17 Ottobre 2026

”Perché l’Italia è economia del turismo!” AN.BTI CONFCOMMERCIO presente all’evento organizzato dal Ministero del Turismo


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”Perché l’Italia è economia del turismo!” AN.BTI CONFCOMMERCIO presente all’evento organizzato dal Ministero del Turismo

Istituzioni, imprese e territori a confronto sul futuro del settore. Crescono flussi, occupazione e valore economico. Italia prima in Ue per presenze nel 2025 e nel 2026 già oltre 523 milioni di presenze. Contributi video di Alberto Angela, Fiorello e Checco Zalone

AN.BTI CONFCOMMERCIO ha partecipato oggi, con il Direttore Andrea Camertoni, nella cornice del Tempio di Venere al Colosseo, all’evento: “Perché l’Italia è economia del turismo! Manifesto per il futuro”, l’iniziativa promossa dal Ministero del Turismo che ha riunito istituzioni, imprese, operatori e territori per discutere il presente e costruire una visione condivisa sul futuro del turismo italiano.

I lavori, aperti dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, sono stati impreziositi da una staffetta di interventi dei principali rappresentanti del settore e conclusi dal capo di Gabinetto del Ministero del Turismo Erika Guerri, l’Ad di Enit S.pA. Ivana Jelinic, dal consigliere del ministro del Turismo Gianluca Caramanna e dall’amministratore delegato del Sole 24 Ore Federico Silvestri. Sono inoltre intervenuti, con dei contributi video, Alberto Angela, Fiorello, Checco Zalone e tanti altri artisti.

«Nei primi nove mesi del 2026 abbiamo avuto 523 milioni e 700 mila presenze. È un dato che comunichiamo per la prima volta. Parliamo del 4,7% in più del 2025, che era già un anno record. Fino a ieri noi annunciavamo il record del 2025, che è stato di 535 milioni e 500 mila presenze, più del 22% rispetto al 2019, un anno che viene considerato di riferimento perché è l’ultimo anno prima della pandemia. Oggi abbiamo ancora tre mesi davanti e siamo soltanto a 11 milioni e 800 mila presenze dal superare il record del 2025, che ci ha consentito di sorpassare la Francia e la Spagna. Un dato a dir poco eclatante perché la Spagna sembrava irraggiungibile». Con queste parole il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha dato il via ai lavori.

«A settembre di quest’anno abbiamo avuto il 5% di presenze in più rispetto al 2025, sia di componente straniera sia di componente domestica, che crescono entrambe – ha continuato Mazzi –. Il turismo vale il 13% del PIL, anche se poi altre analisi parlano di percentuali molto più alte se si considera l’indotto. Abbiamo 3 milioni e 300 mila occupati, che sono aumentati dell’11% dal 2022, quando ci siamo insediati. Questo ci consente veramente di definirci, oltre che superpotenza mondiale della cultura, una superpotenza anche turistica a livello mondiale. Io ho una fissazione affinché il turismo debba sempre essere dentro l’elencazione dei comparti economici più importanti di una Nazione, insieme all’industria manifatturiera, a quella siderurgica, a quella pesante, all’automotive, all’agricoltura. Il turismo, come sapete, non ha nemmeno una voce nei capitoli di spesa europei e dobbiamo lavorare affinché questo cambi».

Il Ministro ha poi sottolineato la connessione tra turismo, cultura, eventi, artigianato e ristorazione, filiere che insieme compongono l’offerta del Paese.

«Siete una comunità fortissima. Rappresentate l’Italia che lavora, che si impegna. Purtroppo, c’è però un’altra Italia, che fomenta il caos, anima e agita le piazze. Le manifestazioni sono sacre ovviamente, ma io vedo la volontà di creare disordine. In queste piazze vengono aggredite le forze dell’ordine e noi questo non lo tolleriamo» ha, infine, concluso il Ministro.

L’evento, organizzato in collaborazione con Il Sole 24 Ore, ha restituito l’immagine di un turismo che non è più soltanto un semplice comparto o “villeggiatura estiva”, ma un’economia trasversale e un ecosistema capace di mettere in relazione cultura, grandi eventi, ospitalità, enogastronomia, trasporti, commercio, sport e servizi. Una filiera che attraversa il Paese, dalle città d’arte ai borghi, dal mare alla montagna, fino ai cammini e alle destinazioni meno conosciute. 

La pluralità degli interventi e delle proposte ha posto le basi per un patto tra istituzioni, imprese e territori e per la costruzione del Manifesto per il futuro del turismo, fondato su visione, regole, investimenti e capacità di innovazione.