30 Ottobre 2020

Pianificazione strategica anti crisi: dalla pianificazione aziendale al controllo di gestione


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Il controllo di gestione ha assunto, nel corso degli anni, una posizione di fondamentale importanza all’interno dei processi aziendali, tanto da diventare un meccanismo operativo di assoluta centralità per la definizione degli obiettivi strategici definiti e perseguiti dall’azienda a seguito della pianificazione aziendale, alla quale è strettamente connessa.
Introdotto in un primo momento solamente nelle imprese, il controllo di gestione è stato successivamente esteso anche nelle pubbliche amministrazioni, ove in tempi piuttosto recenti ha anche sostituito i tradizionali controlli di legalità.
Nel presente articolo verrà trattato il controllo di gestione relativo alla pianificazione anti-crisi.
In particolare, dopo l’analisi di concetti teorici in merito alla tematica, soffrandosi sull’attuale momento di crisi derivante da emergenza epidemiologica, verranno trattate alcune indicazioni su come redigere un piano strategico contenente gli obiettivi che si intendono perseguire nell’arco di 3 o più anni.
La pianificazione è il processo attraverso il quale si definiscono gli obiettivi di medio-lungo periodo e si individuano le azioni e gli strumenti per raggiungerli. La pianificazione aiuta a definire gli obiettivi, le politiche aziendali e le risorse dell’azienda. Gli obiettivi, a loro volta, possono essere definiti come risultati futuri, misurabili, che si prevede di conseguire entro un determinato tempo
(il loro orizzonte temporale).
Quando si parla di pianificazione si va oltre al semplice concetto di previsione, in quanto questa è indirizzata ad evidenziare la possibile evoluzione futura degli elementi che interessano l’azienda, senza che questa attui interventi.
Scopo principale della pianificazione, per un’impresa, è quello di permettere alla stessa di sfruttare al meglio le proprie possibilità e poter raggiungere gli obiettivi prefissati.
La pianificazione aziendale si divide in pianificazione a breve e pianificaizone a medio-lungo termine.
La pianficiazione a breve termine si riferisce all’esercizio amministrativo e, per l’appunto, nel breve termine, si traduce in tutte quelle che sono politiche aziendali e programmi che riguardano il breve periodo. Si tratta, di fatto di una programmazione di ciò che è da fare nell’arco dell’anno a venire.
Discorso diverso è la pianificazione a medio-lungo, e riguarda una vera e propria pianificazione strategica di un arco di tempo che va solitamente dai 3 ai 5 anni, ragionando pertanto a lungo termine.
Come accennato, strettamente collegato alla pianificazione aziendale è il controllo di gestione, efficace tecnica di monitoraggio degli obiettivi programmati in sede di pianificazione aziendale: data la stretta connessione tra i due sistemi, è solito sia in ambito teorico che in ambito aziendale parlare di “sistema di pianificazione e controllo”.
Il controllo di gestione, che supporta le decisioni e definisce gli obiettivi, necessita di una corretta tenuta della contabilità ordinaria per poter rendere efficace la relativa attività di controllo.
Pertanto, elementi imprescindibili del controllo di gestione sono:
-adeguate competenze in ambito amministrativo e contabile;
-tempestività nel rilevare i fatti aziendali;
– piena veridicità dei dati in possesso;
Dal piano strategico, di qualunque cadenza annua esso sia, viene estrapolato il budget rappresentativo della previsione di uno specifico esercizio.
Dal budget deriverà il reporting, ovvero ciò che deriva dal sistema di controllo costituito da
elementi che evidenziano lo scostamento che viene generato dalla differenza tra i dati consuntivati ed i dati di previsione.
Nello scenario attuale, tuttavia, è di difficile interpretazione la previsione dell’andamento di un’azienda nel medio-lungo termine, a causa delle continue turbolenze che spesso sono presenti nei mercati. Al fine di superare queste difficoltà, le imprese provvedono alla revisione della pianificazione strategica ogni due o tre anni, con interventi spesso mirati all’adattamento del budget e al reporting di nuovi obiettivi.
Di conseguenza, il reporting che il management dell’impresa presenta all’amministrazione può essere caratterizzato dalla strategia mirata a conquistare quote di mercato, oppure diversificare il prodotto/servizio rispetto a quello precedentemente offerto, comune ai propri concorrenti, oltre all’individuazione di eventuali opportunità da cogliere e le minacce da tenere in considerazione.
Il controllo di gestione può pertanto essere suddiviso in due principali attività: la prima, che prevede la redazione del budget e la seconda, che di fatto è una conseguenza della prima, l’analisi degli scostamenti.
Con queste attività è possibile tenere monitorato l’andamento della situazione gestionale dell’impresa ed evidenziare i relativi scostamenti dei dati consuntivi: il fine è risalire alla causa per intervenire in maniera tempestiva e correggere le problematiche createsi.

Rimaniamo a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti in merito all’articolo, nonché nel supporto delle Vs. pianificazioni e dei Vs. obiettivi da raggiungere.