22 Ottobre 2026
AN.BTI CONFCOMMERCIO presente al Forum Conftrasporto
Undicesima edizione del Forum Conftrasporto. Osservatorio Most: costi in aumento e infrastrutture congestionate rallentano la competitività. Il presidente Sangalli: “Intervenire su congestione strade e digitalizzazione filiera”. Russo: “Serve una politica di visione che affronti i nodi di trasporto e logistica”.

Trasporti e logistica sono settori strategici per la competitività dell’economia italiana, ma l’aumento dei costi energetici, la congestione delle infrastrutture e le tensioni internazionali stanno mettendo sempre più sotto pressione le imprese, riducendone i margini e la capacità competitiva. È quanto è emerso dall’Osservatorio Freight Insights (link al documento integrale in pdf), istituito dal MOST e dalla Fondazione CSELI, presentato a Roma nella conferenza stampa di apertura dell’11° Forum Internazionale di Conftrasporto-Confcommercio. Pur a fronte di un fatturato complessivo salito a 96 miliardi di euro, la redditività delle imprese registra un ridimensionamento causato dal deciso aumento dei costi operativi. Tra il 2019 e il 2026, il costo del denaro è cresciuto del 111%, l’energia elettrica del 73%, il gasolio del 30% e la manodopera del 18%.
Secondo il presidente della fondazione Cseli, Fabrizio Palenzona, “questi sono temi sempre più centrali per la competitività di un Paese come il nostro. La mobilità di persone e merci è da sempre un fattore fondamentale: rendere efficiente questo sistema significa garantire la massima competitività all’intero tessuto economico”.
“Mai come quest’anno – ha osservato Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio – emerge con forza il ruolo strategico di trasporti e logistica per la competitività e lo sviluppo dell’intero sistema economico. Il caro energia, l’ETS, la congestione infrastrutturale, i ritardi nella digitalizzazione e le incertezze geopolitiche richiedono interventi su due fronti: da un lato, affrontare le emergenze; dall’altro, programmare politiche di sistema coordinate e di lungo periodo a sostegno degli operatori e dell’intero Paese”. “Perché il problema è che – ha osservato Russo – noi ancora non vediamo una strategia, una politica di visione che affronti i nodi del trasporto e della logistica”. Russo ha poi concluso sottolineando che “trasporti, energia e infrastrutture devono essere centrali nella politica di sviluppo del Governo: sono tre elementi senza i quali il nostro Paese non può andare avanti”.

Trasporti e logistica in numeri
Sul fronte del trasporto stradale, che nel 2025 ha superato i 31 miliardi di tonnellate-chilometro, gravano i rincari del carburante, con il gasolio aumentato di oltre il 15% tra il 2025 e il 2026. A pesare è anche la saturazione della rete viaria: la congestione in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna comporta per i mezzi pesanti un costo operativo superiore a un miliardo di euro l’anno, cifra che sale a quasi 5 miliardi su scala nazionale considerando tutti i veicoli. Parallelamente, il settore sconta una carenza strutturale stimata in oltre 30mila conducenti professionali nei prossimi anni.
Nel settore marittimo, dove l’Italia occupa il secondo posto in Europa per movimentazione merci, le tensioni geopolitiche e l’evitamento del Canale di Suez allungano di due settimane i tempi di navigazione, esponendo gli scali nazionali alla concorrenza dei porti del Nord Europa. Sui collegamenti con le isole incide notevolmente l’applicazione dell’ETS, con la spesa per il carburante comprensiva degli oneri ambientali che supera il 50% dei costi operativi.
Il trasporto merci su ferrovia registra invece nel primo semestre del 2026 un calo dell’8% dei treni-chilometro rispetto all’anno precedente, condizionato dai cantieri di ammodernamento della rete. In controtendenza la modalità aerea, che mostra un incremento dei volumi con la crescita degli scali di Roma, Brescia e Bergamo, mentre Malpensa segna una flessione legata all’annuncio della tassa sui pacchi di basso valore.
Lo studio evidenzia il potenziale della transizione digitale, stimando che l’adozione di tecnologie per il monitoraggio e la manutenzione delle infrastrutture possa generare risparmi per quasi 7 miliardi di euro. Ulteriori 18 miliardi potrebbero derivare nei prossimi anni dalla dematerializzazione dei documenti di trasporto e delle pratiche amministrative, a cui si aggiungono circa 160 milioni di euro l’anno per l’informatizzazione delle procedure portuali.
LE PRIORITA’ DI CONFTRASPORTO-CONFCOMMERCIO
Sangalli: “Intervenire su congestione strade e digitalizzazione filiera”
“Il terziario di mercato è da sempre sinergico al tema dei trasporti e della logistica”, tanto che “a livello locale avanza l’integrazione tra Conftrasporto e Confcommercio”, ma “certo, al netto dei positivi sviluppi associativi, il contesto di settore non è dei migliori”.
Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, aprendo i lavori dell’undicesima edizione del Forum Conftrasporto. “Stiamo, vivendo una situazione molto critica sul fronte geopolitico, energetico, logistico e dei trasporti, che incide sulla competitività delle imprese e sul reddito delle famiglie, nonché sul loro potere d’acquisto”, ha proseguito Sangalli evidenziando poi la preoccupazione per “il clima di tensione creato dall’insostenibile situazione del caro energia, che è già sfociato in iniziative di protesta spontanee, non autorizzate, in diverse Regioni del Paese”. Di qui un appello “al senso di responsabilità diffusa, a partire dalle istituzioni e dalla politica” per “trovare soluzioni rapide ed efficaci per attenuare le criticità e ripristinare un clima sereno e condizioni di contesto sostenibili”.
Il presidente di Confcommercio non ha negato l’esistenza di “situazioni di estrema difficoltà”, come è il caso dei collegamenti marittimi con le isole maggiori, visto che “oggi metà del biglietto ripaga i soli costi energetici e quelli collegati al sistema di scambio delle emissioni (ETS)”. Servono correttivi, come “ribadito la scorsa settimana alla Camera dal nostro vicepresidente Pasquale Russo per salvaguardare la nostra comunità insulare, la più ampia d’Europa, così come per non penalizzare alcuni porti di trasbordo, punti di forza della portualità nazionale”.
“Adesso – ha proseguito Sangalli – stiamo finalmente scoprendo tutti gli elementi del cosiddetto ‘triello energetico’: l’energia non soltanto deve essere sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche economicamente conveniente e sicura dal punto di vista strategico”.
Il presidente di Confcommercio ha concluso indicando due importanti settori su cui intervenire: “la cronica congestione della rete stradale e la digitalizzazione della filiera”, partendo “dall’ascolto degli stimoli e delle proposte come quelli che emergeranno dal Forum di oggi così da rendere il sistema logistico nazionale più competitivo ed efficiente”.
Rixi: “Servono reti moderne per far correre le imprese”
“Non è un momento facilissimo per il settore logistico. Oggi noi subiamo una crisi internazionale che trova purtroppo nelle normative europee un aggravio dei costi per i nostri operatori. Bisogna fare tutto il possibile per trovare una soluzione e il governo è al lavoro con le associazioni d’impresa per questo”, ha dichiarato il viceministro dell’Economia Edoardo Rixi.
“Oggi la logistica in particolare sta diventando centrale a livello globale e nazionale. Siamo il secondo Paese europeo a livello manifatturiero. Ancora commerciamo con il continente europeo”, ha sottolineato il viceministro, aggiungendo: “dobbiamo sfruttare anche il fatto di essere affacciati sul Mediterraneo. Abbiamo bisogno di procedure più snelle per reagire a fenomeni avversi e poi cercare di prenderci nuove quote di mercato. Nel nostro Paese, nonostante i costi altissimi, non abbiamo smesso di potenziare le infrastrutture marittime, ferroviarie e stradali”.
Rixi si è poi soffermato sulle politiche dell’Unione Europea: “Stiamo combattendo a livello europeo una lotta sull’Ets che, con due guerre in atto, è fuori dal tempo visti anche gli aumenti degli idrocarburi. Crediamo che in un continente che produce meno del 7% dell’inquinamento globale sia assurdo supertassare le emissioni. Ed in un momento come questo vuol dire farsi del male da soli”. “Bisogna potenziare i collegamenti intercontinentali. In epoca repubblicana non sono stati realizzati valichi alpini ferroviari. Noi stiamo realizzando il valico ferroviario del Brennero e quello Torino-Lione. C’è poi un tema di rinnovamento urgente della rete autostradale”, ha proseguito Rixi, indicando le priorità operative e le riforme attese. “Noi chiediamo che almeno le isole maggiori vengano esentate dall’Ets. La riforma portuale è importante anche per rivedere alcune regole. Bisogna ragionare con una neutralità ideologica. Noi siamo per l’ambiente, ma vogliamo sostenere le nostre imprese che sono la forza del nostro Paese. Oggi il sistema del trasporto per noi è centrale. A livello mondiale è uno dei settori sui quali si sta investendo di più”.
Pichetto Fratin: “La decarbonizzazione è un brand di qualità superiore”
“Le quote Ets dieci anni fa valevano una decina di euro” per tonnellata di CO2, “ora ne valgono 85. Questo perché c’è un mercato dei certificati in mano ai gestori e operatori di questo mercato, gli accaparratori delle certificazioni. È questa la realtà. La quotazione è un po’ il Ttf sul gas in Olanda. Non dovrebbe esserci l’accaparratore delle quote, mi dimostrino il contrario”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin al Forum internazionale di Conftrasporto Confcommercio.
“Io non sono contrario all’Ets – ha spiegato – è un principio che ha una logica. La decarbonizzazione è un brand di qualità superiore, non per niente la parte più avanzata del mondo, che fa della qualità maggior forza, gioca molto su questo brand. Un Paese che vuole stare in testa al mondo deve anche fare quello”. “Non si può – ha proseguito Pichetto – misurare il risultato degli Ets solo sulla riduzione delle emissioni. Perché bisogna vedere se la sua riduzione è costruita sulla modernizzazione o sulla chiusura della fabbrica, per poi prendere il prodotto da altre parti del mondo” dove non vengono rispettate regole simili”.
Al dibattito hanno partecipato anche vari esponenti politici: Salvatore Deidda per Fratelli d’Italia, Maria Elena Boschi per Italia Viva-Casa Riformista, Graziano Delrio per il Partito Democratico, Maurizio Lupi per Noi Moderati e Stefano Patuanelli per il Movimento 5 Stelle.