5 Novembre 2020
ECDP: mappa comune europea – aggiornamento al 05/11/2020
Al seguente link è consultabile la mappa pubblicata dall‘ECDP (Centro Europeo per la Prevenzione delle Malattie), aggiornata al 05/11/2020:
Cogliamo l‘occasione per segnalare le ultime disposizioni attuate da alcuni Paesi, UE ed extra-UE, in merito alla prevenzione della diffusione del Covid-19.
AUSTRIA
Ai fini del contenimento della diffusione della pandemia di Covid 19, valgono dal 31 ottobre le seguenti regole, poste dalle autorità austriche, per gli ingressi nel Paese dall’estero.
In provenienza da Australia, Belgio (ad eccezione delle regioni di Bruxelles Capitale/ Bruxelles Hoofdstedelijk Gewest e Vallonia), Bulgaria (tranne le regioni di Blagoevgrad, Burgas, Dobrich, Gabrovo, Jambol, Kardzhali, Montana, Plovdiv, Rasgrad, Shumen, Sliven, Smoljan, Sofia, Stara Zagora, Targovishte e Varna), Canada, Cipro, Repubblica di Corea, Croazia (solo regioni di Brod-Posavina, Istria, Koprivnica-Krizevci, Osijek-Baranja,SibenikKnin, Varazdin e Zadar), Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia (ad eccezione delle regioni Ile de France e Provenza-Alpi-Costa Azzurra), Germania, Giappone, Grecia,Ungheria, Islanda, Irlanda, ITALIA,Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Principato di Monaco, Paesi Bassi, Norvegia, Nuova Zelanda, Polonia, Portogallo (ad eccezione delle regioni di Lisbona e del Norte), San Marino, Slovacchia, Slovenia, Spagna (solo Isole Canarie), Svezia, Svizzera, Regno Unito (escluse le regioni di East Midlands, North East, Yorkshire e Humber), Uruguay e Città del Vaticano è consentito l‘ingresso in Austria senza la necessità di produrre un certificato medico attestante la negatività al Covid 19 o di sottoporsi ad obblighi di quarantena. Ciò a condizione che non si sia stati nei 10 giorni precedenti in nessun Paese o area diverso da quelli sopra elencati, o dall‘Austria stessa.
Quanto sopra riguarda dunque anche coloro che provengono dall‘Italia, a condizione che non siano stati in nessun Paese o area diversi dall‘Italia, da uno dei Paesi o delle aree sopra elencati o dall‘Austria negli ultimi 10 giorni.
2) In provenienza da Albania, Andorra, Argentina, Bahrein, Bangladesh, Belgio (solo le regioni di Bruxelles Capitale/ Bruxelles Hoofdstedelijk Gewest e Vallonia), Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Brasile, Bulgaria (solo le regioni di Blagoevgrad, Burgas, Dobrich, Gabrovo, Jambol, Kardzhali, Montana, Plovdiv, Rasgrad, Shumen, Sliven, Smoljan, Sofia, Stara Zagora, Targovishte e Varna), Cile, Cina (solo Provincia dell’Hubei), Costa Rica, Croazia (ad eccezione delle regioni di Brod-Posavina, Istria, Koprivnica-Krizevci, Osijek-Baranja, SibenikKnin, Varazdin e Zadar), Ecuador, Egitto, Francia (solo le regioni di Ile-de-France e Costa Azzurra), Filippine, India, Indonesia, Iran, Israele, Kossovo, Kuwait,Maldive, Messico, Moldavia, Montenegro, Nigeria, Nord Macedonia, Pakistan, Perù, Portogallo (solo le regioni di Lisbona e del Norte), Repubblica Ceca, Regno Unito (solo le regioni East Midlands, North East, Yorkshire e Humber) Romania, Federazione Russa, Senegal, Serbia, Spagna (tranne Isole Canarie), Sud Africa, Turchia, Ucraina e USA:
– salvo particolari motivazioni e categorie, è consentito l‘ingresso in Austria solo a coloro che vivono stabilmente nei Paesi UE/SEE oppure Andorra, Monaco, San Marino, Vaticano, Svizzera e Regno Unito, se in possesso di un certificato medico di non più di 72 ore attestante la negatività al Covid. Se non in possesso di tale certificato, potranno avviare la quarantena domiciliare di 10 giorni, ma dovranno comunque effettuare il test entro 48 ore dal loro ingresso in Austria. Se il test dà esito negativo, la quarantena potrà essere interrotta.
3) In provenienza da qualsiasi Paese non elencato ai punti 1) e 2), come dal resto della Cina:
– salvo particolari motivazioni e categorie, è consentito l‘ingresso in Austria solo ai cittadini UE-SEE, svizzeri, britannici e loro familiari e a coloro che vivono stabilmente in uno Stato Ue/SEE oppure in Andorra, Monaco, San Marino, Vaticano, Svizzera o Regno Unito, se in possesso di un certificato medico di non più di 72 ore attestante la negatività al Covid o, in alternativa, sottoponendosi a quarantena domiciliare di 10 giorni.
In generale, il transito attraverso il Paese assicurando l’immediata ripartenza è garantito.
Le liste di Paesi a rischio o con situazione COVID-19 “stabile” sono oggetto di periodici aggiornamenti da parte delle autorità locali, pertanto si raccomanda vivamente di verificare sempre anche il sito ufficiale del Ministero della Salute austriaco: le FAQ in inglese contenenti indicazioni in materia di ingresso in Austria sono scaricabili a questo link:
https://www.sozialministerium.at/en/Coronavirus/Coronavirus—Information-available-for-download.html
La durata dell‘isolamento fiduciario, dove prevista, è ridotta da 14 a 10 giorni. Non è più richiesta la presentazione di un certificato medico per bambini fino ai 10 anni di età in provenienza dall‘estero. Le attuali misure si applicano provvisoriamente fino 31 dicembre 2020 (incluso).
A fronte di un progressivo, nuovo peggioramento della situazione epidemiologica in Austria, le Autorità hanno reintrodotto a decorrere dal 3 novembre la misura della chiusura di bar e ristoranti (salvo servizio di asporto e consegna a domicilio), teatri, palestre, piscine, altri centri ricreativi, cinema e musei. In vigore anche un coprifuoco notturno dalle ore 20 alle ore 6. Divieto di riunione per più di 6 adulti e 6 bambini appartenenti a massimo due nuclei familiari diversi.
BELGIO
Con l‘evolversi del quadro epidemiologico, sono state progressivamente reintrodotte alcune misure restrittive a livello federale. A seguito del decreto ministeriale entrato in vigore il 2 novembre, In particolare, fino al 13 dicembre è stata disposta la chiusura di bar e ristoranti su tutto il territorio e di tutti i negozi e le attività non essenziali, insieme al divieto di circolazione tra le ore 24 e le ore 5 del mattino. Nelle regioni di Bruxelles- Capitale e della Vallonia, il divieto di circolazione notturna è esteso dalle ore 22.00 alle ore 6.00, accompagnato dall‘obbligo di indossare sempre la mascherina.
I viaggi per turismo da/verso il Belgio sono nuovamente autorizzati a partire dallo scorso 15 giugno per viaggiatori in provenienza dai Paesi UE, dell‘area Schengen e del Regno Unito, sono tuttavia fortemente sconsigliati i viaggi verso le “zone rosse” dell‘area “UE+”.
Per verificare l’appartenenza ad una zona rossa, si può consultare la cartina dell’Europa predisposta dal Governo belga: https://diplomatie.belgium.be/fr. In costante aggiornamento, le regioni dei diversi Paesi vengono categorizzate a seconda del rischio epidemiologico e sono indicate le eventuali restrizioni all‘accesso in provenienza dal Belgio verso quegli stessi Paesi e le eventuali misure di precauzione da adottare al rientro in Belgio. Per quanto riguarda l‘Italia, a partire dal 4 novembre sono state inserite nella lista delle zone “rosse” tutte le regioni.
A partire dal 1 agosto, chiunque entri in Belgio dall‘estero è tenuto 48 ore prima dell‘arrivo a riempire un formulario on line, tranne nel caso di entrate per via terrestre per soggiorni in Belgio (o a seguito di soggiorni all‘estero) di durata inferiore alle 48 ore. Il formulario è disponibile a questo link: https://travel.info-coronavirus.be/fr/public-health-passenger-locator-form.
A partire dal 23 ottobre e, al momento, fino al 15 novembre, i viaggiatori in arrivo in Belgio che abbiano soggiornato nei Paesi extra-UE/Schengen e nelle zone indicate dal Belgio come “rosse” all‘interno dell‘Europa, saranno tenuti ad effettuare un test solo in caso di sintomi; potrà al contrario essere obbligatorio osservare un periodo di 10 giorni di quarantena se dal test di auto-valutazione incluso nel formulario on line emergerà la tenuta di un comportamento ad alto rischio, nel qual caso l‘obbligo sarà notificato da un sms.
CROAZIA
A partire dall‘1 luglio, tutti i cittadini dei Paesi UE e SEE e le persone ivi residenti a lungo termine possono liberamente fare ingresso in Croazia senza restrizioni. Viene peraltro raccomandato di comunicare l‘intenzione di recarsi nel Paese prima della partenza, compilando un modulo pubblicato sul sito https://entercroatia.mup.hr/, al fine di velocizzare l‘attraversamento del confine nonché di agevolare il monitoraggio di un‘eventuale diffusione dei contagi.
All‘ingresso nel Paese, vige l‘obbligo di autoisolamento per 14 giorni per i cittadini provenienti da Paesi extra UE/Schengen; tale misura può esser ridotta a 7 giorni in caso di effettuazione in loco, a proprie spese, di un test nasale e faringeo che risulti negativo al Covid-19. La misura di autoisolamento per cittadini provenienti da quelle aree non verrà applicata se la finalità del viaggio è turistica o coinvolge altro interesse economico, a patto che si esibisca un test nasale e faringeo, negativo al Covid-19, effettuato nelle precedenti 48 ore. I transiti attraverso il territorio della Croazia sono comunque consentiti.
Inoltre, possono entrare in Croazia i cittadini di Paesi terzi appartenenti alle seguenti categorie:
a) personale medico;
b) persone che necessitano di urgenti cure mediche;
c) lavoratori transfrontalieri;
d) conducenti di veicoli per il trasporto internazionale di merci;
e) personale diplomatico;
f) viaggiatori in transito;
g) persone che viaggiano per turismo, commercio o affari (effettuando in anticipo una prenotazione a pagamento presso una struttura ricettiva);
h) persone che viaggiano per motivi di studio o altre necessità di carattere privato. E‘ possibile verificare sul sito https://mup.gov.hr/uzg-covid/286210 se le proprie motivazioni rientrano tra quelle consentite per l‘ingresso.
Ulteriori informazioni possono essere reperite sul sito dell‘Ambasciata d‘Italia a Zagabria:
(https://ambzagabria.esteri.it/ambasciata_zagabria/it/ambasciata/news/dall_ambasciata/emergenza-covid-19-nuove-misure_0.html).
FRANCIA
A partire dal 30 ottobre e fino al 01/12/2020, in tutto il territorio francese si applica un nuovo lockdown.Si potrà uscire di casa solo per motivi di lavoro, scuola, motivi di salute, per fare la spesa di prossimità, oppure per una passeggiata per un massimo di un‘ora al giorno ed entro 1 km dalla propria abitazione.
Per quanto riguarda le frontiere, resteranno aperte quelle all’interno dello spazio europeo, mentre sono chiuse le frontiere esterne, salvo per il rimpatrio dei cittadini francesi.
Maggiori dettagli saranno pubblicati non appena disponibili.
PAESI BASSI
Un forte aumento di casi di contagio da COVID-19 si e’ registrato anche nei Paesi Bassi. Il Governo ha annunciato le seguenti nuove misure, in vigore per almeno due settimane, a partire dalle ore 22.00 del 4 novembre:
raccomandazione di lavorare da casa salvo quando sia assolutamente necessario recarsi in ufficio
obbligo di mascherina negli spazi pubblici chiusi e sui mezzi di trasporto dai 13 anni in su, nonche’ nelle scuole da secondarie in su, salvo durante le lezioni;
chiusura di cinema, teatri, parchi giochi, biblioteche e piscine;
tutti gli altri esercizi tranne i negozi di generi alimentari dovranno chiudere alle 20
divieto di vendita e consumo di alcool dalle 20 alle 7 del mattino;
gli eventi pubblici sono sospesi salvo le manifestazioni;
in casa non sarà possibile ricevere più di due persone per volta
all’interno e all’esterno viene stabilito il tetto massimo di due persone appartenenti a differenti gruppi familiari;
gli sport collettivi all’interno vengono sospesi ma le palestre resteranno aperte per attivita’ individuali, mentre all’esterno restano possibili individualmente o in gruppi di due.
Il Governo ha inoltre paventato la possibilità di lockdown totale e coprifuoco nelle aree che stanno registrando numeri preoccupanti di contagi, ossia le zone di Rotterdam, Dordrecht e Twente.
I Paesi Bassi hanno riaperto i propri confini per viaggi da/verso alcuni Paesi.
Gli arrivi da Paesi non UE e non Schengen sono tuttora soggetti a controlli all‘ingresso. Le autorità locali adottano un sistema di colori per definire le aree di maggiore rischio (indicate in arancione) o minore rischio (in giallo). I viaggiatori che entrano nei Paesi Bassi da aree ad alto rischio – tra cui l’Italia – sono tenute ad auto-isolarsi per 10 giorni. L‘elenco delle aree a rischio, aggiornato periodicamente, e ulteriori informazioni in merito agli ingressi sono disponibile sul sito del Governo dei Paesi Bassi, in particolare a questo link: https://www.government.nl/topics/coronavirus-covid-19/tackling-new-coronavirus-in-the-netherlands/travel-and-holidays/self-quarantine
REGNO UNITO
A tutti viaggiatori in arrivo nel Regno Unito è richiesto di compilare un formulario online prima della partenza (disponibile a questo link: https://visas-immigration.service.gov.uk/public-health-passenger-locator-form), indicando un indirizzo ed un numero telefonico al quale i viaggiatori possano essere contattati durante il soggiorno nel Regno Unito; sono esentati dalla compilazione solo i viaggiatori in transito nell‘area sterile (airside) dell‘aeroporto e altre limitate categorie (consultabili qui: https://www.gov.uk/government/publications/coronavirus-covid-19-travellers-exempt-from-uk-border-rules/coronavirus-covid-19-travellers-exempt-from-uk-border-rules).
Per i viaggiatori in arrivo da Paesi ad alto rischio di contagio, il governo britannico ha introdotto l‘obbligo di isolamento fiduciario di 14 giorni. L‘Italia, a partire dalle 04:00 del mattino di domenica 18 ottobre, è inclusa nell‘elenco dei Paesi ad alto rischio di contagio, per cui dal 18 ottobre i viaggiatori in arrivo dall‘Italia o che abbiano soggiornato o transitato in Italia nei precedenti 14 giorni dovranno osservare un periodo di isolamento fiduciario di 14 giorni presso hotel o indirizzo privato. E‘ possibile anche rimanere nel Regno Unito per un periodo inferiore ai 14 giorni, tuttavia per tutta la durata del soggiorno è necessario conformarsi alla procedura dell’auto-isolamento.
Per ulteriori dettagli si può fare riferimento alle istruzioni sull‘auto-isolamento pubblicate dal governo britannico a questo sito:https://www.gov.uk/government/publications/coronavirus-covid-19-how-to-self-isolate-when-you-travel-to-the-uk/coronavirus-covid-19-how-to-self-isolate-when-you-travel-to-the-uk
A partire dal 5 novembre, per la durata di 4 settimane, è in vigore un nuovo lockdown, che sostituisce, fino al 2 dicembre, il sistema a tre livelli precedentemente adottato. Le persone sono invitate a restare a casa, sono chiusi negozi non essenziali, pub e palestre. Famiglie diverse non possono incontrarsi al chiuso o in giardini privati, a meno che non facciano parte di una “bolla” di sostegno reciproco. Maggiori informazioni sono disponibili a questo link: https://www.gov.uk/guidance/new-national-restrictions-from-5-november
ROMANIA
Dal 14 ottobre 2020 è stato prorogato di 30 giorni lo stato di allerta in tutto il Paese.
Le persone in isolamento domiciliare che sviluppano sintomi da contagio devono contattare il numero unico di emergenza 112; il personale medico farà una valutazione clinica e raccoglierà prove biologiche per l‘effettuazione del test.
Con l‘aggiornamento del 2 novembre l‘Istituto Nazionale di Sanità Pubblica romeno, ha inserito l‘Italia nella lista dei Paesi con tasso di infezione da Covid 19 superiore a quello registrato in Romania. Di conseguenza, i viaggiatori in provenienza dal nostro Paese, o che abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni in uno dei Paesi in “lista gialla”, saranno richiesti di osservare un periodo di isolamento di 14 giorni a partire dall‘ingresso in Romania.
L‘isolamento può essere ridotto a 10 giorni se il viaggiatore non presenta sintomi e l‘ottavo giorno dall‘ingresso si sottopone a un test il cui risultato è negativo. Per soggiorni di durata inferiore a 72 ore, il viaggiatore può essere esonerato dall‘isolamento se presenta un test negativo per Sars-CoV-2, effettuato al massimo 48 ore prima dell’arrivo in Romania.
Il transito in Romania verso altre destinazioni è consentito, purché avvenga nell‘arco di 24 ore.
SLOVACCHIA
Le Autorità slovacche hanno disposto, a partire dal 1 ottobre, l‘operatività dello stato di emergenza generale, per una durata di 45 giorni, eventualmente prorogabile.
Il Governo ha previsto inoltre l‘effettuazione di un test Covid di massa su scala nazionale per tutta la popolazione, articolato in due fasi, programmate rispettivamente nei fine settimana del 30 ottobre – 1 novembre e del 6 – 8 novembre.
Con effetto fino all‘8 novembre, è previsto il coprifuoco che si applicherà su tutto il territorio della Slovacchia. La misura non interesserà le persone che hanno eseguito un test molecolare (RT-PCR) negativo al coronavirus effettuato tra il 29 ottobre e il 1° novembre o che hanno conseguito un risultato negativo dei test di massa su scala nazionale organizzati nel fine settimana 31 ottobre-1 novembre.
Al fine di contenere il contagio, le Autorità locali hanno disposto alcune misure interne di contenimento.
A partire dal 15 ottobre vige l’obbligo di indossare le mascherine all‘aperto; divieto di svolgimento di eventi di massa; divieto di organizzazione di raduni con più di sei persone; apertura di ristoranti consentita solo per l‘asporto o la consumazione all‘aperto; chiusura di palestre, piscine, saune, parchi acquatici e centri benessere; obbligo dell‘insegnamento a distanza per gli studenti delle scuole superiori; organizzazione degli spazi nei negozi e centri commerciali con il limite di una persona ogni 15 metri quadrati; obbligo per negozi alimentari e farmacie di riservare l‘accesso agli ultrasessantacinquenni tra le ore 9 e le ore 11.
Dal 1 ottobre sussiste per chi entra in Slovacchia da un Paese c.d. “rosso” (vedi link al sito del Ministero degli Esteri slovacco: https://www.mzv.sk/web/en/covid-19), o vi è stato nei 14 giorni precedenti, l‘obbligo di mettersi in isolamento domiciliare. L‘isolamento domiciliare termina dopo un esito negativo del test RT-PCR, effettuato non prima del 5° giorno dopo il rientro, oppure dopo il 10° giorno di quarantena.
L‘obbligo di isolamento non sussiste invece per chi viene da un Paese c.d. “rosso” ed è già in possesso di un test RT-PCR negativo al coronavirus effettuato non oltre le 72 ore precedenti l‘ingresso in Slovacchia.
Come sempre consigliamo di contattarci per maggiori dettagli in merito alle misure in essere nei vari Paesi prima di intraprendere servizi all’estero.