30 Dicembre 2025

Dalla Camera ok finale alla manovra


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Dalla Camera ok finale alla manovra

Con 216 voti a favore, 126 contrari e 3 astensioni, l’Aula di Montecitorio ha approvato in via definitiva la legge di bilancio.

L’Aula della Camera ha dato il via libera definitivo alla manovra. I voti a favore sono stati 216, i contrari 126 e 3 gli astenuti. La legge di bilancio, già approvata dal Senato, diventa così legge.

Tra le principali modifiche al ddl di bilancio introdotte a Palazzo Madama la rimodulazione del Pnrr, il pacchetto imprese con l’estensione triennale dell’iperammortamento e il rifinanziamento di Transizione 4.0. Ma anche la ritenuta d’acconto dello 0,5%-1% sulle fatture tra le imprese e la detassazione di premi e partecipazioni agli utili dei dipendenti.

Viene allentata la stretta sulla tassazione dei dividendi con la soglia di partecipazione oltre la quale scatta l’esenzione ridotta dal 10% al 5%. Arrivano anche il raddoppio della Tobin Tax e, per le assicurazioni, un anticipo dell’85% del contributo SSN da versare allo Stato. Corretta in Senato anche la norma sugli affitti brevi con la cedolare secca che resta al 21% per il primo immobile affittato anche tramite piattaforme e al 26% per il secondo, mentre dal terzo scatta il reddito di impresa. Introdotta anche la tassa di 2 euro sui pacchetti provenienti dall’estero

Per quanto concerne le pensioni, dopo lo stralcio della stretta sul riscatto della laurea e dell’allungamento delle finestre di uscita per le pensioni anticipate sono arrivati tagli ai fondi per il pensionamento di lavoratori precoci e impegnati in lavori usuranti. Arrivano anche nuove norme sul Tfr con il silenzio assenso per i neoassunti all’adesione alla previdenza complementare e l’obbligo di versare il Tfr ai fondi anche per le aziende salite sopra i 50 dipendenti (40 dal 2032). Salta la possibilità di cumulare la rendita dei fondi complementari per accedere alla pensione anticipata di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi. Arrivano anche fondi per il piano casa (200 milioni) e la rimodulazione dei finanziamenti per il Ponte sullo Stretto. Ripristinati 60 milioni di euro nel fondo per l’editoria nel 2026 mentre il taglio alla Rai si riduce a 10 milioni nel 2026.