18 Giugno 2021
Distacco all’estero e smart working in Italia: chiarimenti da Agenzia Entrate su retribuzione e tassazione
Attraverso la risposta n.345 l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in merito ai casi in cui il lavoratore distaccato all’estero operi in regime di smart working dall’Italia.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la tassazione del lavoro dipendente è determinata dalla presenza fisica del dipendente nello Stato in questione. Non è escluso il caso in cui il dipendente abbia lavorato in Italia in smart working per motivi connessi alla pandemia.
Dal documento si evince inoltre che i giorni di ferie, le festività, i giorni di riposo settimanale e altri giorni non lavorativi sono considerati come giorni relativi alla determinazione della retribuzione dello stato in cui si presta in via prevalente l’attività lavorativa.
Il reddito di lavoro dipendente è soggetto a tassazione ed è determinato dalla retribuzione convenzionale fissata dal decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Secondo la circolare del 13 maggio 2011, n.20/E dell’Agenzia delle Entrate, la retribuzione convenzionale si può frazionare in più rate per adeguarle alla durata effettiva del periodo di lavoro.
Ad esempio, la retribuzione convenzionale relativa a febbraio 2020 deve essere ricalcolata sulla base del trasferimento in Italia del dipendente. Inoltre, il reddito prodotto dal lavoratore in smart working dall’Italia deve essere rideterminato in base all’articolo 51 del TUIR comma 1-8.
Il testo completo della risposta è disponibile al seguente link: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/0/Risposta_345_17.05.2021+%281%29.pdf/d59b00f5-0c3f-a77e-d392-f9a982e17443