29 Luglio 2020

Split Payment fino al 30 giugno 2023


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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Europea della decisione n. 2020/1105 del 24 luglio scorso, il Consiglio UE ha autorizzato l’Italia ad applicare fino al 30 giugno 2023  il meccanismo dello Split payment per la scissione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione che prevede nuove regole per la liquidazione dell’IVA da parte delle PA stesse.
Il meccanismo era previsto dall’articolo 1 della Legge di Stabilità 2015, con il quale le PA non soggetti passivi ai fini IVA versavano direttamente all’erario l’imposta sul valore aggiunto che veniva loro addebitato in fattura dai propri fornitori. In poche parole, sono le PA  a dover liquidare l’imposta sugli acquisti effettuati e non i propri fornitori.
Si ricorda come lo split payment sia un meccanismo applicato nei rapporti tra imprese private e PA secondo il meccanismo della scissione dei pagamenti: l’impresa privata incassa dalla PA il corrispettivo per l’operazione eseguita al netto dell’IVA, mentre  la PA versa l’IVA. Tra i soggetti della PA obbligati all’applicazione del medesimo figurano lo Stato, enti pubblici territoriali, CCIAA, Istituti universitari, ASL e enti ospedalieri, enti di previdenza.
La proroga dell’applicazione è stata autorizzata con lo scopo di garantire continuità giuridica della misura, sebbene a causa dell’emergenza epidemiologica la procedura di rinnovo del meccanismo non sia stata completata entro il 30 giugno scorso, con conseguente effetto retroattivo al fine di evitare problematiche relative al cambio di sistemi di fatturazione da parte delle società fornitrici delle PA; anche l’amministrazione finanziaria avrebbe dovuto adattare i propri sistemi.

Infine, al fine di garantire il seguito nel quadro della deroga e di valutare l’impatto sui rimborso dell’IVA dei soggetti passivi ai quali si applica la deroga, l’Italia dovrà presentare una Relazione UE entro settembre 2021 sulla situazione dei rimborsi IVA ai soggetti passivi e del relativo tempo necessario per gli stessi.