nostra Assemblea, siamo “protagonisti del divenire d’Italia”. E, con questa responsabilità, ci prendiamo cura del bene comune”.

Per il presidente del Consiglio Confcommercio è “una forza di popolo che nasce dal basso e che dal basso costruisce coesione e vitalità”. “Vogliamo fare di più per alleggerire il carico fiscale sul ceto medio”.

“Grazie per il vostro lavoro e la vostra disponibilità: la collaborazione e il contributo di idee e proposte nei tavoli di confronto sono sempre estremamente preziosi, Confcommercio c’è e c’è sempre stata, non vi siete mai tirati indietro e non avete mai anteposto l’interesse di categoria a quello generale, con buonsenso e pragmatismo”. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha iniziato così il suo intervento all’Assemblea Generale della Confederazione sottolineando poi che “Confcommercio c’era già prima della Repubblica, siete una forza di popolo che nasce dal basso e che dal basso costruisce coesione e vitalità. Siete il tessuto che tiene vive le nostre città: la vostra presenza capillare è l’ossatura dell’economia di vicinato oltre che un capitale sociale intangibile che le istituzioni hanno il dovere di proteggere e la responsabilità di tramandare. Perché difendere il commercio di vicinato significa difendere la qualità della vita e sostenere le imprese del terziario di mercato significa difendere noi stessi”.

“Farò mia l’espressione ‘Sense of Italy’ – ha proseguito la premier – perché sintetizza perfettamente ciò che gira intorno al nostro ‘marchio’. I nostri prodotti portano con loro identità, stile di vita e fascino, un patrimonio immateriale che nessuno può replicare o delocalizzare. E voi siete da sempre tra i più capaci animatori di questa esperienza di Italia: i nostri ristoratori portano saperi e sapori italiani ovunque nel mondo e il turismo è uno degli asset strategici del nostro sviluppo: oggi l’Italia è la seconda nazione europea per presenze turistiche oltre che il Paese europeo in cui il soggiorno medio è più lungo”.

Per quanto riguarda il “risiko bancario” in atto in questi giorni, Meloni è stata chiara: “vogliamo abbassare i costi, dare nuove garanzie, introdurre strumenti concreti affinché l’accesso al credito soprattutto per le piccole e medie imprese non sia più un percorso a ostacoli”. E poi: “sottoscrivo quello che il presidente Sangalli diceva sul futuro del nostro sistema bancario” (il presidente di Confcommercio nel suo intervento aveva detto: “sulle recenti operazioni di consolidamento bancario: l’assetto che ne verrà dovrà preservare il risparmio delle famiglie e garantire la prossimità territoriale per rafforzare il credito e i servizi finanziari alle imprese”).

Sull’emergenza carburanti, “non abbiamo smesso di sostenere l’acquisto del carburante per l’autotrasporto, sia in via ordinaria sia reagendo all’aumento dei prezzi causato dalla crisi dello Stretto di Hormuz. Se noi vogliamo contenere l’effetto inflazionistico della crisi energetica sui cittadini e allo stesso tempo salvare un settore che fa muovere e vivere la nazione, come un’altra crisi, quella del Covid, ci ha ampiamente dimostrato, non bisogna avere paura di fare quello che è giusto fare”, ha detto la premier.

Il presidente del Consiglio ha poi elencato e rivendicato le misure prese dal Governo a favore delle imprese (“abbiamo cercato di accompagnarvi e sostenervi senza creare problemi a chi vuole creare ricchezza in questo Paese, cercando di farvi lavorare al meglio sostenendo il vostro dinamismo e la vostra intraprendenza”), evidenziando il lavoro fatto per rafforzare il potere d’acquisto dei cittadini (ma “vogliamo fare di più per alleggerire il carico fiscale sul ceto medio”), quello per il rinnovo dei contratti (“puntando sulla contrattazione di qualità perché è così che si tutelano davvero i lavoratori, facciamo una politica che si fida dei corpi intermedi”) e il contrasto al dumping contrattuale “tramite il salario giusto”.

Dopo la sottolineatura dell’emergenza demografica in atto (“dobbiamo offrire maggiori e migliori opportunità ai giovani e alle donne, è un tema di tenuta del nostro welfare e un problema anche culturale”) e una sollecitazione a “lavorare insieme contro la desertificazione commerciale” tramite “un nuovo sviluppo urbano che rimetta al centro le persone oltre alle case”, Meloni ha concluso parlando di intelligenza artificiale evidenziando il rischio di un forte impatto sul mondo del lavoro, che ”va governato a livello globale”.

Dal Capo dello Stato una lettera al presidente Sangalli in occasione dell’Assemblea Generale:  “occorre promuovere un modello di sviluppo coerente con criteri di sostenibilità sociale e ambientale”.

“Il tessuto produttivo-imprenditoriale italiano è di fronte a complessità che richiedono autentico dialogo tra istituzioni e società, per promuovere un modello di sviluppo coerente con criteri di sostenibilità sociale e ambientale. Responsabilità particolari interpellano le parti sociali, alle quali compete in primis, nel dialogo contrattuale, la regolazione del mercato del lavoro, per contribuire, aderendo al dettato costituzionale, all’affermazione della coesione sociale, con la eliminazione di quelle distorsioni e pratiche che si traducono in arretramenti degli standard di tutela per i lavoratori”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una lettera inviata al presidente Carlo Sangalli in occasione dell’Assemblea di Confcommercio,

“La storia della Repubblica – continua il Capo dello Stato – è strettamente intrecciata con quella delle cittadine e dei cittadini che l’hanno costruita, abitata, vissuta e, vivendola, hanno esercitato la libertà di associazione garantita dalla Costituzione, divenendo protagonisti dello sviluppo e del progresso dell’Italia” ed “è significativo che la celebrazione degli ottanta anni di vita della Repubblica e degli ottanta anni di vita di Confcommercio si siano sovrapposti. Il ruolo delle formazioni sociali che sono state traino nelle trasformazioni del Paese ne esce in tutta evidenza”.

“Sin dall’epoca delle libertà comunali – ricorda poi Mattarella – i mercanti sono incisi nella storia d’Italia come uno dei passaggi che segnano la nostra identità nazionale, a conferma della funzione decisiva svolta dal settore per la circolazione di idee, costumi, innovazione. ‘Ricordare il futuro’ è stato l’efficace slogan scelto dalla vostra Confederazione nell’anniversario, per segnare la ferma volontà di essere parte delle nuove trasformazioni che ci attendono, in una realtà internazionale sempre più difficile e sfidante che richiede il coraggio di compiere scelte non facili”.

“Nell’esprimere apprezzamento per il vostro impegno, desidero rivolgere a tutti i presenti gli auguri di buon lavoro”, conclude il Presidente della Repubblica.