28 Ottobre 2026
Manovra, oggi il via libera in Cdm
Nel primo pomeriggio la riunione a Palazzo Chigi. Il testo vale complessivamente 23,5 miliardi, di cui 14 destinati alle misure della “National Escape Clause” su energia e difesa. Giorgetti: “faremo il possibile, non l’impossibile”.

Mini Irpef per i giovani, qualche flessibilità in uscita, meno tasse per gli affitti. Alla vigilia del Consiglio dei ministri dove è atteso il varo della manovra da 23,5 miliardi (oggi alle 15, ndr) la rotta sembra tracciata, anche se molti interventi sono ancora incerti e non sono escluse modifiche dell’ultima ora.
MENO TASSE PER I GIOVANI: il fisco guarda alle nuove generazioni con misure per rendere le retribuzioni italiane più competitive. Dalla mini-Irpef per gli under 30 a basso reddito a una flat tax al 5% che riguarderà invece i neoassunti under 35. Tra le novità arriverebbe anche un’estensione della no tax area per gli under 25. Per le imprese che assumono giovani arrivano maxi-deduzioni al 140%, una quota che sale al 180% per le giovani mamme.
ANZIANI E FRAGILI: è sul tavolo l’ipotesi di una card da 300 a 500 euro per le spese sanitarie degli over 75, con una soglia Isee. Viene valutata la possibilità di estendere la misura anche alle famiglie numerose.
BOLLO AUTO: il governo punta a estendere il taglio del bollo e a renderlo strutturale. Esenzione per le famiglie con almeno quattro figli su auto da 6 a 9 posti fino a 133 Kw.
IN BILICO IL TAGLIO DELL’IRPEF: non trova spazio, per ora, l’estensione dell’aliquota al 33% oltre i 50mila euro anche se si lavora fino all’ultimo per cercare possibili coperture. Sembra saltata anche la mediazione che avrebbe portato lo scaglione fino a 55mila euro.
PENSIONI UN PO’ PIÙ FLESSIBILI: un fondo da poco meno di un miliardo finanzierà nuove forme di flessibilità in uscita, che sarà però da definire il prossimo anno. Non bastano per la pensione anticipata a 64 anni con il ricalcolo contributivo, che ha un costo stimato in circa 1,5 miliardi. Si interverrà anche sulla perequazione degli assegno per il recupero l’inflazione, con una possibile rivalutazione limitata per quelli medio-alti.
REGIME FORFETTARIO PER GLI AUTONOMI: per le partite Iva la soglia della flat tax al 15%, e al 5% per le nuove attività, salirebbe da 85mila a 100mila euro. Sopra gli 85mila scatterebbe l’obbligo di applicare l’Iva.
IL CONTRIBUTO DELLA FINANZA: per raccogliere i 5 miliardi di euro richiesti al settore, è allo studio un aumento della Tobin Tax e dell’addizionale Ires su banche e assicurazioni. Questo intervento intervento affiancherebbe il blocco delle Dta (Deferred tax assets o imposte anticipate) per il 2027.
BONUS ELETTRODOMESTICI E TRUFFATI DEL SUPERBONUS: si va verso la conferma anche per il 2027 del bonus elettrodomestici. Sarebbe invece appeso alla trattativa con l’Ue il tema dei bonus edilizi: senza una proroga dal 2027 scende per le prime case dal 50% al 36% e per le seconde dal 36% al 30%. Per chi è rimasto coinvolto nelle irregolarità del Superbonus si valuta la possibilità di regolarizzare le posizioni sanzionabili versando un’imposta sostitutiva.
AIUTO ALLE LAVORATRICI CON ALMENO 2 FIGLI: verso la proroga lo sgravio contributivo per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli. Si valuta l’estensione a chi ne ha due.
CEDOLARE SECCA PER GLI AFFITTI, ANCHE DEI NEGOZI: potrebbe tornare la cedolare secca dei negozi fino a 300 mq. L’aliquota sarebbe al 21%, con una possibile riduzione al 10% nei centri metropolitani. Tra le proposte anche la cedolare al 5% per gli affitti di case a canone concordato.
PACCHETTO LAVORO, DALLE TREDICESIME AL LAVORO NOTTURNO: attesa la conferma del sostegno ai rinnovi contrattuali, con possibile estensione dell’attuale tassazione agevolata al 5% sugli aumenti per i dipendenti con reddito fino a 33mila euro. Si punta a rifinanziare anche la detassazione delle tredicesime per i redditi bassi, con aliquota al 10% o al 15%, e delle maggiorazioni per il lavoro festivo e notturno.
FORZE DELL’ORDINE: un fondo da 480 milioni potrebbe finanziare assunzioni e previdenza dedicata.
DIFESA ED ENERGIA: per difesa e transizione energetica sono previsti 14,4 miliardi di extradeficit per il 2027, consentiti dall’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale.
La manovra 2027 sarà di 23,5 miliardi
La prossima legge di bilancio per il 2027 potrebbe valere circa 23,5 miliardi, con una parte delle coperture – 10 miliardi nel triennio fino al 2029, 5 solo per l’anno prossimo – provenienti dal settore finanziario. Al centro ci sarà la “tutela del potere d’acquisto delle famiglie”, con particolare attenzione “a quelle più fragili”, visto lo shock dei prezzi energetici. Previsto anche il sostegno alle imprese sul costo dell’elettricità con “maggiori contributi agli investimenti per impianti fotovoltaici”, la “promozione del biometano” e la “riconversione di impianti a biogas esistenti”.
È tutto scritto nel Documento di finanza pubblica (Dpb), inviato dal governo a Bruxelles e in Parlamento, che traccia solo la cornice del provvedimento visto che la definizione “puntuale degli interventi” arriverà solo dopo l’esito delle interlocuzioni in corso con la Ue “finalizzate alla migliore definizione del perimetro di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia”. L’esecutivo chiede infatti alla Ue di poter utilizzare i fondi per l’energia concessi nell’ambito della flessibilità concordata – lo scostamento di bilancio da 29 miliardi per il biennio 2027-2028 (la metà per la difesa) – non solo per investimenti ma anche per aiuti alle famiglie. Ecco perché il Cdm per il via libera alla legge di bilancio potrebbe slittare di qualche giorno rispetto alla data del 20 ottobre prevista per l’invio del testo alla Ue.
Il Dpb stima impieghi fiscali per poco più di 2 miliardi nel 2027, politiche per la famiglia per 4,8 miliardi e sostegni alle imprese per oltre 3 miliardi. Tra le coperture 2027, oltre a quelle da banche e assicurazioni, figurano quasi 700 milioni di euro dai giochi e 1,1 miliardi dal taglio alla spesa dei Ministeri. La spending review sui dicasteri vale complessivamente 4,7 miliardi nel triennio.
Particolare rilievo, si legge nel Dpb, sarà attribuito al “finanziamento degli investimenti strategici e infrastrutturali, quale leva per sostenere la crescita e rafforzare la capacità produttiva del Paese”. Gli interventi in materia di sicurezza energetica saranno orientati “al rafforzamento degli investimenti sulla rete ferroviaria e al potenziamento delle infrastrutture pubbliche, con particolare riferimento a scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici”. La manovra consentirà anche “il rafforzamento della difesa nazionale e della sicurezza energetica” attraverso il ricorso agli spazi di flessibilità derivanti dall’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, “nel rispetto degli obiettivi programmatici di crescita della spesa netta delineati nel Dpfp”.