2 Luglio 2021
Disposizioni anti-covid in Europa: aggiornamento al 2 luglio
Con la presente siamo ad offrirvi una panoramica delle disposizioni anti-covid in vigore nei vari paesi europei allo stato attuale.
Considerando i continui aggiornamenti, si consiglia di tenere monitorati i siti delle Ambasciate e viaggiaresicuri.
Cliccando sul nome del paese, potrete visualizzare le relative informazioni.
AUSTRIA
BELGIO
BOSNIA
CROAZIA
FRANCIA
GERMANIA
GRECIA
MONTENEGRO
OLANDA
REPUBBLICA CECA
SLOVENIA
SPAGNA
SVIZZERA
UNGHERIA
Per quanto riguarda il rientro in Italia, si rimanda al sito viaggiaresicuri (QUI) in cui i paesi sono divisi in cinque categorie in base al livello di rischio, ciascuna con le proprie disposizioni.
Green Pass
Da ieri 1° luglio in Europa si torna a viaggiare “liberamente” con il Digital Green Certificate. Il sistema comune (salvo deroghe) è adottato al momento da 26 Paesi Ue – il ventisettesimo, l’Irlanda, è in ritardo perché colpito da un attacco hacker – e da Islanda, Liechtenstein e Norvegia, ovvero i Paesi dello Spazio economico europeo (See), e consente di muoversi anche per turismo ai vaccinati, ai guariti dal Covid con anticorpi, a chi risulta negativo ai test. Di fatto, dal 1° luglio ha inizio un periodo transitorio: fino al 12 agosto, “se uno Stato membro non è ancora pronto a rilasciare il nuovo certificato ai propri cittadini, è ancora possibile utilizzare altri formati che dovrebbero essere accettati negli altri Stati membri”, si legge sul sito della Commissione Ue.
L’idea dell’Europa è contenere il virus e al contempo «evitare confusione e frammentazione», tanto che l’impiego del certificato verde è stato raccomandato «anche per altre situazioni oltre ai viaggi, come per andare ai concerti, ai festival, a teatro o al ristorante», o per partecipare alle feste di matrimonio.
Le autorità nazionali sono responsabili del rilascio del certificato (qui tutte le istruzioni per l’uso). La versione digitale può essere salvata su un dispositivo mobile, ma si può richiedere anche una versione cartacea: entrambe disporranno di un codice QR contenente le informazioni essenziali e di una firma digitale per garantire l’autenticità del certificato, elementi che consentiranno al gateway europeo di verificarne la validità, impedendone la falsificazione.
Si tratta, come detto, di un sistema comune che, però, prevede alcune eccezioni. Qualche esempio: in linea di principio, riguardo ai vaccinati, si accettano solo quelli che hanno ricevuto entrambe le dosi di siero riconosciuto dall’Ema. Ma qui l’Ue lascia i Paesi liberi di scegliere, pur invitandoli a uniformarsi.