20 Maggio 2026
Emissioni, con il mercato europeo nuovi costi in arrivo per famiglie e imprese
Presentato a Roma il Rapporto Cer-Confcommercio: in arrivo rincari per carburanti, riscaldamento e gas. Dal 2028 oltre 11 miliardi di euro di costi all’anno in più per il trasporto su strada e circa 4 in più per le utenze domestiche. Russo: “Ets può creare a trasporti e servizi danni irrimediabili per il nostro sistema produttivo”.

L’avvio del mercato europeo delle emissioni nel trasporto marittimo (ETS) e l’estensione dal 2028 ai trasporti su strada e al settore residenziale e commerciale (ETS2) avranno pesanti ricadute economiche sulle famiglie e sulle imprese italiane. È ciò che emerge dal Rapporto Cer-Confcommercio, presentato il 19 maggio scorso a Roma nella sede nazionale della Confederazione (vedi in allegato i principali risultati in pdf) sull’impatto del mercato europeo delle emissioni su trasporto su strada, trasporto marittimo e settore residenziale e commerciale. Stefano Fantacone, direttore del Cer, ha introdotto la conferenza stampa sottolineando che “il conflitto del Golfo già oggi toglie il 2% al Pil e aggiunge lo 0,7% all’inflazione per il 2026. Ets ha ottime intenzioni ma con l’attuale situazione dei prezzi dell’energia il sistema rischia di essere insostenibile” e specificando che “lo scenario pessimista che indichiamo è la situazione attuale, quello ottimistico si delineerebbe nel caso l’unione Europea imponga un price cap”. Ma vediamo nel dettaglio le conseguenze che lo studio indica nei tre ambiti.
Trasporto su strada
L’aggravio è stimato tra i 4,7 e gli 11,3 miliardi di euro annui, con forti effetti sui carburanti, che peraltro sono già soggetti all’accisa più alta d’Europa. La quota principale dell’onere ricadrà sul diesel, con un incremento stimato fino a 7,7 miliardi di euro circa nello scenario peggiore. Il prezzo del diesel potrebbe così aumentare di oltre il 17% e quello della benzina di oltre il 14%, con rincari fino a 355 euro l’anno per le auto a gasolio e a 250 euro per le auto a benzina. Si tratta di costi che saranno trasferiti nella quasi totalità sui consumatori finali, a causa della rigidità della domanda di carburanti, con la nuova componente legata alla Co₂ che arriverebbe a incidere per oltre il 10% sul prezzo finale alla pompa. Gli extracosti potrebbero superare i 7mila euro annui per gli autobus gran turismo, mentre per quanto riguarda l’autotrasporto, gli extracosti potrebbero raggiungere i 960 euro annui per i veicoli leggeri e superare gli 11mila per i mezzi più pesanti.

Settore residenziale e commerciale
L’incremento potrebbe essere compreso tra 1,6 e 4 miliardi di euro l’anno circa per le utenze domestiche, principalmente a causa della dipendenza dal gas naturale. L’extracosto medio per le famiglie arriverebbe fino a 128 euro annui, con impatti maggiori nel Nord Est (152 euro) e nel Nord Ovest (134 euro). Per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, che già oggi pagano per l’energia le tariffe più alte in Europa, gli aumenti risulterebbero particolarmente rilevanti: nello scenario peggiore, l’extracosto annuo raggiungerebbe i 400 euro per un bar e i 364 euro per un negozio alimentare, supererebbe i 1.090 euro per le grandi superfici di vendita, arriverebbe a circa 1.275 euro per i ristoranti e oltrepasserebbe i 3.270 euro per un albergo medio.

Trasporto marittimo
L’impatto dell’ETS, già in vigore nel settore, potrebbe raggiungere circa 713 milioni di euro entro il 2028, aggravato ulteriormente dall’applicazione del regolamento FuelEU Maritime. L’effetto combinato delle due normative porterà a un forte aumento del costo dei combustibili navali, incidendo sulla competitività delle imprese e sull’intera catena logistica.

Russo: “Ets può creare a trasporti e servizi danni irrimediabili per il nostro sistema produttivo”
“Da tempo evidenziamo i pericoli che derivano da una politica ambientale che produce solo maggiori costi senza raggiungere l’obiettivo della decarbonizzazione graduale delle fonti energetiche. Il sistema Ets può creare a trasporti e servizi danni irrimediabili per il nostro sistema produttivo, ci sono elementi fortemente distorsivi e poco comprensibili”: così Pasquale Russo, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, per il quale “il tema dell’energia è talmente cruciale che va gestito con un approccio completamente diverso a livello europeo visto che non è stato ancora fatto quello che deve essere fatto. Dal 2028 il gasolio per autotrazione costerà 29 centesimi al litro in più, una follia totale sulla quale bisogna intervenire, va sterilizzato l’aumento. Siamo molto preoccupati, il tema energetico è centrale per le prospettive di crescita del Paese. No alla penalizzazione, sì ad interventi mirati”.
Qui lo studio completo: