26 Novembre 2021

IRPEF da 5 a 4 aliquote: raggiunto l’accordo per il 2022


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È stato raggiunto l’accordo politico sulla revisione del sistema di tassazione dell’IRPEF. Lo ha dichiarato il viceministro dello Sviluppo economico Gilberto Picchetto, in una conferenza stampa del 25 novembre. Nell’ottica di ridurre la pressione fiscale, dal 2022, si dovrebbe passare dalle attuali 5 aliquote (del 23, 27, 38, 41 e 43 per cento) a quattro aliquote (23, 25, 35 e 43 per cento) con un appiattimento della curva soprattutto per i redditi medio-bassi. Inoltre, si pensa di rivedere le detrazioni e la no tax area, oltre a eliminare l’IRAP per professionisti e imprese individuali. Chi avrà i maggiori vantaggi con la nuova tassazione?
Si parla ormai da molto tempo di rivedere il sistema di tassazione delle persone fisiche, e quindi sostanzialmente l’IRPEF, nell’ottica non solo di abbassare una pressione fiscale piuttosto alta, ma anche di rendere più equo il sistema.
Non a caso, uno dei capitoli più importanti della riforma fiscale, come risulta dal disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 5 ottobre 2021, riguarda proprio la tassazione delle persone fisiche.

Però, i tempi di una riforma fiscale che, necessariamente, deve passare attraverso un iter complesso (legge delega e decreti delegati), non remano a favore di una veloce revisione dell’imposta, per cui si è pensato di anticiparne, almeno in parte, il contenuto inserendolo nella legge di Bilancio 2022 attualmente in discussione in Parlamento.
Infatti, è a disposizione un “tesoretto” di 8 miliardi di euro da destinare alla riduzione del cuneo fiscale e, quindi, più genericamente, della tassazione IRPEF.
Su come impiegare questi soldi, però, non c’era ancora un quadro ben definito.
Ora, però, sembra che ci sia un accordo tra le diverse forze politiche che reggono la coalizione di Governo. Infatti, sulla base di alcune affermazioni del viceministro allo Sviluppo economico Gilberto Pichetto Fratin, rilasciate il 25 novembre, è stato definito qualche punto fermo.
Con effetto dal 2022, si parla di una riduzione delle aliquote IRPEF, da 5 a 4, con la compressione di quelle intermedie e di una revisione delle detrazioni e della no tax area.
Un accordo dovrebbe esserci anche sull’IRAP che sarebbe cancellata per lavoratori autonomi e imprese individuali.

Il ritocco dell’IRPEF

Si accorcia la curva delle aliquote. L’attuale sistema di tassazione IRPEF prevede le tradizionali aliquote per scaglioni di reddito: si tratta di 5 aliquote cui corrispondono altrettanti scaglioni reddituali e precisamente:
1) da 0 a 15.000,00 euro: 23%;
2) da 15.00,01 a 28.000,00 euro: 27%;
3) da 28.000,01 a 55.000,00 euro: 38%;
4) da 55.000,01 a 75.000,00 euro: 41%;
5) da 75.00,01 in poi: 43%.
Si tratta di una curva di tassazione molto ampia che riserva l’aliquota massima ai redditi elevati (sopra 75.000 euro) e tassa con aliquote relativamente alte (38% e 41%) i redditi medio-alti.
L’intento, ora, è quello di comprimere gli scaglioni e ridurre le aliquote degli scaglioni medio-bassi.
Infatti, se le affermazioni si tradurranno in norme, la nuova IRPEF, in vigore dal 2022, dovrebbe prevedere i seguenti scaglioni e aliquote:
1) da 0 a 15.000,00 euro: 23%;
2) da 15.00,01 a 28.000,00 euro: 25%;
3) da 28.000,01 a 50.000,00 euro: 35%;
4) da 50.000,01 euro in poi: 43%.
In definitiva, il penultimo scaglione si ferma a 50.000 euro anziché a 55.000 euro, scompare lo scaglione 55- 75.000 euro attualmente tassato al 41% e le due aliquote intermedie del 27% e del 38% si riducono, rispettivamente, al 25% e 35%.

Con le nuove aliquote, senza tener conto dell’impatto che potrà avere la revisione anche della no tax area e delle detrazioni, la situazione che si prospetta dovrebbe essere la seguente:
– fino al primo scaglio di reddito (15.000 euro): tassazione invariata;
– da 15.000 a 50.000 euro: risparmio d’imposta crescente fino al picco massimo (920 euro in meno) per redditi pari a 50.000 euro;
– da 50.000 a 75.000 euro: risparmio di imposta decrescente fino a 270 euro per redditi pari a 75.000 euro;
– da 75.000 euro in poi: risparmio “fisso” d’imposta pari a 270 euro.

In arrivo anche la rivisitazione delle detrazioni e il taglio dell’IRAP

La revisione delle aliquote IRPEF, quasi sicuramente, si innesterà in un più ampio disegno di riforma che prevede anche modifiche al sistema delle detrazioni d’imposta, dei bonus IRPEF e della no tax area, attualmente fissata a circa 8.000 euro.
Allo stato attuale, non è dato sapere come si interverrà nel dettaglio, ma si può presumere che le modifiche avranno l’obiettivo di “addolcire” ulteriormente la tassazione per i redditi medio bassi specie quelli di lavoro dipendente che maggiormente risentono del “cuneo fiscale”.
Infine, almeno secondo le intenzioni di alcune forze politiche, degli 8 miliardi stanziati nella legge di Bilancio per la riduzione delle tasse, un miliardo dovrebbe essere impiegato per eliminare l’IRAP per le imprese svolte in forma individuale e i lavoratori autonomi.
Anche questa è una questione su cui si discute da tanto tempo e si spera che sia davvero la volta buona per rivedere la struttura di una imposta, quale l’IRAP, che per varie ragioni, non da ultime quelle connesse alla sua stessa ratio legislativa (tassare il valore della produzione derivante dalla “autonoma organizzazione”) mal si adatta alle piccole realtà imprenditoriali e professionali.