16 Ottobre 2026
TTG 2026: AN.BTI presente a Rimini per tre giorni di incontri, eventi e approfondimenti per il futuro del Turismo
Al Ttg di Rimini convegno Confturismo Confcom sui nuovi modelli di viaggio. Pinzger: “necessario investire sulla qualità dell’offerta e favorire una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici durante tutto l’anno”.

Il 65% degli italiani ha trascorso le ultime vacanze estive esclusivamente nel Paese, il 23% ha alternato mete italiane ed estere e il 18% si è recato soltanto all’estero. Tra chi è partito, inoltre, il 70% ha fatto almeno una vacanza al mare, il 31% ha visitato una grande città o una città d’arte, il 30% è andato in montagna e il 13% ha fatto una vacanza on the road (la somma è superiore al 100% perché c‘è chi ha fatto più vacanze, ndr). Sono i dati principali di un’indagine realizzata da SWG per conto di Confturismo-Confcom, presentata il 15 ottobre scorso nell’ambito del Ttg Travel Experience di Rimini (Confturismo è presente con uno stand, lo 003, all’interno della Hall sud) a margine del convegno “L’estate sta finendo? Esistono nuovi modelli di viaggio: le prospettive per il futuro dall’Osservatorio Confturismo SWG”.
Ne emerge anche, tuttavia, che un italiano su quattro non ha fatto vacanze. Così come che un ulteriore 16% si è concesso al massimo tre pernottamenti: complessivamente, quattro italiani su dieci non hanno quindi superato i due o tre giorni di villeggiatura. All’opposto, il 45% ha effettuato più periodi di vacanza separati.
La distanza tra intenzioni e comportamenti resta significativa: il 22% degli italiani ha cancellato almeno una vacanza programmata, mentre il 18% ne ha organizzata almeno una all’ultimo minuto. Settembre è stato il mese più incerto, con il maggiore tasso di rinuncia alle vacanze (il 50% di quelle programmate) e con quasi il 40% dei vacanzieri che ha optato per una vacanza last minute.
Agosto è stato ancora una volta il mese più scelto con il 45% delle preferenze, seguito da luglio con il 23%, giugno con il 17% e settembre con il 15%. Sul fronte dell’ospitalità, il 69% ha passato almeno una notte in alberghi o b&b, il 31% in seconde case o ospite di amici e parenti, e il 25% in abitazioni in affitto.
Bene la montagna con un +3,4% di presenze dei turisti stranieri e un +1,2 di presenze di turisti italiani rispetto al 2025, e buona stagione anche per campeggi e villaggi turistici italiani (+2% di presenze), mentre per le località balneari è stata un’estate all’insegna della stabilità.
Tra le attività più diffuse svolte durante il periodo di vacanza troviamo quelle culturali e di scoperta dei territori (l’89% dei viaggiatori), mentre il 60% degli italiani in vacanza ha letto almeno un libro, il 54% ha fatto escursioni nella natura e il 24% ha avutoalmeno un’esperienza di percorsi di benessere. Il 32% dei viaggiatori, infine, ha speso più del previsto, mentre soltanto il 9% è riuscito a spendere meno.
“Il turismo sta cambiando pelle: le vacanze sono sempre più frammentate e destagionalizzate, con viaggiatori alla ricerca di esperienze personalizzate, dal turismo sostenibile al cicloturismo. Questa evoluzione rappresenta una grande opportunità per il nostro Paese, ma anche una sfida per le imprese della filiera. Come sistema di rappresentanza, abbiamo il compito di accompagnarle in questo cambiamento, investendo sulla qualità dell’offerta e favorendo una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici durante tutto l’anno”, ha commentato Manfred Pinzger, presidente di Confturismo Confcom.
Turismo imprese e territorio, Federalberghi alla presentazione del quarto rapporto di SRM Intesa Sanpaolo
Nella giornata inaugurale del Ttg Travel Experience di Rimini, a ridosso del Consiglio direttivo di Federalberghi, il presidente degli albergatori italiani, Bernabò Bocca, ha partecipato alla presentazione del quarto Rapporto dell’Osservatorio SRM Intesa Sanpaolo su Turismo, Imprese e Territorio.
“Quello tra Federalberghi ed Intesa Sanpaolo è un sodalizio consolidato, fatto di reciproca stima e, da parte della nostra Federazione, di totale fiducia. Parliamo dell’istituto bancario che non ci ha lasciati soli in uno dei momenti più bui del nostro recente passato, ovvero il periodo della pandemia, quando i nostri alberghi sono dovuti rimanere chiusi e la nostra gente ha rischiato di finire davvero sul lastrico. La prima mano tesa – ha ricordato Bocca – è stata la loro, e ciò rappresenta per noi il suggello di un’assoluta riconoscenza. Oggi, nell’ambito del Ttg di Rimini, siamo forse nel contesto più accreditato per parlare del comparto, ed è qui che abbiamo deciso di creare l’opportunità per presentare la quarta edizione del Rapporto SRM Intesa Sanpaolo. Ci rivediamo di nuovo, poco dopo un altro recente incontro che ci ha visti ancora uniti in occasione della firma del patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori, patto siglato tra Intesa Sanpaolo e le associazioni di categoria. Noi sentiamo di essere materialmente accompagnati da una Banca che sostiene ed incentiva le piccole e medie imprese e i territori, ovvero ciò che costituisce in sostanza il dna e l’economia reale del nostro Paese”.
“Il turismo è al centro di molte strategie di sviluppo dei territori del nostro Paese e rappresenta uno dei motori economici distintivi di molte economie locali. Da tempo accompagniamo le aziende ricettive del settore con iniziative dedicate, credito e consulenza, forti di una presenza capillare e di strutture specialistiche che dialogano quotidianamente con gli imprenditori rispondendo alle esigenze contingenti ma anche alla progettualità di medio-lungo periodo. Il nostro Gruppo, con oltre 14 miliardi di finanziamenti erogati alle aziende del turismo dal 2020 al giugno 2026, è un punto di riferimento per il comparto in virtù anche della stretta collaborazione con le associazioni di categoria come Federalberghi, con cui condividiamo impegno e obiettivi di competitività delle imprese del turismo. Questa partnership – ha ricordato Anna Roscio, executive director Sales e Marketing Imprese della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo – è alla base del nostro nuovo piano che mette a disposizione 20 miliardi di credito per le aziende del commercio, dell’artigianato e del turismo, oltre ad importanti misure per la riqualificazione energetica delle strutture ricettive, per la gestione finanziaria della stagionalità e per l’accettazione dei pagamenti digitali”.
I dati del Rapporto hanno evidenziato un comparto in crescita, sostenuto dagli investimenti delle imprese, dall’innovazione tecnologica, dalla diffusione dell’Intelligenza Artificiale e dalla valorizzazione del capitale umano. Temi che sono stati al centro degli interventi e del dibattito tra gli ospiti, chiamati a confrontarsi sulle strategie necessarie per rafforzare la competitività del turismo italiano e generare maggior valore per territori, imprese e comunità.
Riforma pacchetti turistici, Fiavet ha presentato le nuove regole per le agenzie di viaggio
Il 14 ottobre scorso il Ttg Travel Experience ha ospitato il convegno “Il futuro della Direttiva Pacchetti: battaglie vinte e in divenire di Fiavet-Confcommercio”, che ha offerto una disamina dettagliata sulle nuove tutele e sui nuovi adempimenti previsti per le agenzie di viaggio, analizzati da Federico Lucarelli, consulente legale della Federazione.
La riforma è stata oggetto di una costante azione sindacale che Fiavet Confcommercio ha condotto su due livelli: sul piano politico-istituzionale, lavorando con il Ministero del Turismo e gli europarlamentari italiani per emendare la proposta iniziale della Commissione Europea, e su quello di sistema, operando con Confturismo per coalizzare il comparto a difesa delle micro-imprese.
Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo il via libera del Parlamento Europeo, dovrà essere recepito in Italia entro il 29 settembre 2028, con entrata in vigore delle norme nazionali fissata al 29 marzo 2029.
Tra i risultati principali ottenuti per la categoria spicca l’eliminazione del tetto rigido del 25% sugli acconti e del blocco del saldo a 28 giorni dalla partenza, una misura inizialmente proposta a Bruxelles che avrebbe prosciugato la liquidità delle agenzie di fronte a fornitori che esigono pagamenti immediati. È stata inoltre abolita del tutto la complessa figura dei Servizi Turistici Collegati (LTA), fonte di continue incertezze applicative.
La nuova direttiva traccia poi un confine netto tra vendita di pacchetti e intermediazione di servizi singoli per lo stesso viaggio. Se l’agenzia propone un servizio aggiuntivo senza le tutele del pacchetto, deve informare chiaramente il cliente prima del pagamento. Se questa informativa manca e il cliente acquista il secondo servizio entro 24 ore nello stesso punto vendita, la vendita si trasforma per legge in un pacchetto e l’agente viene considerato a tutti gli effetti l’organizzatore.
Per riequilibrare la filiera arriva la norma sui rimborsi B2B, che obbliga i fornitori primari, come compagnie aeree e hotel, a rimborsare l’organizzatore entro 7 giorni per i servizi annullati o non prestati. Questa misura garantisce alle agenzie la liquidità necessaria per rimborsare a loro volta il cliente nei 14 giorni previsti dalla legge. «La revisione della normativa riequilibra la filiera e riconosce finalmente il principio di responsabilità condivisa», ha commentato Federico Lucarelli. «L’obbligo di rimborso a 7 giorni in capo ai fornitori primari elimina un’asimmetria finanziaria che per anni ha fatto gravare la liquidità dell’intero sistema sulle agenzie di dettaglio. L’auspicio, ora, è che la WTO promuova una nuova convenzione internazionale sui contratti di viaggio, come le CCV degli anni Settanta, in modo che queste regole vengano applicate in tutto il mondo».
Tra i punti che Fiavet ha criticato c’è invece la nuova regolamentazione delle circostanze inevitabili e straordinarie (guerre, disastri naturali, pandemie), per le quali il diritto del viaggiatore di recedere dal contratto senza penali viene ricostruito anche in chiave soggettiva ed esteso agli eventi che si verificano anche nel luogo di partenza (e non più soltanto in quello di destinazione), rappresentando una forte responsabilità organizzativa per le agenzie. Qualora il viaggio venga annullato, viaggiatore e organizzatore potranno comunque accordarsi liberamente entro 14 giorni per un pacchetto sostitutivo di pari valore o superiore, in alternativa al rimborso in denaro.
Sono stati altresì introdotti i voucher, che dovranno però essere accettati dai clienti ed avranno una validità massima di 12 mesi (prorogabile una sola volta); saranno cedibili per una sola volta e garantiti dal fondo di garanzia contro l’insolvenza, con rimborso automatico dell’eventuale residuo alla scadenza.
Infine, le agenzie dovranno strutturare un canale per ricevere e gestire i reclami indicando chiaramente nei contratti i recapiti e le lingue gestite (come indirizzo PEC o email dedicata). Quando un cliente invia una contestazione scritta, l’agenzia avrà l’obbligo formale di inviare una conferma di ricezione entro 7 giorni e fornire la risposta finale motivata entro 60 giorni.
“L’esito del lavoro svolto, seppure su un terreno difficile per la prevalenza accordata alle tutele del consumatore, dimostra l’efficacia della nostra azione a tutela delle micro-imprese del turismo – dichiara Gian Mario Pileri, presidente di Fiavet Confcommercio – siamo riusciti a cancellare vincoli penalizzanti come il tetto agli acconti e a far valere le esigenze reali delle agenzie. Nei prossimi anni lavoreremo con le istituzioni nazionali affinché la fase di recepimento mantenga e, se possibile, migliori questo impianto di equilibrio e di concreta protezione delle imprese”.
Sib: “Servono regole chiare per salvaguardare le imprese”
L’estate 2026 si chiude con un bilancio positivo per il turismo, con 72,4 milioni di arrivi e 276 milioni di presenze, in aumento del 2% rispetto al 2025. Particolarmente significativo il dato relativo ai turisti stranieri, cresciuti del 6%. Quest’ultimo dato conferma infatti l’attrattività del nostro prodotto “mare”.
“Il modello di balneazione attrezzata italiana si dimostra, ancora una volta, efficiente e di successo”, ha dichiarato Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari FIPE-Confcommercio, a Rimini nell’Assemblea nazionale delle imprese balneari in occasione del TTG, alla quale ha partecipato, tra gli altri, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che ha manifestato vicinanza alla categoria e, soprattutto, consapevolezza dei rischi che corre il turismo balneare. “Rimaniamo in attesa per l’iniziativa annunciata sulla scarsità della risorsa”.
Fondato prevalentemente sulla gestione diretta da micro imprese, perlopiù lavoratori autonomi, che hanno instaurato un rapporto di familiarità con la clientela, questo modello rischia di essere snaturato in favore di grandi aziende con il possibile crearsi di monopoli e catene nazionali di stabilimenti balneari con alterazione del mercato, del rapporto impersonale con la clientela e, soprattutto, con l’aumento esponenziale delle tariffe dei servizi dovute al combinato disposto fra la durata limitata delle concessioni con l’aumento dei costi economici per l’assegnazione delle stesse. Come avvenuto nei casi, (fortunatamente ancora pochi), in cui le gare sono state già fatte.
Un “mordi e fuggi” distruttivo per le destinazioni turistiche e dannoso per gli utenti. “Il futuro – ha aggiunto Capacchione – non è scontato ed è a rischio. L’attuale confusione sulla durata e sulle modalità di assegnazione delle concessioni demaniali, evidenziato non solo da noi ma anche dai Comuni e dalle Regioni, costituisce, quindi, un serio e concreto pericolo per il turismo italiano e per il Paese stante la sua incidenza sull’economia nazionale”.
Secondo Sib, il quadro normativo è incompleto per la mancanza del decreto sugli indennizzi, su una interpretazione autentica degli atti di proroga al 2033, già rilasciati alla luce della recente giurisprudenza e, soprattutto, per le regole di determinazione del presupposto applicativo della direttiva Bolkestein costituito dalla scarsità della risorsa, così come ripetutamente chiarito dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea. “Ma, soprattutto, è confuso per l’assenza di una disciplina uniforme. Il bando tipo va nella giusta direzione, ma è generico e insufficiente”.
Rischia, poi, di non essere un elemento utile per assicurare quella uniformità di comportamento dei Comuni, condizione indispensabile per garantire la certezza del diritto. In assenza di urgenti e necessari interventi legislativi è inevitabile un contenzioso, (già copioso), esteso e rovinoso per le destinazioni balneari e, quindi, del Paese.
“Spetta al Governo nazionale metterci mano e al più presto per salvaguardare le aziende attualmente operanti, un modello di balneazione attrezzata efficiente e di successo ed evitare un inevitabile e rovinoso contenzioso. La categoria porrà in essere tutte le iniziative sindacali e giudiziarie per la corretta applicazione della direttiva e per un esercizio uniforme delle funzioni amministrative in materia. Per salvaguardare le aziende attualmente operanti che rischiano di essere espulse dal settore e per mettere in sicurezza il futuro turistico del Paese”, ha concluso Capacchione.