24 Febbraio 2021
Viaggi in Europa: l’UE dice no all’obbligo vaccino
Con l’avvicinamento dei mesi estivi i vari Paesi iniziano a muovere i primi passi di fronte ad un periodo su cui incombe ancora l’incognita Covid.
Segnali di ottimismo arrivano dal Regno Unito che registra un primo rimbalzo positivo sul fronte delle prenotazioni turistiche, mentre l’Ue dice no all’obbligo di vaccino per viaggiare. Ed anche in Italia partono le prime iniziative volte a incoraggiare le partenze
Secondo quanto spiegano fonti diplomatiche europee, il punto sulla necessità di coordinare le misure restrittive su viaggi e frontiere, per contenere il Covid-19 e le sue varianti, evitando però allo stesso tempo caos e colli di bottiglia, è stato inserito nell’agenda della riunione del Consiglio su richiesta della Commissione europea, dopo le decisioni unilaterali di alcuni Stati membri
Sul certificato di vaccinazione “vogliamo avere un approccio digitale europeo per uso medico. Nei prossimi mesi poi vedremo se ci sarà la possibilità di usarlo per altri scopi, come i viaggi. Ma la vaccinazione non può diventare un obbligo per viaggiare”, ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, a margine del Consiglio affari generali Ue. “Anche chi non si è sottoposto all’immunizzazione deve poter continuare” a muoversi, “con l’uso dei test e dei periodi di quarantena”, ha aggiunto Reynders.
La Commissione europea ha inoltre richiamato gli Stati membri a tornare ad un approccio coordinato sulla libertà di movimento delle persone e delle merci. “Abbiamo inviato una lettera a sei Stati membri sul divieto di ingresso e uscita dal Paese, perché sono andati troppo oltre”. Possono “scoraggiare i viaggi ma non vietarli”, ha spiegato Reynders.
I Paesi che hanno ricevuto la lettera di richiamo dalla Commissione europea per le misure troppo restrittive alle frontiere interne sono Germania, Belgio, Ungheria, Finlandia, Danimarca e Svezia. I sei Stati membri richiamati dalla Commissione Ue per misure troppo rigide alle frontiere interne “hanno dieci giorni per rispondere”, mentre Bruxelles “monitora da vicino” i loro passi. Lo ha spiegato il portavoce della Commissione europea per la Giustizia, Christian Wiegand. Sempre per quanto riguarda i Paesi Ue il segretario di Stato francese Clément Beaune ha fatto sapere che col ministro della Salute, Olivier Veran ha riunito “il gruppo di lavoro franco-tedesco per coordinare le nostre misure sanitarie e prevenire la chiusura delle nostre frontiere”. Beaune ha aggiunto: “I nostri frontalieri hanno bisogno di viaggiare per il loro lavoro e la loro vita quotidiana”
Dal Regno Unito arrivano inoltre notizie positive per ciò che riguarda le prenotazioni turistiche. A incoraggiare i viaggiatori sarebbe stato l’annuncio del piano in 4 fasi – pur prudentissimo e condizionato all’andamento della pandemia e della campagna di vaccinazioni – che nelle intenzioni del governo del premier Boris Johnson dovrebbe portare il Paese gradualmente fuori dal lockdown. Secondo compagnie e tour operator britannici citati dai media, l’effetto è stato immediato, con una prima ondata di biglietti o pacchetti prenotati per l’estate.