21 Agosto 2026
Non c’è pace per i Bus Turistici: il caro gasolio torna a minacciare imprese e turismo
AN.BTI – Confcommercio: “Il rischio del gasolio a 3 euro al litro è un incubo che non vogliamo vivere. Bene il credito d’imposta ma ora servono interventi strutturali.”
Non c’è pace per il settore dei Bus Turistici. Dopo anni segnati dall’aumento dei costi di gestione, dalle limitazioni alla circolazione, dalle ZTL sempre più onerose, sul comparto torna a incombere l’emergenza carburanti.
A lanciare un nuovo allarme è AN.BTI – Confcommercio, alla luce delle dichiarazioni del presidente di FederPetroli Italia, Michele Marsiglia, secondo cui, nei prossimi mesi, il prezzo del gasolio potrebbe arrivare fino a 3 euro al litro qualora le tensioni geopolitiche e la situazione nello Stretto di Hormuz dovessero aggravarsi.
Un allarme che arriva mentre il gasolio continua a viaggiare da sei lunghi mesi su livelli elevatissimi: secondo gli ultimi dati, il prezzo medio in autostrada ha raggiunto oggi il 2,178 euro al litro in modalità self, mentre sulla rete stradale nazionale si attesta intorno ai 2,10 euro. Con picchi insostenibili per il servito.
“Per le imprese di Bus Turistici, il perdurare o addirittura il peggiorare di questa situazione sarebbe uno shock che potrebbe mettere in discussione la sostenibilità stessa di molte aziende – dichiara il presidente di AN.BTI – Confcommercio, Riccardo Verona –. Il nostro settore consuma grandi quantità di gasolio per garantire mobilità, turismo ed economia sul territorio e non può assorbire indefinitamente aumenti di questa portata. Abbiamo già denunciato come il costo del carburante rappresenti una delle principali voci di spesa per le nostre imprese. Se lo scenario prospettato da FederPetroli dovesse concretizzarsi, ci troveremmo davanti a una situazione senza precedenti”.
“Non possiamo continuare a intervenire sull’emergenza quando l’emergenza è già esplosa – aggiunge Verona –. Il Governo, al quale diciamo grazie per l’attenzione dimostrata negli ultimi mesi al comparto, deve mettere in campo una strategia strutturale per il trasporto turistico su gomma, riconoscendo il valore economico e sociale dei Bus Turistici. Non chiediamo privilegi, ma condizioni che consentano alle imprese di continuare a lavorare e a garantire servizi essenziali per il turismo italiano”.
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